Suzuki Splash, primo contatto con la versione più pepata 1.2 vvt

Le nostre prime impressioni della piccola 5 porte giapponese

Nel 2011 la casa giapponese rompe l’accordo con il gruppo VW, portando le due case ad una lunga battaglia legale che, lo ricordiamo, non ha ancora avuto termine e che tiene fermo il 20% circa del capitale Suzuki nella mani di Volkswagen. Qualcuno dice che Fiat attenda l’esito di questa vicenda con un cauto interesse per una possibile intesa strategica.

Di fatto la casa giapponese è al momento autonoma e sfrutta solo partnership specifiche, come quella che la vede legata al gruppo GM per lo sviluppo della piattaforma da cui prendono vita proprio la Splash oltre ad Opel Agila e Chevrolet Spark.
Costruita sulla stessa base della Swift la piccola monovolume giapponese ha subito un restyling lo scorso anno, a 4 anni dal suo debutto.


Suzuki Splash

Con il restyling, oltre ad una rinfrescata al look, con linee più morbide ed un frontale contraddistinto dai gruppi ottici dal taglio più sportivo, la Splash guadagna 4,5 cm di lunghezza (372 cm totali) e qualche cavallo, raggiungendo ora nella versione che abbiamo provato per voi, quota 94 (prima erano 86).

Disponibile anche con un cambio automatico 4 marce oltre al classico manuale 5 marce, la vettura si presenta con un look sportiveggiante ed una linea aggressiva, mentre gli interni sono meno originali e, almeno al primo sguardo, un po’ spartani. L’unico particolare che si fa notare è il contagiri, posto fuori dal cruscotto principale, in bella vista. Con un po’ più di attenzione rileviamo che la qualità dei materiali utilizzati è molto buona e che non manca nulla a bordo, compresi i comandi della radio al volante. Ci è piaciuta la novità dei rivestimenti dei sedili con una fascia centrale in contrasto, in tessuto più chiaro ed anche più robusto per resistere nel tempo.

Nella guida il motore 1250 è la cosa che per prima ci colpisce, la fasatura variabile gli da un’erogazione davvero piacevole. Un po’ lento fino ai 2500 giri circa, spinge poi decisamente forte e rapido fino ad oltre 6 mila giri, al punto di farlo sembrare un propulsore sovralimentato. Sportivo si ma parco nei consumi, abbiamo rilevato nel nostro test, con lunghi tratti autostradali percorsi a 130 km/h, circa 16 km con un litro.

Quello che però rappresenta la carta vincente di questa piccola monovolume, è la versatilità e la capacità di carico. Omologata per 5 persone malgrado le ridotte dimensioni esterne, consente di muoversi in modo comodo nel traffico della città, adattandosi a parcheggi poco ampi, ma anche di caricare 1.000 litri di bagagli con i sedili posteriori abbattuti.

La posizione di guida è decisamente sollevata, al punto che saliti a bordo abbiamo cercato di abbassare il sedile nella convinzione che qualcuno lo avesse alzato al massimo. Dopo l’iniziale sorpresa in realtà ne abbiamo apprezzato l’ottima postura che impone, soprattutto alla luce di 500 km percorsi in una giornata. Anche l’assetto ci è piaciuto, sembra quasi da versione sportiva per quanto abbiamo provato anche su curve percorse ad andatura sostenuta, ma non è rigido al punto di diventare fastidioso sulle sconnessioni. Conveniamo con Suzuki sul fatto che i pneumatici 185/60 aiutino molto a smorzare appunto le sconnessioni.

In sostanza la Splash si fa notare per l’estetica originale e per la versatilità, ci convince per la qualità e per le prestazioni. Lo ricordiamo, la velocità massima è di ben 175 km/h e lo 0-100 viene percorso in 11,5. Il listino è di 13.790 euro, 500 in più per la versione Start&Stop. Peccato che Suzuki abbia escluso la Splash 1.2 dalla promozione “Leva l’iva” in corso fino a marzo.

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