Mercedes SLK 200 BlueEfficiency Sport, primo contatto

Fa bella figura anche ad un matrimonio…

La terza generazione cambia, ma senza rivoluzioni, e strizza l’occhio al pubblico maschile
Mercedes SLK 200 BlueEfficiency Sport, primo contatto

Quando fece la sua prima apparizione non passò certo inosservata. La piccola cabrio di casa Mercedes si fece notare, al punto da passare da prototipo ad auto di produzione in pochi mesi, sostanzialmente identica, salvo la calandra cromata che lasciò il posto ad una più convenzionale in plastica nera. Dopo un considerevole successo, nel 2004 lasciò il posto alla seconda generazione, con un frontale che confermava il family feeling introdotto dalla SLR McLaren e riproposto prima dalla SL e poi, appunto, dalla sorella minore SLK. La medesima operazione è stata fatta da Mercedes anche con la terza generazione SLK, introdotta nel 2011 con un frontale che riprende le linee della SLS AMG. A nostro avviso la vettura è splendida, ma nel confronto con le due prime generazioni, questa Mercedes SLK ne esce forse leggermente sconfitta. Intendiamoci, resta un’auto di riferimento per tutta la concorrenza, le aspettative però, per un modello sulla cresta dell’onda da oltre 15 anni, sono ovviamente altissime. Il look è decisamente di carattere, soprattutto per il citato muso, con la grossa calandra che richiama la storica antenata 300 SL con porte ad apertura ad ala di gabbiano ed il cofano percorso da profonde nervature , e per il posteriore dalla vettura, anch’esso di forte impatto e molto muscoloso. In mezzo una fiancata molto elegante, che mantiene lo stile della serie precedente. Nel complesso l’impressione è quella che si sia voluto assecondare di più il pubblico maschile. Il modello che sostituisce, aveva infatti avuto un notevole e maggior successo tra le fila del gentil sesso.

Salendo a bordo l’impatto è decisamente buono, il livello delle finiture ed il design sono, a nostro avviso, migliori rispetto alla concorrenza. Troviamo un riuscito connubio tra passato e futuro, con alcuni particolari dal gusto retrò, come le bocchette dell’aria tonde, affiancati da soluzioni più tecnologiche. Tutto è al suo posto, o quasi. Alcuni comandi infatti, almeno finché non ci si fa l’abitudine, sono poco intuitivi. Ci riferiamo in particolar modo ai comandi delle frecce. La leva principale, che consente di gestire anche tergicristalli e abbaglianti, è completamente nascosta dal volante. In bella vista abbiamo invece la leva secondaria con cui impostare cruise control e limitatore di velocità. Risulta facile, almeno all’inizio, azionarla quindi per sbaglio. Curiosi i frangivento opzionali integrati nei roll bar dietro i poggiatesta, appaiono solo in caso di necessità, semplicemente facendoli ruotare sul perno a cui sono fissati. Non abbiamo avuto modo di confrontarli con un più classico frangivento intero ma, a livello estetico, sono sicuramente piacevoli a vedersi. Il bagagliaio nelle due configurazioni, a tetto alzato o ripiegato, consente di caricare rispettivamente 335 e 225 litri. La differenza non è così evidente, si riescono quindi ad avere a bordo bagagli per due persone senza essere obbligati a viaggiare ad auto chiusa.

L’esemplare di SLK che abbiamo testato è dotata del motore CGI benzina di 1,8 litri, ad iniezione diretta di benzina, sovralimentato e capace di 184 cavalli e 270 Nm. Della stessa unità esiste anche una versione dotata di 20 cavalli aggiuntivi, denominata 250 da Mercedes. Se nella guida in Drive e con piede leggero sul gas la vettura è molto comoda e ben nasconde la sua indole sportiva, quando si prova a cercare la prestazione i cavalli sembrano anche più di quelli reali. Lo 0-100 viene percorso in 7 secondi netti con il cambio sequenziale 7G Tronic di cui è dotato l’esemplare in test, che è opzionale sulla 200 e sulla 250 CDI e di serie sulle altre versioni. In alternativa, si possono risparmiare circa 2500 euro ed averla con un manuale a 6 marce, leggermente più lento, 3 decimi sullo 0-100. Ciò che ci è maggiormente piaciuto del 7 rapporti automatico è il comfort e la comodità nell’utilizzo quotidiano. In autostrada ai canonici 130 km/h il motore gira a circa 2500 giri, a tutto vantaggio della silenziosità a bordo. Anche nell’utilizzo in modalità sequenziale, utilizzando i paddle al volante, optional da quasi 300 euro, il cambio vale tutto quello che costa. Il motore sembra infatti, come anticipato, avere più potenza degli effettivi 184 cavalli, ed il sound è davvero piacevole. Non ci è invece piaciuto il ritardo con cui vengono inseriti i rapporti inferiori in caso di ripresa in Drive. Dovendo effettuare un sorpasso, è infatti necessario anticipare i tempi premendo a fondo sul pedale del gas qualche istante prima, in modo da avere la possibilità di iniziare la manovra sfruttando tutta la coppia del propulsore con il corretto rapporto di marcia. L’handling è di assoluto livello, la SLK si trova a suo agio nelle curve strette ma soprattutto in appoggio nei curvoni percorsi ad andature sostenute. Anche escludendo il controllo di trazione l’elettronica lascia scivolare appena il posteriore, a tutto vantaggio del divertimento dei più smaliziati, ma sempre mantenendo il pieno controllo della vettura, senza dover mettere alla prova le capacità del guidatore. Tutto questo potrebbe far pensare ad un assetto eccessivamente rigido o scomodo sulle sconnessioni. Invece l’SLK si rileva fantastica anche nelle condizioni peggiori, con buche o asfalto pessimo. La Mercedes SLK 200 BlueEfficiency durante il nostro test ha percorso poco più di 10 km con un litro di benzina. Con una guida attenta si può arrivare facilmente a 12 o 13 con un litro, mentre lasciandosi prendere la mano il consumo sale, anche di parecchio. Ricordiamo che Mercedes propone, per la prima volta sulla SLK, anche una versione alimentata a gasolio, la 250 CDI, con prestazioni in linea con la 250 BlueEfficiency a benzina, ma consumi ovviamente ridotti. Si rivolge a quei clienti che sono attenti a questi aspetti e che intendono utilizzare la propria SLK anche per percorrenze elevate e non solo per il giretto nella bella stagione. Il prezzo parte da circa 40 mila euro, 6 mila in più per la configurazione dell’esemplare che abbiamo provato. Il bianco è uno dei quattro colori disponibili senza costi aggiuntivi ed è molto azzeccato su questa vettura. Una nota personale: l ’SLK in prova è stata una perfetta ospite di eccezione al mio matrimonio, peccato non averla potuta poi portare in viaggio di nozze in Australia!

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