Lamborghini Gallardo LP 570-4 Spyder Performante, prova su strada

L'essenza della supercar: esagerata sotto ogni aspetto

Chi di voi, se siete sempre stati degli appassionati di auto, da piccoli, magari sdraiati sul pavimento, giocando con un modellino di una “Lambo”, non ha mai sognato, un giorno, di poterne guidare una vera? Magari qualcuno di voi giocava con la gloriosa Miura, senza dubbio una delle auto più belle di sempre, qualcun’altro avrà giocato con la Countach, o se siete giovani probabilmente con la Diablo, e magari i vostri figli, proprio adesso, stanno giocando con il modellino di una Gallardo, la “Lambo” che abbiamo avuto il privilegio di poter guidare. Purtroppo, non possiamo fare molto per aiutarvi a realizzare questo sogno, ma vi promettiamo che cercheremo di impregnarci al mille per cento, in questa nostra prova su strada, per cercare di trasmettervi le incredibili emozioni che si possono provare al volante di una di queste meraviglie di Sant’Agata Bolognese. Per di più, non vi racconteremo di una Gallardo “normale” (sempre che una Lamborghini possa definirsi “normale”), ma di una versione decisamente speciale, dato che si tratta dell’edizione limitata LP 570-4 Spider Performante, che fa ampissimo utilizzo di materiali compositi in fibra di carbonio, per pesare di meno, e quindi per essere più agile e avere un handling migliore; aggiunge anche ulteriori dieci cavalli al 5.0 V10, che raggiunge adesso quota 570. Si, avete letto bene: cinquecento-settanta.

Design e Interni:

Rating: ★★★★★ 

Conquista gli sguardi come nessuna, grazie alle sue forme splendidamente “esagerate”

Se per caso qualcuno di voi volesse realizzare un sondaggio su quale sia lo smartphone o il cellulare preferito dagli abitanti della vostra città, vi possiamo consigliare un metodo rapidissimo per appurarlo: basta prendere una Gallardo come quella che abbiamo provato e fare un giretto nel traffico. Per le persone che la vedono (e che la sentono arrivare), infatti, prendere il cellulare e fare foto e video a ripetizione è praticamente un gesto quasi naturale, istintivo. Certo la “Lambo”, di suo, non è che faccia un granché per non farsi notare: se alle linee già cattivissime della Gallardo Spider, con quella carrozzeria così bassa, affilata e larghissima, aggiungete poi tutte quelle vistose ed aggressive appendici in carbonio, l’ ala posteriore, anch’essa ovviamente in carbonio, i 4 scarichi in titanio che sembrano 4 cannoni, e la livrea dedicata di questa “Performante”, con i tre stilemi verde bianco rosso, allora anche la vecchietta con il bastone che vi attraversa la strada sulle strisce pedonali non potrà fare a meno di restare letteralmente a bocca aperta. La linea della Gallardo, nel complesso, non può di certo dirsi proporzionata, dato che il muso è cortissimo, con il parabrezza anteriore molto inclinato, che finisce praticamente all’altezza del mozzo della ruota, mentre la coda, che ospita il cuore della vettura, prende praticamente tre quarti della lunghezza. Ma proprio queste proporzioni così estreme, che la fanno sembrare quasi un aereo da caccia, insieme ai tratti taglienti e spigolosi, sono ciò che lascia così sbalorditi e ciò che la rende terribilmente attraente. Oltre ad essere attraente lei, per di più, la Gallardo renderà attraenti anche voi, perché vi possiamo assicurare che, alla guida di questa, la biondina (o la brunetta se preferite) ferma di fianco al semaforo vi guarderà manco foste George Clooney o Cristiano Ronaldo.

Plancia e posizione di guida:

Rating: ★★★★★ 

L’impressione è quella si sedersi a bordo di una vettura da competizione. L’abitacolo è “il festival” dell’Alcantara e del carbonio

Con un’altezza da terra di soli 118 cm, specialmente con la capote alzata, se siete molto alti non è un’operazione per niente agevole salire su questa Lamborghini. Una volta saliti, però, avendo giusto il tempo di riprendersi dall’emozione, non ci si può non innamorare all’istante anche dell’abitacolo, dove tutto è un proliferare di carbonio ed Alcantara. Quest’ultima, proprio come sulle vetture da competizione, riveste integralmente la plancia, con le splendide cuciture a vista arancioni e il bellissimo volante, che sembra preso direttamente da una di quelle Gallardo che corrono nel Fia-GT. Altrettanto si può dire per gli spettacolari sedili a guscio, dove troviamo ricamata la scritta “Performante”, che ti abbracciano e ti contengono in curva come nessun sedile tradizionale sarebbe in grado di fare. Tra l’altro dobbiamo dire che, pur essendo così estremi, non risultano neanche eccessivamente scomodi per un utilizzo “normale”, probabilmente grazie anche all’assenza delle cinture a 4 punti, sicuramente scenografiche, ma non proprio comode per un utilizzo su strada.

La posizione di guida, come avrete ben capito, è dunque “estrema”, dato che il sedile, che non è regolabile in altezza, è praticamente rasoterra e quindi si è portati a guidare con le gambe distese, ed il piccolo volante, dietro al quale troviamo i due paddle del cambio sequenziale, è posizionato verticalmente, proprio come si addice ad una vettura supersportiva. L’unica cosa che non ci è piaciuta molto è l’appoggio per il piede sinistro, un po’ troppo spostato verso sinistra rispetto alla pedaliera. Il carbonio è invece utilizzato per rivestire integralmente gli spettacolari pannelli porta, il tunnel centrale, e persino alcuni dettagli come la leva del freno a mano, il contorno del cruscotto e le razze del volante. Su questa Gallardo Performante c’è però anche qualche concessione per la tecnologia e per il comfort, dato che sulla console centrale non manca un bello schermo a colori, attraverso il quale si accede alla radio e al sistema di navigazione, mentre più in basso troviamo una serie di bellissimi comandi a bilanciere. Non perdete tempo a cercare la leva del cambio, però: tutto si gestisce attraverso i tre pulsanti sport, auto e corsa, che permettono di selezionare le tre differenti modalità di gestione delle cambiate, mentre la retromarcia si inserisce premendo un tasto alla sinistra del piantone. Lo spazio? Se proprio vi interessa saperlo, per due è più che sufficiente, mentre per i bagagli non si può di certo dire altrettanto, dato che il vano anteriore ha una capienza di appena 110 litri, mentre dietro ai sedili c’è giusto lo spazio per la borsa della vostra signora o per uno zainetto.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★★ 

Un’emozione indescrivibile, ma bisogna fare attenzione perchè è questione di attimi raggiungere velocità proibitive. Nel complesso è meno impegnativa di quanto ci si possa immaginare

Una delle maggiori critiche che fanno i motociclisti incalliti agli appassionati, altrettanto incalliti, di auto sportive, è quella che, alla guida della moto, ci si sente un tutt’uno con il mezzo, mentre, a loro dire, non è possibile fare altrettanto alla guida di un’auto. Beh, cari motociclisti, vi invitiamo calorosamente a provare una Gallardo come questa, e poi ci saprete dire. La sensazione che si prova al volante della “Performante”, infatti, è grossomodo quella che si può provare alla guida di un go-kart, dato che anche in questo caso ci si trova seduti praticamente a pochissimi centimetri dall’asfalto, con l’assetto totalmente piatto: ovviamente termini come rollio e beccheggio sono totalmente estranei al vocabolario di questa vettura. Tra le curve, dunque, questa Gallardo Performante sembra seguire direttamente il pensiero, dato che tutti i comandi, sterzo in primis, rispondono perfettamente ed istantaneamente a quello che hai appena pensato di fare, permettendoti di disegnare traiettorie con una precisione degna di un compasso. Per approfondire al meglio le sue qualità stradali, l’abbiamo pure portata su un misto di quelli davvero tosti, con carreggiata strettissima e tornanti a gomito in rapidissima successione: queste caratteristiche, almeno sulla carta, avrebbero potuto mettere un po’ in difficoltà la “Lambo”, date le dimensioni non certo “slim” e la potenza elevatissima. Ma è proprio su questo tipo di percorso che la vettura ci ha stupito maggiormente, mostrando un’agilità, ma anche una facilità di guida ed una gestibilità inaspettate per una vettura 5.0 litri di cilindrata e con 570 CV da scaricare a terra. Anche in uscita dai tornanti più stretti, infatti, mettendo giù tutto, con l’ausilio dell’elettronica e della trazione integrale, il grip è stupefacente e la Gallardo non ti mette mai in difficoltà.

Certo, disinserendo i controlli elettronici, la situazione cambia un po’, perché va bene che c’è la trazione integrale, ma comunque la ripartizione della potenza predilige in ogni caso le ruote posteriori, e dunque, esagerando con l’ acceleratore, non è affatto improbabile che si debba riportare la coda sulla retta via, controsterzando con decisione. Ma il vero problema della vettura è che, con tutta questa potenza, le strade, ed in particolare i rettilinei, sembrano non bastare mai, e le curve successive sembrano arrivare sempre prima del previsto, ma per fortuna i freni carboceramici aiutano eccome, specialmente quando magari hai esagerato e sei arrivato davvero troppo forte: basta un bel pestone sul pedale, che è piuttosto duro, e la Lambo riesce a decelerare in spazi davvero ridottissimi, inarrivabili per le vetture comuni. Il cambio sequenziale è, invece, con tutta probabilità il più cattivo che ci è mai capitato di provare su una vettura da strada: specialmente in modalità corsa ogni cambiata avviene con una violenza ed una velocità tali che, appena prima di tirare a se il paddle, è bene mettere in tensione i muscoli del collo, perché il così detto “effetto calcio nella schiena” è davvero notevole.

In modalità “automatica”, invece, riesce ad essere “quasi” gentile, ma in determinate circostanze, come ad esempio nelle continue ripartenze del traffico cittadino, dove lo stacco della frizione non è dei più delicati, si capisce che si tratta di una trasmissione pensata per ben altri utilizzi. Giusto per restare in tema parliamo infine della città (per sottolineare i progressi fatti in questo campo). Beh, l’intrattabilità e la “faticosità” nel traffico per cui erano famose le vecchie Lambo, qui, sono soltanto un ricordo, ma non si può certo dire che ci si senta a proprio agio: la posizione di guida rasoterra, con il parabrezza che si trova parecchio più avanti, offre una percezione degli ingombri a dir poco difficoltosa, e poi si vive con l’ angoscia di rovinare le meravigliose appendici in carbonio al minimo contatto con un marciapiede, o scendendo da un dosso. Per fortuna, però, c’è un simpatico tastino sulla console centrale, che all’occorrenza vi permette di sollevare di qualche centimetro il muso, giusto per evitare di fare un bel grattugiato di carbonio ogni qual volta che dovete portare la macchina in garage. Arrivando agli incroci, invece, sembra di avere sempre la precedenza, dato che tutti si premurano a farvi passare, per poter ammirare meglio “la belva”.

Motore e prestazioni:

Rating: ★★★★★ 

In alto il temperamento “selvaggio” del 10 cilindri è da “orgasmo” motoristico

Per farvi capire appieno quelle che sono le potenzialità del propulsore ci basta dirvi che, per un utilizzo quotidiano, basterebbero soltanto le prime tre marce del 5.0 V10 cilindri di Sant’Agata. Già allungando semplicemente di terza ci si ritrova in un batter d’occhio sopra i 170 km/h. Dunque, riuscire a mettere la quinta e la sesta, a meno che vi troviate sul rettilineo dell’autodromo di Monza, può risultare davvero un evento raro. Ma la cosa più sconvolgente è la velocità con cui sale la lancetta del tachimetro: non appena si mette giù tutto, qualsiasi strada si fa improvvisamente strettissima e bisogna guardare sempre lontano, molto lontano, perché è un attimo ritrovarsi pericolosamente vicini al posteriore di quel pallino nero laggiù, che in realtà scopri essere un camion. L’accelerazione da fermo poi, con la trazione integrale che azzera tutti i pattinamenti, è di quelle che ti incollano al sedile e ti fanno sentire gli organi interni e le orbite degli occhi spostarsi all’indietro (per la cronaca lo 0-100 viene polverizzato in appena 3,9 secondi).Sotto i 4 giri/min, però, il 10 cilindri sa anche essere sorprendentemente trattabile, persino “docile”, ma oltre tale regime si trasforma e non sembra chiederti altro che continuare a dare gas, allungando con una progressione ed una cattiveria sconosciute al 99,9% dei motori in circolazione. Resta da parlare dell’aspetto che più ci è piaciuto di questa Gallardo: il sound del propulsore, che potremmo definire “il Barry White” dei motori, perché la sua voce, graffiante e selvaggia, è un qualcosa di incredibilmente emozionante, da pelle d’oca ogni volta che ci si addentra nella parte alta del contagiri. Possiamo tranquillamente dire di non aver mai né guidato né sentito una vettura da strada con un sound più bello di questo.

In conclusione

Beh, dire che guidare una meraviglia come quella di cui abbiamo parlato finora è un’esperienza che difficilmente dimenticheremo per il resto della nostra vita, dire che è un’esperienza che, se siete degli appassionati di auto, dovreste assolutamente provare, ci sembrava banale e decisamente scontato. Per questo, per concludere, vogliamo solamente esporvi alcune considerazioni che abbiamo potuto fare dopo aver provato la vettura. Innanzitutto abbiamo potuto constatare come, dato per assodato che i soldi non fanno la felicità (in questo caso 221.000 € e bruscolini), è certo invece che la felicità la fanno i 570 CV di un 10 cilindri di Sant’Agata, che canta sublimamente alle vostre spalle. Uno dei problemi collegati al fatto di provare una “Lambo” come la “Performante” è che, dopo averla provata, tutte le altre macchine sembrano praticamente “ferme” e incapaci di regalarti qualsiasi tipo di emozione. Chi vi scrive sotto il cofano della propria auto ha 163 CV, che non sono certo pochi, ma vi posso assicurare che per almeno una settimana dopo aver provato la Gallardo accanirmi con l’ acceleratore, per non ottenere praticamente nulla, mi sembrava totalmente privo di senso. In ultimo, dato che per adesso sembra andare di moda, se il risultato è quello ottenuto con la Lamborghini, ben vengano le acquisizioni da parte dei tedeschi dei nostri marchi italiani. Che poi, se mai qualcuno si dovesse mai dimenticare che la Gallardo è rigorosamente italiana, ci sono quei tre stilemi verde, bianco e rosso, che stanno lì, sul cofano posteriore, a ribadirlo con chiarezza.

Pro e Contro

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Da dove cominciare? Dal motore? Dalla linea? Dalla tenuta di strada e dallo sterzo? Fate voi...La visibilità dal posto di guida e la percezione degli ingombri sono, diciamo, “approssimative”.

Lamborghini Gallardo LP 570-4 Spyder Performante: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Ripresa:★★★★★ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★★ 
Sterzo:★★★★★ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★☆☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Design:★★★★★ 

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