WP_Post Object ( [ID] => 72554 [post_author] => 8 [post_date] => 2013-06-05 16:44:34 [post_date_gmt] => 2013-06-05 14:44:34 [post_content] => Uno scontro piuttosto delicato si è appena manifestato in America e coinvolge direttamente il marchio Jeep, facente parte del Gruppo Chrysler e, quindi, del Gruppo Fiat. La National Highway Traffic Safety Administration americana (NHTSA) ha infatti ordinato il ritiro di una serie di veicoli del marchio a causa di alcuni sospetti difetti di produzione. Le auto coinvolte sarebbero le Jeep Grand Cherokee prodotte tra il 1993 e il 2004, e le Jeep Liberty costruite tra il 2002 e il 2007. Si tratta di periodi nei quali il Lingotto ancora non era entrato in affari con il colosso americano e che finiscono per coinvolgere ben 2,7 milioni di vetture. Il difetto rilevato dall'ente statunitense riguarderebbe il serbatoio del carburante, che secondo la NHTSA si troverebbe in una posizione e sarebbe dotato di un design tali che in caso di incidente esisterebbe un serio rischio di fuoriuscite e, conseguentemente, di incendi della vettura. Chrysler, però, ha respinto con fermezza questa conclusione, arrivata dopo che la stessa casa americana ha collaborato alle indagini sin dal settembre del 2010. Come si legge in una dichiarazione ufficiale da parte della casa, i veicoli in oggetto non solo soddisferebbero, ma supererebbero le richieste dell'ente Federal Motor Vehicle Safety Standards, compreso il FMVSS 301 riguardante l'integrità dei contenitori del combustibile. «Le nostre analisi – si legge nel comunicato – dimostrano che gli incidenti oggetto di questa richiesta accadono meno di una volta ogni milione d'anni di esercizio. Questo dato è comparabile con molti altri veicoli prodotti e venduti nello stesso periodo.» Secondo la documentazione rilasciata dalla stessa Chrysler a riguardo, le conclusioni ottenute dalla NHTSA sarebbero completamente sbagliate. Il Gruppo americano non avrebbe trovato nessuna prova che nei veicoli coinvolti negli incidenti portati come testimonianza i serbatoi si siano dimostrati difettosi e che in 30 anni di storia il numero di incidenti nei quali è avvenuta una perdita di carburante o è scoppiato un incendio è estremamente basso. Tra l'atro nella grande maggioranza di questi incidenti la forza di impatto è risultata immensamente superiore non solo alle richieste di sicurezza standard della NHTSA dell'epoca, ma persino a quelle attuali. In un incidente in particolare questa forza avrebbe superato di 23 volte il limite di riferimento di legge per la sicurezza. Il dito dell'accusa sarebbe stato puntato con forza verso la posizione del serbatoio, posto dietro all'assale posteriore. Una decisione che, però, rispettava ampiamente gli standard di sicurezza dell'epoca. «La sicurezza dei guidatori e dei passeggeri è sempre stata una priorità per il marchio Chrysler e questo impegno rimane saldo – ha dichiarato Marchionne – La compagnia vive sulla qualità dei suoi veicoli. Tutti noi ci inpegnamo a continuare a lavorare con la NHTSA per fornire informazioni circa la sicurezza di questi veicoli.» [post_title] => Jeep: grande richiamo in America, ma Chrysler si oppone alla decisione della NHTSA [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => jeep-grande-richiamo-in-america-ma-chrysler-si-oppone-alla-decisione-della-nhtsa [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2013-06-05 16:44:34 [post_modified_gmt] => 2013-06-05 14:44:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=72554 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Jeep: grande richiamo in America, ma Chrysler si oppone alla decisione della NHTSA

Coinvolti modelli Grand Cherokee (1993-2004) e Liberty (2002-2007)

Jeep - La NHTSA ha chiesto al marchio di ritirare alcune vetture a causa di un pericolo difetto del serbatoio, ma il gruppo Chrysler si è opposto, contestando sia le conclusioni che i metodi di indagine dell'ente
Jeep: grande richiamo in America, ma Chrysler si oppone alla decisione della NHTSA

Uno scontro piuttosto delicato si è appena manifestato in America e coinvolge direttamente il marchio Jeep, facente parte del Gruppo Chrysler e, quindi, del Gruppo Fiat. La National Highway Traffic Safety Administration americana (NHTSA) ha infatti ordinato il ritiro di una serie di veicoli del marchio a causa di alcuni sospetti difetti di produzione. Le auto coinvolte sarebbero le Jeep Grand Cherokee prodotte tra il 1993 e il 2004, e le Jeep Liberty costruite tra il 2002 e il 2007. Si tratta di periodi nei quali il Lingotto ancora non era entrato in affari con il colosso americano e che finiscono per coinvolgere ben 2,7 milioni di vetture.

Il difetto rilevato dall’ente statunitense riguarderebbe il serbatoio del carburante, che secondo la NHTSA si troverebbe in una posizione e sarebbe dotato di un design tali che in caso di incidente esisterebbe un serio rischio di fuoriuscite e, conseguentemente, di incendi della vettura. Chrysler, però, ha respinto con fermezza questa conclusione, arrivata dopo che la stessa casa americana ha collaborato alle indagini sin dal settembre del 2010. Come si legge in una dichiarazione ufficiale da parte della casa, i veicoli in oggetto non solo soddisferebbero, ma supererebbero le richieste dell’ente Federal Motor Vehicle Safety Standards, compreso il FMVSS 301 riguardante l’integrità dei contenitori del combustibile. «Le nostre analisi – si legge nel comunicato – dimostrano che gli incidenti oggetto di questa richiesta accadono meno di una volta ogni milione d’anni di esercizio. Questo dato è comparabile con molti altri veicoli prodotti e venduti nello stesso periodo

Secondo la documentazione rilasciata dalla stessa Chrysler a riguardo, le conclusioni ottenute dalla NHTSA sarebbero completamente sbagliate. Il Gruppo americano non avrebbe trovato nessuna prova che nei veicoli coinvolti negli incidenti portati come testimonianza i serbatoi si siano dimostrati difettosi e che in 30 anni di storia il numero di incidenti nei quali è avvenuta una perdita di carburante o è scoppiato un incendio è estremamente basso. Tra l’atro nella grande maggioranza di questi incidenti la forza di impatto è risultata immensamente superiore non solo alle richieste di sicurezza standard della NHTSA dell’epoca, ma persino a quelle attuali. In un incidente in particolare questa forza avrebbe superato di 23 volte il limite di riferimento di legge per la sicurezza. Il dito dell’accusa sarebbe stato puntato con forza verso la posizione del serbatoio, posto dietro all’assale posteriore. Una decisione che, però, rispettava ampiamente gli standard di sicurezza dell’epoca.

«La sicurezza dei guidatori e dei passeggeri è sempre stata una priorità per il marchio Chrysler e questo impegno rimane saldo – ha dichiarato Marchionne – La compagnia vive sulla qualità dei suoi veicoli. Tutti noi ci inpegnamo a continuare a lavorare con la NHTSA per fornire informazioni circa la sicurezza di questi veicoli

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