Mercato auto, ACI si scaglia contro la pressione fiscale

Sticchi Damiani: «Crollo è conseguenza diretta della folle corsa dei costi»

Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'ACI, è molto duro nei confronti della gestione dei costi dell'auto in Italia, secondo lui principale causa della crisi delle immatricolazioni nel 2012
Mercato auto, ACI si scaglia contro la pressione fiscale

Non è tenera la reazione dell’ACI dopo la pubblicazione, nella giornata di ieri, degli ennesimi tragici risultati del mercato dell’auto in Italia e in Europa. A rendere la situazione ancora più frustrante, tra l’altro, è la constatazione di come in altri paesi, come gli USA, il settore automobilistico si stia riprendendo, a volte basandosi sugli stessi modelli in commercio dalle nostre parti, come accaduto per la Fiat 500. Le considerazioni da fare sono certo molte e non tutte di immediata comprensione, ma Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI, non si è certo trattenuto, puntando direttamente il dito contro coloro che egli ritiene i principali colpevoli della crisi dell’automotive, ovvero costi dell’auto e pressione fiscale.

«L’attuale drammatico crollo delle immatricolazioni che si è registrato nel 2012 è conseguenza diretta della folle corsa dei costi per l’auto ed in particolare della pressione fiscale che è aumentata negli ultimi anni fino a sfiorare i 60 miliardi di euro, più che raddoppiando rispetto a solo venti anni fa – sono state le dichiarazioni del presidente dell’ACI – Sommando questo a tutti i costi di gestione per l’auto, che sono aumentati del 4.5% nel solo 2012, raggiungendo la cifra record di 3.425 € l’anno per mezzo, si capisce perché, come ha evidenziato l’ultimo rapporto ACI-CENSIS, oltre il 52% degli italiani dichiari che non cambierà l’auto nei prossimi tre anni. L’alleggerimento del carico fiscale per l’auto dovrebbe essere una delle prime voci dell’agenda politica di qualsiasi candidato alle prossime elezioni politiche, perché l’intero comparto è allo stremo delle forze

Lo sfogo di Sticchi Damiani fa seguito a quello di molti altri operatori del settore che nella giornata di ieri hanno lanciato l’allarme riguardo i costi di gestione delle auto e anche della loro produzione. L’ACI ha voluto sottolineare come gli oneri fiscali siano passati da un totale di 28,5 milioni di euro nel 1990 agli attuali 60 miliardi. Le tasse automobilistiche in dieci anni sono raddoppiate, i parcheggi quadruplicati e i carburanti costano a loro volta il doppio insieme ai lubrificanti. La pressione fiscale sulla RC Auto, infine, è aumentata di quasi sei volte (dati forniti dall’ACI).

Foto: Flickr

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