Pagani Zonda Revolucion, l’ultima rappresentante di una grande dinastia

Potenza da 800 CV per la più estrema di tutte

Pagani Zonda Revolucion - Quando si saluta qualcuno che ha segnato un'epoca, lo si fa con tutti gli onori. La Zonda Revolucion è l'ultimo saluto del suo creatore Horacio Pagani ad una supercar che ha battuto record su record

Si chiama Revolucion l’ultima Zonda di sempre. La storica supercar prodotta dalla Pagani andrà ufficialmente in pensione dopo quest’ultimo modello e, soprattutto, dopo aver stupito il mondo non solamente grazie al suo look unico e alla sua potenza indescrivibile, ma anche grazie alla sua capacità di battere record su record anche nelle condizioni più complesse e sui circuiti più impegnativi. Nel 2010, per esempio, la Pagani Zonda R completò il circuito Nordschleife del Nürburgring in appena 6 minuti e 47 secondi e la Revolucion promette di essere persino più potente.

Non possiamo iniziare a parlare di questa Zonda Revolucion da qualcosa che non sia il motore, il vero diamante splendente di questo vero e proprio gioiello del mondo automotive. Sotto al cofano di questa meraviglia in monoscocca di carbo-titanio (peso complessivo 1.070 kg) batte un cuore V12 con una cubatura da 6.000 cc, in grado di sviluppare un ruggito davvero impressionante di ben 800 CV, al quale si associa una coppia da 730 Nm. Caratteristiche che per essere domate hanno senza dubbio bisogno di un pilota con i fiocchi, ma anche di un sistema meccanico all’avanguardia. Naturalmente Horacio Pagani non si è fatto mancare nulla nemmeno in questo senso: il cambio è un sequenziale trasversale a sei velocità, in grado di passare da una marcia all’altra nel giro di appena 20 ms. Il traction control, invece, è stato sviluppato direttamente dalla Bosch e può essere configurato in almeno venti modi diversi.

È stato aggiornato il sistema ABS, mentre l’aerodinamica della vettura è stata modificata grazie all’installazione di nuovi deflettori sul cofano e di uno stabilizzatore verticale sul retro. Sul retro troviamo il classico alettone, sul quale però ha trovato posto un DRS ispirato direttamente alla Formula 1 con due modalità operative. Derivati dalla Classe Regina del motorsport sono anche i freni, dei dischi CCMR della Brembo più leggeri del 15% rispetto ai precedenti montati sulla Zonda, capaci però di fornire la medesima rigidità a fronte di temperature di esercizio molto più basse. Secondo le dichiarazioni della casa, questi freni sono in grado di durare quattro volte quelli del vecchio modello e di fornire comunque una forza frenante superiore.

Insomma, un vero e proprio gioiello, che saremmo davvero curiosi di vedere in azione sulle stesse curve del Nürburgring su cui si è esibita la Zonda R. Sul prezzo è meglio sorvolare in attesa di vincere alla lotteria. E potrebbe quasi non bastare: 2,2 milioni di euro!

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