WP_Post Object ( [ID] => 66592 [post_author] => 25 [post_date] => 2013-03-30 16:47:42 [post_date_gmt] => 2013-03-30 15:47:42 [post_content] => La Bridgestone completa la propria offerta con un prodotto dalle caratteristiche sportive e che strizza l’occhio al pubblico di appassionati, che nella scelta della gomma valuta anche aspetti emotivi ed emozionali e che, in alcuni casi, apprezza anche un trackday con la propria auto di tutti i giorni. L'Adrenalin Potenza RE002 è disponibile nelle misure da 15 a 18” e copre un segmento che le Potenza S001 oggi a listino non toccavano, essendo disponibili solo dai 18 pollici in su. La casa fondata nel 1931 da Shojiro Ishibashi, a cui deve anche il nome (la traduzione letterale in lingua inglese di Ishibashi è appunto “ponte di pietra”, in inglese “bridgestone”), aveva studiato già dal 2007 un prodotto dedicato ad un pubblico particolare, che non si accontenta di una gomma scelta sulla base delle mere caratteristiche tecniche, ma che è attento anche all’aspetto estetico ed alle emozioni che può dare alla guida. Allo sviluppo di questa prima versione ha collaborato il nostro Stefano Modena, ex pilota Formula 1 e DTM che lavora con Bridgestone fin dal 1978, ai tempi dei Kart e degli pneumatici ad essi dedicati. Purtroppo, però, la distribuzione delle Adrenalin Potenza RE001 è stata limitata inizialmente ai paesi asiatici. Qui, però, ha avuto un ottimo successo, tale da convincere Bridgestone ad una commercializzazione anche per il mercato europeo di questa seconda generazione di Adrenalin. Abbiamo avuto modo di partecipare ad un evento organizzato per far conoscere le caratteristiche e le doti di questo pneumatico. Il contesto è stato quello del circuito Ascari, in Spagna, nei pressi di Ronda. La pista è di quelle che non lasciano indifferenti: costruita nel 2002 tra montagne e boschi, lunga 5425 metri e con 26 curve che assicurano un buon mix di curve strette e curve mozzafiato in sali scendi (fino a 10-12% di pendenza) con passaggi “ciechi”. Davvero adrenalinico come il nome dello pneumatico protagonista della giornata. Ma veniamo al dunque. Quali sono le peculiarità del Bridgestone Adrenalin Potenza RE002? Iniziamo dall’estetica, anche se alcuni storceranno il naso. All’atto pratico è la prima cosa che ci troviamo a valutare di un pneumatico ed incide sulla scelta di una buona porzione di clienti. Il disegno resta simile al “vecchio” RE001, con una forte asimmetria, a vantaggio dell’aggressività del layout della gomma. Questa resta infatti una delle caratteristiche fondamentali che spingono a scegliere l’Adrenalin. La novità principale è la riduzione da tre a due dei canali nella parte interna del battistrada, di cui uno però è ora più largo e di forma ondulata. Questa particolarità, insieme al differente disegno della parte esterna del battistrada, con l’utilizzo di deflettori, dovrebbe garantire una maggior tenuta sul bagnato, aumentando anche la capacità di rompere la superficie spostando a velocità più elevate il rischio di aquaplaning. Non abbiamo avuto modo di confrontarlo con la precedente generazione, ma quello che possiamo dirvi sulla guida sul bagnato è che, anche in caso di perdita di aderenza, è facile riprendere il controllo della vettura. In questo possiamo confermarvi il parere di Stefano Modena, che ha sottolineato l’intuitività nelle reazioni tra le principali doti delle Adrenalin. Purtroppo la giornata in pista è stata all’insegna della sola guida sul bagnato. La pioggia non ha infatti concesso una tregua sufficiente per far asciugare l’asfalto. Possiamo quindi solo immaginare le doti di precisione, piacere di guida e manovrabilità promesse e garantite anche dalla spalla rigida, altra caratteristica fondamentale di questo prodotto. Ovviamente pneumatici che puntano alla sportività ed alla precisione di guida su fondi asciutti, e che non disdegnano l’uso in pista, hanno qualche problema in più su fondi bagnati rispetto a gomme più turistiche dalla spalla più morbida e quindi meno reattive. Nel confronto che abbiamo potuto effettuare con le Turanza, utilizzando le medesime vetture , ne abbiamo avuto conferma. Sul bagnato e con a disposizione un circuito con curve impegnative e con forti pendenze, abbiamo provato a cercare il limite ed andare anche oltre disattivando ESP e controllo di trazione. Il risultato è stato un controllo certamente più semplice con le Turanza, meno propense a reazioni violente e con un sottosterzo meno marcato. Se però quello che cercate è una guida più “adrenalinica”, per chi ama le emozioni forti ma restando comunque in sicurezza, le Bridgestone RE002 Adrenalin fanno per voi. Ovviamente stiamo parlando di condizioni e velocità che in strade aperte non sarebbero consentite. Ma se vi dovessero capitare situazioni tali da portare alla perdita di aderenza, con aquaplaning o sottosterzo in curva, è molto facile ed intuitivo riprendere il controllo. Ammettiamo che in pista e con ampie vie di fuga a disposizione ci siamo divertiti di più con le Adrenalin che con le Turanza. La rigidità della spalla facilita la perdita di aderenza in caso di manovre brusche. Quello che però stupisce è la rapidità e la naturalezza con cui lo pneumatico riprende aderenza. 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Bridgestone Adrenalin Potenza RE002, test bagnato sul circuito Ascari

Parole chiave: prestazioni e aderenza

La Bridgestone completa la propria offerta con un prodotto dalle caratteristiche sportive e che strizza l’occhio al pubblico di appassionati, che nella scelta della gomma valuta anche aspetti emotivi ed emozionali e che, in alcuni casi, apprezza anche un trackday con la propria auto di tutti i giorni. L’Adrenalin Potenza RE002 è disponibile nelle misure da 15 a 18” e copre un segmento che le Potenza S001 oggi a listino non toccavano, essendo disponibili solo dai 18 pollici in su.

La casa fondata nel 1931 da Shojiro Ishibashi, a cui deve anche il nome (la traduzione letterale in lingua inglese di Ishibashi è appunto “ponte di pietra”, in inglese “bridgestone”), aveva studiato già dal 2007 un prodotto dedicato ad un pubblico particolare, che non si accontenta di una gomma scelta sulla base delle mere caratteristiche tecniche, ma che è attento anche all’aspetto estetico ed alle emozioni che può dare alla guida. Allo sviluppo di questa prima versione ha collaborato il nostro Stefano Modena, ex pilota Formula 1 e DTM che lavora con Bridgestone fin dal 1978, ai tempi dei Kart e degli pneumatici ad essi dedicati. Purtroppo, però, la distribuzione delle Adrenalin Potenza RE001 è stata limitata inizialmente ai paesi asiatici. Qui, però, ha avuto un ottimo successo, tale da convincere Bridgestone ad una commercializzazione anche per il mercato europeo di questa seconda generazione di Adrenalin.

Abbiamo avuto modo di partecipare ad un evento organizzato per far conoscere le caratteristiche e le doti di questo pneumatico. Il contesto è stato quello del circuito Ascari, in Spagna, nei pressi di Ronda. La pista è di quelle che non lasciano indifferenti: costruita nel 2002 tra montagne e boschi, lunga 5425 metri e con 26 curve che assicurano un buon mix di curve strette e curve mozzafiato in sali scendi (fino a 10-12% di pendenza) con passaggi “ciechi”. Davvero adrenalinico come il nome dello pneumatico protagonista della giornata.

Ma veniamo al dunque. Quali sono le peculiarità del Bridgestone Adrenalin Potenza RE002? Iniziamo dall’estetica, anche se alcuni storceranno il naso. All’atto pratico è la prima cosa che ci troviamo a valutare di un pneumatico ed incide sulla scelta di una buona porzione di clienti. Il disegno resta simile al “vecchio” RE001, con una forte asimmetria, a vantaggio dell’aggressività del layout della gomma. Questa resta infatti una delle caratteristiche fondamentali che spingono a scegliere l’Adrenalin. La novità principale è la riduzione da tre a due dei canali nella parte interna del battistrada, di cui uno però è ora più largo e di forma ondulata. Questa particolarità, insieme al differente disegno della parte esterna del battistrada, con l’utilizzo di deflettori, dovrebbe garantire una maggior tenuta sul bagnato, aumentando anche la capacità di rompere la superficie spostando a velocità più elevate il rischio di aquaplaning.

Non abbiamo avuto modo di confrontarlo con la precedente generazione, ma quello che possiamo dirvi sulla guida sul bagnato è che, anche in caso di perdita di aderenza, è facile riprendere il controllo della vettura. In questo possiamo confermarvi il parere di Stefano Modena, che ha sottolineato l’intuitività nelle reazioni tra le principali doti delle Adrenalin. Purtroppo la giornata in pista è stata all’insegna della sola guida sul bagnato. La pioggia non ha infatti concesso una tregua sufficiente per far asciugare l’asfalto. Possiamo quindi solo immaginare le doti di precisione, piacere di guida e manovrabilità promesse e garantite anche dalla spalla rigida, altra caratteristica fondamentale di questo prodotto.

Ovviamente pneumatici che puntano alla sportività ed alla precisione di guida su fondi asciutti, e che non disdegnano l’uso in pista, hanno qualche problema in più su fondi bagnati rispetto a gomme più turistiche dalla spalla più morbida e quindi meno reattive. Nel confronto che abbiamo potuto effettuare con le Turanza, utilizzando le medesime vetture , ne abbiamo avuto conferma. Sul bagnato e con a disposizione un circuito con curve impegnative e con forti pendenze, abbiamo provato a cercare il limite ed andare anche oltre disattivando ESP e controllo di trazione. Il risultato è stato un controllo certamente più semplice con le Turanza, meno propense a reazioni violente e con un sottosterzo meno marcato. Se però quello che cercate è una guida più “adrenalinica”, per chi ama le emozioni forti ma restando comunque in sicurezza, le Bridgestone RE002 Adrenalin fanno per voi. Ovviamente stiamo parlando di condizioni e velocità che in strade aperte non sarebbero consentite. Ma se vi dovessero capitare situazioni tali da portare alla perdita di aderenza, con aquaplaning o sottosterzo in curva, è molto facile ed intuitivo riprendere il controllo. Ammettiamo che in pista e con ampie vie di fuga a disposizione ci siamo divertiti di più con le Adrenalin che con le Turanza. La rigidità della spalla facilita la perdita di aderenza in caso di manovre brusche. Quello che però stupisce è la rapidità e la naturalezza con cui lo pneumatico riprende aderenza.

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  1. zero

    31 Marzo 2013 at 11:42

    Alcune di queste coperture avrebbero dovuto essere prodotte nello stabilimento italiano situato a Bari.
    La multinazionale ha cancellato lo sviluppo in questa fabbrica perchè ha deciso di chiuderla mettendo per strada 950 lavoratori con relative famiglie più le persone che lavorano per l’indotto e relative famiglie.
    La chiusura è stata chiesta non perchè la fabbrica italiana avesse bilanci negativi ma per delocalizzare la produzione nei paesi dell’est europa in maniera tale da trarne un vantaggio economico superiore.
    Si tenga presente che il prezzo finale del prodotto (ossia il prezzo per il cliente) non varia quindi le coperture prodotte nei paesi dell’est avranno lo stesso prezzo di quelle che sarebbero potute essere prodotte in italia.

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