Videocamere per la retromarcia, negli USA potrebbero diventare obbligatorie

Come verrà influenzata la produzione europea?

Le videocamere posteriori per il parcheggio potrebbero diventare obbligatorie negli USA entro il prossimo anno, così da aumentare la sicurezza soprattutto per i bambini
Videocamere per la retromarcia, negli USA potrebbero diventare obbligatorie

Le videocamere per la retromarcia sono state considerate fino ad oggi solamente degli optional. Comode e utili, ma comunque non necessarie per la qualità generale dell’auto. Al massimo ci si poteva accontentare dei sensori, a volte nemmeno su tutto il perimetro dell’auto. Questo stato di cose, però, potrebbe cambiare. Secondo quanto riportato da diversi organi di stampa esteri, non ultimo Automotive News, negli Stati Uniti le videocamere per la retromarcia potrebbero diventare obbligatorie entro il 2015. Si tratterebbe di un’iniziativa messa in piedi e firmata niente meno che dalla National Highway Traffic Safety Administration, uno degli organi più importanti nel campo dell’amministrazione stradale a stelle e strisce.

Non è chiaro in che modalità e in che tempi reali questa legge possa davvero essere messa in campo. È molto probabile, comunque, che non verrà imposta l’installazione di telecamere aggiuntive alle auto già in commercio, bensì che la regola si applichi unicamente a quelle di nuova produzione. I sensori, quindi, non bastano più. Si tratta di un cambiamento che andrebbe ad inserirsi all’interno di una serie di nuove regole in via di applicazione sul suolo della federazione americana, volta a migliorare la sicurezza soprattutto nei confronti dei pedoni e di tutti i soggetti che non possono, per forza di cose, avere la prontezza e l’esperienza per prevedere il comportamento delle auto in situazioni di scarsa visibilità. In altre parole, i bambini.

La proposta sarebbe stata sottoposta all’amministrazione Obama e se venisse approvata, potrebbe entrare in vigore nel giro di un anno. Il costo non proibitivo di queste videocamere non dovrebbero avere impatti eccessivi sul prezzo finale al consumatore del veicolo. Resterà ora da vedere come questo cambiamento influenzerà la produzione europea e, soprattutto, se la stessa Unione deciderà di seguire l’esempio degli USA in caso di approvazione.

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