Renault Clio IV RS, prova su strada e in pista

In Spagna la francesina tutto pepe dà il meglio di sé

Renault Clio RS - Compatta, scattante, grintosa e senza dimenticare il lato da family car: è la quarta generazione di Clio RS che siamo andati a provare a Granada e che rivoluziona il modo di intendere il segmento delle hot hatch

Il marchio con la Losanga ha optato per la località di Granada, città che si trova nella parte meridionale della Spagna, per presentare ufficialmente la sua nuova Clio IV RS alla stampa. I due giorni previsti per la prova si svolgeranno sotto un cielo grigio e piovoso, non proprio adatto a paesaggi mozzafiato tipicamente spagnoli. Poco importa, il nostro veicolo ci aspetta per la prima tappa di questo soggiorno: la prova su strada che ci porta dall’aeroporto fino all’hotel, un percorso che si traduce in ben 200 km che si suddividono tra autostrada, percorsi sinuosi e strade secondarie.

Sul parcheggio dell’aeroporto, è allineata una serie abbondante di RS, tutte rosse fiammanti, pronte a mostrare ai giornalisti di che pasta sono fatte. Subito notiamo l’estetica accattivante della francese: mentre da una parte la Clio di serie presenta già di per sé un design appariscente che contraddistingue le Renault nate negli ultimi anni, questa versione RS è resa più sportiva grazie ad alcune migliorie che, oltre ad essere d’impatto, hanno anche una funzione aerodinamica: la lama anteriore in color alluminio fende l’aria e la indirizza verso il comparto motore, il diffusore posteriore in stile racing garantisce l’80% della downforce mentre lo spoiler di tetto ne assicura ben 20%. Questi elementi sono frutto del patrimonio Renault proveniente dal mondo della F1. E di aspetti di provenienza Formula 1 ne avremo modo di parlare lungo la prova.

Entrati nell’abitacolo, si sente il profumo racing onnipresente: volante RS sportivo, sedili avvolgenti, strumentazione sviluppata appositamente per questo modello, sistema di infotainment con telemetria onboard e due palette che spuntano dietro lo sterzo. Il cambio EDC a doppia frizione sarà davvero all’altezza della Renault Sport?

Partendo dall’aeroporto, il nuovo quattro cilindri 1.6 turbo prende vita e la RS segna subito un punto a suo favore: il sound è pieno e davvero coinvolgente, non molto presente nell’abitacolo ai minimi regimi ma, essendo pur sempre un’auto da usare tutti i giorni, si fa sentire e non poco.

Prima di fare sul serio, prendiamo confidenza con la piccola francese: alle basse andature, la RS è docile e non si dimostra mai stressante grazie al suo cambio a doppia frizione con sei rapporti. Anche la modalità di guida gioca un ruolo fondamentale: Renault ha implementato un sistema in stile Manettino della Ferrari che consente di variare il comportamento della RS a seconda delle situazioni di guida e dei fondi stradali. Grazie al pulsante RS Drive, si possono scegliere ben tre impostazioni: Normal, Sport e Race. La prima è da preferire per l’utilizzo in città: rende l’auto più a suo agio nel traffico con cambi di marcia pari a 200 millisecondi. Delle altre due, ne parleremo più in là.

Non c’è che dire, il panorama andaluso rende fantastica questa esperienza di guida: montagne frastagliate, rocce di colore ambra e cambi di pendenza che ci obbligano sempre a premere sul pedale sinistro per non andare incontro a qualche brutta sorpresa.

Dopo aver capito come addomesticare questa quattro porte RS, decidiamo di vedere se quei 200 cv e 240 Nm di coppia sono davvero efficaci su un’auto di questa tipologia. Non appena si accelera poco poco, il cambio in modalità auto scala automaticamente di una marcia per sfruttare l’intera coppia e raggiungere il massimo dei giri per poi passare al rapporto successivo e ripetere la sequenza.

L’acceleratore merita qualche spiegazione: è stato progettato per lavorare in sintonia con l’EDC. Ci sono tre modalità di utilizzo del pedale destro: si può accelerare dolcemente per dare più potenza e, in questo caso, il cambio, anche in automatico, non si occuperà di cambiare marcia. Se si va oltre la semplice accelerazione, si sente un primo “scatto” che farà capire all’automatico di scalare di una marcia mentre se si accelera più violentemente, affondando il piede destro, i cambi di rapporti inferiori saranno ben due. Questo sistema può sembrare curioso e insolito da utilizzare, soprattutto se si passeggia tranquillamente e ci si ritrova dalla sesta alla quarta in qualche millisecondo senza volerlo, ma dopo un po’ ci si abitua alla sensibilità dell’acceleratore e si capisce che comporta solo vantaggi: si pensa ad una cosa e l’elettronica esegue il lavoro. Semplice.

Assimilato il funzionamento del binomio acceleratore/cambio, cominciamo a spingere sull’acceleratore: le curve si fanno sempre più sinuose e questo è il modo migliore per vedere come si comporta il telaio della Clio IV RS. Pur portandola all’estremo del grip, la Renault Sport non accenna minimamente al sottosterzo, sebbene ad occuparsi dei 200 cv sia una trazione anteriore. Il telaio è stato studiato appositamente per ottenere il massimo delle performances dall’1.6 litri turbo. L’unica pecca apparente riguarda il montante anteriore, troppo imponente, che limita la visibilità soprattutto in curve cieche: questo ci porta quindi a spostare in continuazione la testa a destra e a sinistra del montante.

Ma subito questi piccoli punti negativi vengono dimenticati quando ci si comincia a divertire davvero in queste strade tortuose che ci offre il magnifico paesaggio di Granada. Il sound del quattro cilindri turbo rende tutto più magico: non appena si rilascia di un colpo l’acceleratore, abbiamo diritto allo scoppiettio che solo un motore sovralimentato è in grado di regalare.

Il divertimento continua su queste stradine di montagna ma, non soddisfatti, decidiamo di intensificare l’esperienza di guida. Torniamo a parlare dell’RS Drive e delle sue ultime due configurazioni: Sport e Race. Premendo sul pulsante si passa da Normal a Sport e cambiano un paio di cosine nel comportamento della nostra RS: prima di tutto, lo sterzo diventa più sensibile e pronto, mentre la trasmissione assicura cambiate in 160 millisecondi (200 ms in modalità Normal). L’avventura si fa sempre più esaltante quindi con questa impostazione più diretta che conferisce grinta in più alla hot hatch di Dieppe. La precisione del volante è così chirurgica da sembrare surreale per una cittadina come la Clio.

Lasciamo la parte più tecnica del viaggio per le superstrade spagnoli che ci porteranno in hotel. Proprio qui, la personalità della nuova Clio RS cambia totalmente: da piccola sportiva pronta ad affrontare le curve strette a velocità proibite, la francese si trasforma in una stradale comoda che non si fa sentire minimamente. Sesta marcia e un filo di acceleratore, la nostra auto in prova si presenta nella sua veste più educata dimostrando di essere molto comoda grazie ai suoi sedili avvolgenti (non monta i sedili racing della Mégane RS). E’ molto facile raggiungere velocità più elevate senza nemmeno accorgersene: la Clio Renault Sport lo fa così tranquillamente che bisognerebbe avere una spia rossa che indichi quando si va oltre il limite. Ma a questo ci pensa il cruise control che gioca un ruolo determinante.

Dopo 200 chilometri di viaggio (e divertimento), arriviamo in città e si ripete la stessa storia: passiamo da Sport a Normal e “fluidità” diventa la parola chiave di questa RS: i cambi marcia non si percepiscono nemmeno, i giri si assestano al minimo e, anche nelle vie più strette, la francesina non ha problemi a farsi strada. Nel traffico si comporta come una vera micro car, anche se sotto quel cofano ci sono sempre quei 200 cavallini a ricordarvi che tra voi e loro c’è solo l’acceleratore.

Il giorno dopo, ci aspetta mezza giornata di prove in pista. Sveglia alle 7:00 e direzione Circuito di Guadix dove ci attendono le Clio RS. Sempre a bordo della nostra inseparabile rossa, ci fermiamo per realizzare qualche scatto della RS attorno al paesaggio. Adesso capiamo perché il costruttore francese ha deciso di optare per questa location.

In pista non ci attendono le Clio RS che abbiamo avuto modo di guidare il giorno prima. Le RS che sono messe a disposizione per la prova su circuito sono dotate del pacchetto Cup, disponibile come optional da 600 euro. Niente modifiche al motore e nemmeno all’estetica: Renault ha preferito lavorare sugli aspetti che più influenzano le caratteristiche dell’auto in pista ovvero telaio ribassato di 3 mm, rigidezza incrementata del 15% e molle indurite (27% per quelle posteriori, 20% per quelle anteriori). Questo optional Cup varrà davvero il prezzo extra da aggiungere ai 24.990 euro della nuova Clio IV RS?

Sin dalle prime curve in pista, si nota che qualche cambiamento in verità c’è: l’auto è più comunicativa con il conducente, i cambi di traiettoria sono millimetrici senza provocare trasferimenti di peso improvvisi che potrebbero alterare la guida e quindi le prestazioni. Decidiamo di provare l’auto in Race, ultima modalità dell’RS Drive più estrema, che, oltre a rendere più pronta la risposta dell’acceleratore e a cambiare in 150 ms, toglie tutti gli aiuti elettronici e vi lascia da soli: voi e la RS Cup.

La configurazione Race insieme all’attivazione della trasmissione in modalità manuale rende l’esperienza ben più intensa di prima. Curva dopo curva, la nuova RS dimostra di essere all’altezza del suo nome e dimostra davvero di essere impegnativa quando le si strizza il collo, un atteggiamento che pensavano fosse andato perso con l’avvento delle nuove tecnologie ma che è ben presente una volta disattivati gli aiuti elettronici. Ad assicurare la frenata ci pensano i freni da 320 mm (presi in prestito dalla Laguna V6) e 260 mm, rispettivamente per gli assi anteriore e posteriore.

Durante la seconda sessione di test su circuito, proviamo la partenza assistita, il Launch Control. Ebbene sì, in Renault Sport hanno pensato anche a questo sistema proveniente direttamente dalla F1. Per realizzare la partenza perfetta e scattare quindi da 0 a 100 km/h in 6.7 secondi dichiarati, basta premere il piede sul freno, impostare il cambio sulla modalità manuale, attivare la funzione Race, tirare le levette del cambio verso di sé, accelerare fino in fondo (l’elettronica si occupa di mantenere i giri a 2.500), rilasciare il piede dal freno e… arriva la fucilata! La partenza assistita può essere effettuata cinque volte di seguito in maniera infinita.

La nostra RS Cup ci stupisce sempre di più. Sia a livello tecnologico che per quanto riguarda la sua guida. Come se non fosse abbastanza, i tecnici hanno implementato un sistema di infotainment, RS Monitor 2.0, che consente di rilevare i dati telemetrici (accelerazione, marcia inserita, cavalli e coppia “live”, forza g, tempo sul giro,…) che possono essere esaminati sul pc grazie ad una chiavetta USB apposita che registra i dati in tempo reale. Un sistema abbastanza simile a quello adottato dalla Nissan GT-R anche se meno dettagliato rispetto a quello della supercar nipponica.

Purtroppo però siamo capitati in un periodo di test abbastanza sfortunato considerando che il tempo non era dei migliori: dopo una leggera pioggia iniziale, abbiamo avuto diritto ad una pioggia più insistente che ha reso più difficoltosi i giri in pista, non potendo portare al massimo delle sue potenzialità la RS. E’ scontato dire che la Clio tutto pepe non è a proprio agio in queste condizioni e, anche con un differenziale di ultima tecnologia RS Diff, i traversi erano inevitabili. Bisognerà tornare sulla pista di Guadix prima o poi…

Nonostante però questo piccolo inconveniente imprevedibile, non abbiamo dubbi: la nuova Renault Clio RS è l’auto polivalente con la P maiuscola. Riesce a procurare sensazioni che altre piccole/compatte si sognerebbero, si adatta perfettamente alla guida quotidiana e non si dimostra mai nervosa grazie al nuovo cambio EDC. In più, se si considera il rapporto prezzo/prestazioni, la nuova Renault Sport non può che essere soddisfacente.

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