WP_Post Object ( [ID] => 61794 [post_author] => 25 [post_date] => 2013-02-12 12:41:58 [post_date_gmt] => 2013-02-12 11:41:58 [post_content] => La prima volta che sono salito su una Ferrari avevo 10 anni. Era l’antenata della Ferrari Four, una 400i con cambio manuale, 4 posti, 320 cavalli. Linea elegante, al punto di restare in produzione dal 1972 al 1989 praticamente immutata. Quella che il Drake regalò alla moglie di Alboreto quando nacque la prima figlia. La Ferrari da famiglia appunto. Con prestazioni che oggi però sono alla portata di una media berlina nemmeno troppo sportiva. 0-100 in 7 secondi (addirittura 9 nella versione con cambio automatico) tanto per darvi un’idea. Eppure ho dei ricordi legati a quell’auto che ancora oggi mi fanno emozionare. Quel 12 cilindri, un capolavoro da guardare e da ascoltare, la frizione che imponeva uno sforzo tale al guidatore al punto da zoppicare dopo averla usata, e ho ancora negli occhi il movimento delle gambe che in rapida sequenza azionavano la frizione, l’acceleratore e il freno, su una strada tortuosa di montagna con una colonna sonora impagabile… Andando verso Maranello per provare la FF sapevamo che tra la sua antenata e questa particolarissima Ferrari, non c’era ovviamente molto in comune, ma le aspettative erano comunque quelle di scoprire una rossa dall’indole addomesticata, creata per chi vuole un’auto con 660 cavalli, ma vuole anche 4 comodi posti, un bagagliaio capiente e, novità assoluta per il cavallino rampante, la trazione integrale per poterla utilizzare in tutte le condizioni. Un compromesso quindi. Le Ferrari “vere” sono solo la 458 e la F12…e invece alla fine della giornata ancora ci chiedevamo come 18 quintali di auto, circa 22 in ordine di marcia e con il peso di 4 persone a bordo, possano andare così forte ed in modo così facile. Accelerazione da 3,6 secondi per lo 0-100, meno di 11 per arrivare a 200. Prestazioni da vera Ferrari. Ma partiamo dall’inizio. Siamo di fronte ad una Ferrari davvero particolare, 4 posti, trazione integrale, una linea da shooting-brake su cui tutto si può dire tranne che sia banale. Avreste mai pensato di vedere una Ferrari con il portellone? Dal vivo è sorprendente. Quando sfogliamo una rivista tante supercar ci fanno sognare. Ognuno può apprezzarne qualcuna più di altre. Dal vivo, almeno questa è la nostra opinione, una Ferrari è unica. L’insieme di tutti i particolari, esterni ed interni della vettura è qualcosa che, se proprio non è la perfezione, ci si avvicina molto. Il muso è lunghissimo, per ospitare il 12 cilindri collocato in posizione molto arretrata, per ovvi motivi di distribuzione dei pesi. Il 6.3 litri per mantenere il baricentro basso, è dotato di una innovazione tecnologica ad oggi unica. Il classico schema transaxle, con cambio doppia frizione robotizzato a 7 rapporti arretrato a ridosso dell’asse posteriore, vede l’aggiunta di un sofisticato e leggerissimo differenziale posto davanti al propulsore e che consente di trasferire non solo all’asse anteriore ma anche alla singola ruota e solo in caso di necessità, fino al 30% della coppia. L’intero sistema 4RM pesa solamente 40 kg. Intendiamoci, resta, come anche Ferrari tiene a sottolineare, una vera trazione posteriore. L’ausilio del 4x4 serve solamente a poter avere trazione in situazioni critiche e su fondi innevati. Salire a bordo di una Ferrari è sempre un’emozione. Anche dentro è un capolavoro. Difficile trovare qualcosa che non sia al posto giusto o dall’estetica discutibile. Sembra davvero tutto perfetto: la pulizia della plancia, il cruscotto, i sedili (inclusi i braccetti che automaticamente “porgono” le cinture di sicurezza) e il volante, il vero pezzo forte. Bello da vedere e comodo da usare, con quel manettino che permette di modificare il setting istantaneamente e con un comando “meccanico”, altro che joystick con cui districarsi tra le mille funzioni del computer di bordo. Per passare da Sport a Comfort, Wet e Ice-Snow occorre una frazione di secondo, lo si può fare anche nel bel mezzo di una curva senza rischiare di finire fuori strada. Il comando delle frecce all’inizio non è molto intuitivo, ma dopo qualche tentativo ci si prende la mano e poi… sono state ideate da Schumacher! Il rantolo sordo del 12 cilindri al minimo si trasforma prima in un rombo cupo per arrivare a urlare fino ad oltre 8.000 giri. Da pelle d’oca. Alcuni 8 cilindri hanno una sonorità spettacolare, ad esempio anche quello della 458 o delle recenti Maserati, ma qui siamo su altri livelli. La facilità di guida è sorprendente, ci si trova subito a proprio agio e stupiscono anche le doti turistiche di quest’auto, che si trova a suo agio nel traffico quotidiano come tra i cordoli di una pista. E sui sedili posteriori sta comodamente seduto anche il nostro direttore, alla faccia di quasi 1,90 di altezza. In attesa della prova su strada completa chiudiamo con le note più dolenti. Siamo di fronte ad un oggetto quasi perfetto che ovviamente si fa pagare. Si parte da 262.000 € e si può salire facilmente fino alla soglia dei 300.000. Ad esempio il piccolo display che riporta alcuni dati al passeggero anteriore costa 3.025 €, gli inserti plancia in carbonio 5.384, il set valigie 10.285. Anche la telecamera posteriore, accessorio che ormai troviamo su auto da meno di 20 mila euro, è optional (2.662 €!). Ok, dietro l’auto è “tutta lì”, la visibilità è buona e non è così faticoso prenderci le misure in manovra, però… I consumi? Non crediamo che siano un problema per gli acquirenti della FF, ma possiamo dirvi che, malgrado l’iniezione diretta e il sistema start&stop i miracoli non si possono ancora fare. Due tonnellate, 6,3 litri e 660 cv fanno in modo che sia molto più facile stare sotto i 5 km con un litro piuttosto che sopra. [post_title] => Ferrari FF, impressioni di guida [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => ferrari-ff-impressioni-di-guida [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2013-02-18 19:46:32 [post_modified_gmt] => 2013-02-18 18:46:32 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=61794 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Ferrari FF, impressioni di guida

Primo contatto con la “famigliare” di Maranello

La prima volta che sono salito su una Ferrari avevo 10 anni. Era l’antenata della Ferrari Four, una 400i con cambio manuale, 4 posti, 320 cavalli. Linea elegante, al punto di restare in produzione dal 1972 al 1989 praticamente immutata. Quella che il Drake regalò alla moglie di Alboreto quando nacque la prima figlia. La Ferrari da famiglia appunto. Con prestazioni che oggi però sono alla portata di una media berlina nemmeno troppo sportiva. 0-100 in 7 secondi (addirittura 9 nella versione con cambio automatico) tanto per darvi un’idea. Eppure ho dei ricordi legati a quell’auto che ancora oggi mi fanno emozionare. Quel 12 cilindri, un capolavoro da guardare e da ascoltare, la frizione che imponeva uno sforzo tale al guidatore al punto da zoppicare dopo averla usata, e ho ancora negli occhi il movimento delle gambe che in rapida sequenza azionavano la frizione, l’acceleratore e il freno, su una strada tortuosa di montagna con una colonna sonora impagabile…

Andando verso Maranello per provare la FF sapevamo che tra la sua antenata e questa particolarissima Ferrari, non c’era ovviamente molto in comune, ma le aspettative erano comunque quelle di scoprire una rossa dall’indole addomesticata, creata per chi vuole un’auto con 660 cavalli, ma vuole anche 4 comodi posti, un bagagliaio capiente e, novità assoluta per il cavallino rampante, la trazione integrale per poterla utilizzare in tutte le condizioni. Un compromesso quindi. Le Ferrari “vere” sono solo la 458 e la F12…e invece alla fine della giornata ancora ci chiedevamo come 18 quintali di auto, circa 22 in ordine di marcia e con il peso di 4 persone a bordo, possano andare così forte ed in modo così facile. Accelerazione da 3,6 secondi per lo 0-100, meno di 11 per arrivare a 200. Prestazioni da vera Ferrari.

Ma partiamo dall’inizio. Siamo di fronte ad una Ferrari davvero particolare, 4 posti, trazione integrale, una linea da shooting-brake su cui tutto si può dire tranne che sia banale. Avreste mai pensato di vedere una Ferrari con il portellone? Dal vivo è sorprendente. Quando sfogliamo una rivista tante supercar ci fanno sognare. Ognuno può apprezzarne qualcuna più di altre. Dal vivo, almeno questa è la nostra opinione, una Ferrari è unica. L’insieme di tutti i particolari, esterni ed interni della vettura è qualcosa che, se proprio non è la perfezione, ci si avvicina molto.
Il muso è lunghissimo, per ospitare il 12 cilindri collocato in posizione molto arretrata, per ovvi motivi di distribuzione dei pesi. Il 6.3 litri per mantenere il baricentro basso, è dotato di una innovazione tecnologica ad oggi unica. Il classico schema transaxle, con cambio doppia frizione robotizzato a 7 rapporti arretrato a ridosso dell’asse posteriore, vede l’aggiunta di un sofisticato e leggerissimo differenziale posto davanti al propulsore e che consente di trasferire non solo all’asse anteriore ma anche alla singola ruota e solo in caso di necessità, fino al 30% della coppia. L’intero sistema 4RM pesa solamente 40 kg.

Intendiamoci, resta, come anche Ferrari tiene a sottolineare, una vera trazione posteriore. L’ausilio del 4×4 serve solamente a poter avere trazione in situazioni critiche e su fondi innevati. Salire a bordo di una Ferrari è sempre un’emozione. Anche dentro è un capolavoro. Difficile trovare qualcosa che non sia al posto giusto o dall’estetica discutibile. Sembra davvero tutto perfetto: la pulizia della plancia, il cruscotto, i sedili (inclusi i braccetti che automaticamente “porgono” le cinture di sicurezza) e il volante, il vero pezzo forte. Bello da vedere e comodo da usare, con quel manettino che permette di modificare il setting istantaneamente e con un comando “meccanico”, altro che joystick con cui districarsi tra le mille funzioni del computer di bordo. Per passare da Sport a Comfort, Wet e Ice-Snow occorre una frazione di secondo, lo si può fare anche nel bel mezzo di una curva senza rischiare di finire fuori strada. Il comando delle frecce all’inizio non è molto intuitivo, ma dopo qualche tentativo ci si prende la mano e poi… sono state ideate da Schumacher!

Il rantolo sordo del 12 cilindri al minimo si trasforma prima in un rombo cupo per arrivare a urlare fino ad oltre 8.000 giri. Da pelle d’oca. Alcuni 8 cilindri hanno una sonorità spettacolare, ad esempio anche quello della 458 o delle recenti Maserati, ma qui siamo su altri livelli. La facilità di guida è sorprendente, ci si trova subito a proprio agio e stupiscono anche le doti turistiche di quest’auto, che si trova a suo agio nel traffico quotidiano come tra i cordoli di una pista. E sui sedili posteriori sta comodamente seduto anche il nostro direttore, alla faccia di quasi 1,90 di altezza.

In attesa della prova su strada completa chiudiamo con le note più dolenti. Siamo di fronte ad un oggetto quasi perfetto che ovviamente si fa pagare. Si parte da 262.000 € e si può salire facilmente fino alla soglia dei 300.000. Ad esempio il piccolo display che riporta alcuni dati al passeggero anteriore costa 3.025 €, gli inserti plancia in carbonio 5.384, il set valigie 10.285. Anche la telecamera posteriore, accessorio che ormai troviamo su auto da meno di 20 mila euro, è optional (2.662 €!). Ok, dietro l’auto è “tutta lì”, la visibilità è buona e non è così faticoso prenderci le misure in manovra, però…

I consumi? Non crediamo che siano un problema per gli acquirenti della FF, ma possiamo dirvi che, malgrado l’iniezione diretta e il sistema start&stop i miracoli non si possono ancora fare. Due tonnellate, 6,3 litri e 660 cv fanno in modo che sia molto più facile stare sotto i 5 km con un litro piuttosto che sopra.

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