Think Blue Factory: così Volkswagen si impegna a difendere l’ambiente

Think Blue Factory: così Volkswagen si impegna a difendere l’ambiente

L'obiettivo è la riduzione delle emissioni del 25% per il 2018

Già 21 stabilimenti stanno seguendo la nuova filosofia Volkswagen Think Blue, che porterà tutte le 94 fabbriche del gruppo ad adottare nuovi sistemi e condotte compatibili con l'ambiente e la natura circostante
Think Blue Factory: così Volkswagen si impegna a difendere l’ambiente

Chi più, chi meno, tutte le case automobilistiche stanno cercando di far diminuire l’impatto delle loro fabbriche e dei loro prodotti sul nostro pianeta. Volkswagen ha così da tempo inaugurato la politica Think Blue, sotto alla quale sono state organizzate diverse iniziative molto interessanti, partendo dalla Think Blue Challenge, una vera e propria gara per automobilisti virtuosi, arrivando alla Think Blue Factory.

La filosofia della Think Blue Factory è tanto semplice quanto necessaria. Si parla di un utilizzo migliore e più efficace delle risorse, portando progressivamente ad una netta riduzione delle emissioni di sostanze nocive nell’atmosfera, dalla CO2 delle auto a qualsiasi altro elemento prodotto negli stabilimenti. L’iniziativa del gruppo di Wolfsburg prevedere di applicare un certo standard e alcune iniziative presso tutti i 94 stabilimenti operanti all’interno del gruppo, coinvolgendo così anche i marchi Audi, Skoda e Seat. L’uso dell’energia, dei materiali e dell’acqua sarà oggetto di numerosi studi e modifiche radicali, spesso e volentieri verificando e interagendo con il territorio circostante allo stabilimento in questione.

L’obiettivo del progetto Think Blue Factory è quello di arrivare ad una riduzione del 25% dell’impatto ambientale nocivo delle attuali fabbriche Volkswagen entro il 2018 rispetto ai valori registrati nel 2010. L’iniziativa Think Blue è inoltre considerata una naturale evoluzione della gamma di motori BlueMotion, inaugurata nel 2005 con la prima Polo e continuata su molti modelli della casa fino ad oggi. Il sistema è già in via di sperimentazione in molti stabilimenti del marchio (si parla di 21 fabbriche, per la precisione) ed è destinato ad ampliarsi ancora di più, andando così anche ad incontrare le richieste fatte dall’Unione Europea per quanto riguarda ecologia ed emissioni nocive nel settore automobilistico.

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