Bombardier Primove, parte a Savona il primo test di autobus elettrici con ricarica wireless

Bombardier Primove, parte a Savona il primo test di autobus elettrici con ricarica wireless

Emissioni zero per il trasporto pubblico

Bombardier Primove - Il futuro del trasporto pubblico potrebbe essere a emissioni zero. È infatti iniziata a Savona la sperimentazione degli autobus elettrici con ricarica a induzione
Bombardier Primove, parte a Savona il primo test di autobus elettrici con ricarica wireless

La Bombardier, azienda canadese molto conosciuta nell’ambito della realizzazione di mezzi per il trasporto pubblico, ha ufficialmente lanciato a Savona la prima sperimentazione del suo programma Primove, ovvero di un servizio di autobus 100% elettrici con un particolare sistema di ricarica per induzione. Si tratta di un progetto estremamente ambizioso, già lanciato in passato anche in altre città europee, che consentirebbe a questi autobus di azzerare completamente le emissioni nocive e di evitare il problema strutturale che la mobilità elettrica deve quotidianamente affrontare nel nostro Paese: la mancanza di colonnine di ricarica. Questo sistema, invece, userebbe una tecnologia che ricaricherebbe le batterie dell’autobus semplicemente durante il periodo di stop nei vari capolinea. Un sistema che non comporterebbe nessuno sforzo aggiuntivo nemmeno da parte degli autisti dei vari mezzi.

Questa tecnologia si basa sul principio dell’induzione magnetica. La batteria dei bus è stata realizzata con materiali ultraleggeri e sottili, e vista la struttura di un autobus medio, nasconderla al di sotto del pianale non è assolutamente un problema. Questa batteria è collegata ad una piastra magnetica da 200 kWh, la quale è in grado di accumulare energia semplicemente trovandosi vicina ad una seconda piastra, questa volta nascosta nell’asfalto e quindi virtualmente invisibile da parte di altri passeggeri che si dovessero trovare nelle vicinanze del capolinea. Grazie a questo sistema, esteso a tutto il percorso dell’autobus, consentirebbe al mezzo di essere sempre carico, potendo così procedere senza problemi anche in caso di emergenze che dovessero imporre un allungamento del percorso.

Ovviamente, come tutti i progetti di questo tipo, è ancora lunga la strada prima di poter dire che la mobilità pubblica del futuro sarà elettrica. Magari potremo chiedere ai savonesi tra qualche mese come sarà andata l’esperienza.

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