WP_Post Object ( [ID] => 51198 [post_author] => 18 [post_date] => 2012-10-18 17:06:34 [post_date_gmt] => 2012-10-18 15:06:34 [post_content] => Ci sono successe due cose, del tutto inaspettate, durante il nostro test drive delle nuove FIAT Panda 4x4, FIAT Panda Trekking, e FIAT Panda Natural Power. La prima è che, nel circuito off-road su cui abbiamo potuto testare la versione a trazione integrale, più di una volta, ci è capitato di chiederci se davvero ci trovassimo al volante di una piccola e semplicissima Panda, dati gli incredibili passaggi che abbiamo affrontato con totale disinvoltura. La seconda è che, mai e poi mai, soltanto 3/4 anni fa, avremmo potuto immaginare che un piccolo bicilindrico da 900cc, per di più alimentato a metano, ci avrebbe stampato in faccia un ghigno compiaciuto e divertito, girando tra i cordoli di un circuito. Anzi, poteva suonare quasi come una barzelletta. E persino alla guida della Trekking, su un tratto sterrato ma veloce, il divertimento non è mancato, ma andiamo con ordine. Partiamo con la FIAT Panda 4x4. Saliti a bordo, l'impostazione dell'abitacolo è speculare a quella delle sorelle "normali", eccezion fatta per la posizione di guida più alta, che da un maggiore senso di dominio della strada, e per la presenza del tasto dell'Eld (blocco del differenziale). Dopo un giro sulle strade nei dintorni di Balocco, dove abbiamo modo di notare come il comportamento su asfalto sia praticamente invariato rispetto a quello delle sorelle 4x2 (solo i più sensibili noteranno "un pelino" di rollio in più, dovuto al baricentro più alto), è poi arrivato il momento di addentrarci nel tracciato off-road. Il primo tratto è molto sconnesso e tortuoso, con numerosi pietroni proprio dentro la carreggiata, o meglio dentro al sentiero che stiamo percorrendo: ma non c'è alcun problema, perchè, grazie alla notevole altezza da terra, la Panda 4x4 non ne viene minimamente impensierita. Le dimensioni compatte e l' agilità proverbiale pensano al resto, facendoci destreggiare alla grande tra una curva e l'altra. Abbiamo anche modo di apprezzare l'ottima capacità di assorbimento delle sospensioni: anche su un terreno così accidentato non ci sono scossoni eccessivi, e non veniamo sballottati qua e là come delle palline da ping pong. Arriva poi la parte del tracciato più infangata: qui ci è possibile apprezzare quanto lavori bene il sistema di trazione integrale, dato che, anche mettendo giù tutto di prima e seconda, i pattinamenti sono praticamente zero. Ad un certo punto giungiamo ai piedi di una salita ripidissima, per di più piena di terra. Ci fermiamo un attimo per chiederci: ma davvero dobbiamo salire lì sù, con la Panda? Dopo qualche attimo i titubanza ci prendiamo di coraggio e via. Nulla di più facile, praticamente come bere un bicchiere d' acqua. Zero problemi per il nostro Pandino, che ci stupisce sempre più. Arrivati in cima c' è un cartello con scritto stop: la discesa che segue ha una pendenza altrettanto spaventosa, ma ormai abbiamo totale fiducia della piccola ed incredibile Panda, e ci lanciamo giù in picchiata senza problemi. Prima di concludere il nostro giro ci aspetta un ultimo ostacolo: il guado. Ci addentriamo con la dovuta cautela, con l' acqua che ad occhio e croce arriva grossomodo a livello della linea di porta, ma anche qui, zero problemi! Finito il percorso off-road è giunto il momento di metterci al volante della FIAT Panda versione Natural Power, dotata del piccolo 900 twin air. Questa volta il percorso prevede un bel giro lungo il tracciato “Langhe”, all' interno del test track Fiat di Balocco. Quando, qualche mese addietro, abbiamo avuto occasione di provare il Twinair sulla Lancia Ypsilon, vi avevamo già scritto del suo comportamento “quasi” sportivo, con la sua decisa propensione a girare bello alto. Beh, queste sensazioni sono state nettamente confermate anche nel caso della Panda Natural Power, dato che il propulsore, anche questa volta, ha dimostrato di essere davvero un bel peperino. Lungo il tracciato ci siamo divertiti a “tirargli il collo”, quasi fino al limitatore, e a cercare di “pennellare” i curvoni veloci con la massima velocità di percorrenza possibile. Questo ci ha permesso di apprezzare il comportamento decisamente “sano” della Panda, che ha mostrato una compostezza ed un equilibrio dinamico davvero invidiabili, anche quando viene spinta al limite. Dunque, con questa versione Twinair Natural Power, è stata probabilmente trovata la quadratura del cerchio, dato che con questa motorizzazione e con questa alimentazione, si riescono a conciliare alla perfezione prestazioni decisamente briose, con l' eccellente risparmio garantito dal metano, dato che si fa il pieno con soli 12€. In ultimo ci mettiamo al volante della Fiat Panda Trekking, dotata del conosciutissimo 1.3 Mtj II. Per quest'ultima prova il percorso previsto è una di quelle che vengono definite in gergo “strade bianche”, ovvero percorsi non asfaltati, dove con una macchina con carrozzeria rialzata, come quella della Trekking, si può andare spediti in totale tranquillità. Ed infatti un po' ci siamo lasciati andare, sollevando un gran polverone, e potendo capire che la Trekking non è una semplice Panda con la carrozzeria della 4x4, ma piuttosto una 4x4 a cui è stata tolta la trazione integrale. Lungo il percorso, proprio verso la fine, siamo anche passati attraverso dei “bumpers”, che sollevavano prima due ruote e poi le altre due (l'anteriore destra insieme alla posteriore sinistra, e viceversa), permettendoci di apprezzare il funzionamento del sistema elettronico Traction Plus, che emula un vero e proprio differenziale, permettendoci di oltrepassare anche quest'ultimi ostacoli. Dunque la nuova Panda, con l'arrivo di quest'ultime versioni, è diventata, proprio come gli smartphone di ultima generazione, ”multitasking”, dato che riesce a fare più cose contemporaneamente: riesce ad essere un fuoristrada, una city car, un Cuv, un'auto ecologica alimentata a metano o a gpl, e chissà quali altri assi nella manica è pronta a tirar fuori negli anni a venire. A noi, ad esempio, non dispiacerebbe affatto vedere una nuova versione 100hp, o addirittura una marchiata con lo scorpione Abarth, dalla quale derivare, perchè no, anche la versione da Rally...ma queste, per il momento, sono solo nostre fantasie. [post_title] => FIAT Panda 4x4, Trekking e Natural Power: impressioni di guida [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => fiat-panda-4x4-trekking-e-panda-natural-power-impressioni-di-guida [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2012-10-18 17:12:06 [post_modified_gmt] => 2012-10-18 15:12:06 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=51198 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

FIAT Panda 4×4, Trekking e Natural Power: impressioni di guida

Mettiamoci al volante delle nuove versioni di FIAT Panda

Ci sono successe due cose, del tutto inaspettate, durante il nostro test drive delle nuove FIAT Panda 4×4, FIAT Panda Trekking, e FIAT Panda Natural Power.

La prima è che, nel circuito off-road su cui abbiamo potuto testare la versione a trazione integrale, più di una volta, ci è capitato di chiederci se davvero ci trovassimo al volante di una piccola e semplicissima Panda, dati gli incredibili passaggi che abbiamo affrontato con totale disinvoltura.
La seconda è che, mai e poi mai, soltanto 3/4 anni fa, avremmo potuto immaginare che un piccolo bicilindrico da 900cc, per di più alimentato a metano, ci avrebbe stampato in faccia un ghigno compiaciuto e divertito, girando tra i cordoli di un circuito. Anzi, poteva suonare quasi come una barzelletta.
E persino alla guida della Trekking, su un tratto sterrato ma veloce, il divertimento non è mancato, ma andiamo con ordine.

Partiamo con la FIAT Panda 4×4. Saliti a bordo, l’impostazione dell’abitacolo è speculare a quella delle sorelle “normali”, eccezion fatta per la posizione di guida più alta, che da un maggiore senso di dominio della strada, e per la presenza del tasto dell’Eld (blocco del differenziale).

Dopo un giro sulle strade nei dintorni di Balocco, dove abbiamo modo di notare come il comportamento su asfalto sia praticamente invariato rispetto a quello delle sorelle 4×2 (solo i più sensibili noteranno “un pelino” di rollio in più, dovuto al baricentro più alto), è poi arrivato il momento di addentrarci nel tracciato off-road.

Il primo tratto è molto sconnesso e tortuoso, con numerosi pietroni proprio dentro la carreggiata, o meglio dentro al sentiero che stiamo percorrendo: ma non c’è alcun problema, perchè, grazie alla notevole altezza da terra, la
Panda 4×4 non ne viene minimamente impensierita. Le dimensioni compatte e l’ agilità proverbiale pensano al resto, facendoci destreggiare alla grande tra una curva e l’altra. Abbiamo anche modo di apprezzare l’ottima capacità di assorbimento delle sospensioni: anche su un terreno così accidentato non ci sono scossoni eccessivi, e non veniamo sballottati qua e là come delle palline da ping pong.

Arriva poi la parte del tracciato più infangata: qui ci è possibile apprezzare quanto lavori bene il sistema di trazione integrale, dato che, anche mettendo giù tutto di prima e seconda, i pattinamenti sono praticamente zero.
Ad un certo punto giungiamo ai piedi di una salita ripidissima, per di più piena di terra. Ci fermiamo un attimo per chiederci: ma davvero dobbiamo salire lì sù, con la Panda? Dopo qualche attimo i titubanza ci prendiamo di coraggio e via. Nulla di più facile, praticamente come bere un bicchiere d’ acqua. Zero problemi per il nostro Pandino, che ci stupisce sempre più.

Arrivati in cima c’ è un cartello con scritto stop: la discesa che segue ha una pendenza altrettanto spaventosa, ma ormai abbiamo totale fiducia della piccola ed incredibile Panda, e ci lanciamo giù in picchiata senza problemi.
Prima di concludere il nostro giro ci aspetta un ultimo ostacolo: il guado.
Ci addentriamo con la dovuta cautela, con l’ acqua che ad occhio e croce arriva grossomodo a livello della linea di porta, ma anche qui, zero problemi!
Finito il percorso off-road è giunto il momento di metterci al volante della FIAT Panda versione Natural Power, dotata del piccolo 900 twin air. Questa volta il percorso prevede un bel giro lungo il tracciato “Langhe”, all’ interno del test track Fiat di Balocco.

Quando, qualche mese addietro, abbiamo avuto occasione di provare il Twinair sulla Lancia Ypsilon, vi avevamo già scritto del suo comportamento “quasi” sportivo, con la sua decisa propensione a girare bello alto. Beh, queste sensazioni sono state nettamente confermate anche nel caso della Panda Natural Power, dato che il propulsore, anche questa volta, ha dimostrato di essere davvero un bel peperino. Lungo il tracciato ci siamo divertiti a “tirargli il collo”, quasi fino al limitatore, e a cercare di “pennellare” i curvoni veloci con la massima velocità di percorrenza possibile. Questo ci ha permesso di apprezzare il comportamento decisamente “sano” della Panda, che ha mostrato una compostezza ed un equilibrio dinamico davvero invidiabili, anche quando viene spinta al limite. Dunque, con questa versione Twinair Natural Power, è stata probabilmente trovata la quadratura del cerchio, dato che con questa motorizzazione e con questa alimentazione, si riescono a conciliare alla perfezione prestazioni decisamente briose, con l’ eccellente risparmio garantito dal metano, dato che si fa il pieno con soli 12€.

In ultimo ci mettiamo al volante della Fiat Panda Trekking, dotata del conosciutissimo 1.3 Mtj II. Per quest’ultima prova il percorso previsto è una di quelle che vengono definite in gergo “strade bianche”, ovvero percorsi non asfaltati, dove con una macchina con carrozzeria rialzata, come quella della Trekking, si può andare spediti in totale tranquillità. Ed infatti un po’ ci siamo lasciati andare, sollevando un gran polverone, e potendo capire che la Trekking non è una semplice Panda con la carrozzeria della 4×4, ma piuttosto una 4×4 a cui è stata tolta la trazione integrale. Lungo il percorso, proprio verso la fine, siamo anche passati attraverso dei “bumpers”, che sollevavano prima due ruote e poi le altre due (l’anteriore destra insieme alla posteriore sinistra, e viceversa), permettendoci di apprezzare il funzionamento del sistema elettronico Traction Plus, che emula un vero e proprio differenziale, permettendoci di oltrepassare anche quest’ultimi ostacoli.

Dunque la nuova Panda, con l’arrivo di quest’ultime versioni, è diventata, proprio come gli smartphone di ultima generazione, ”multitasking”, dato che riesce a fare più cose contemporaneamente: riesce ad essere un fuoristrada, una city car, un Cuv, un’auto ecologica alimentata a metano o a gpl, e chissà quali altri assi nella manica è pronta a tirar fuori negli anni a venire.
A noi, ad esempio, non dispiacerebbe affatto vedere una nuova versione 100hp, o addirittura una marchiata con lo scorpione Abarth, dalla quale derivare, perchè no, anche la versione da Rally…ma queste, per il momento, sono solo nostre fantasie.

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