WP_Post Object ( [ID] => 92542 [post_author] => 14 [post_date] => 2014-03-20 16:15:26 [post_date_gmt] => 2014-03-20 15:15:26 [post_content] => Cosa intendiamo per “guida pericolosa”? Immediatamente ci viene in mente il tipo che sorpassa sulla linea continua in una strada a doppio senso di marcia, o quello che accelera di colpo tagliando un incrocio col semaforo rosso. Chissà quanta gente abbiamo insultato, chiamandola “pazza” a causa di questo tipo di comportamento. Eppure potrebbe non essere del tutto colpa loro. Questa frase non vuole in ogni caso giustificare nessuno e resta inteso che la guida pericolosa che causa morti e feriti va punita secondo la legge. Tuttavia uno studio condotto in Svezia presso il Karolinska Institutet sta valutando la possibilità che queste persone spericolate soffrano di un disturbo chiamato ADHD, il disturbo da deficit dell’attenzione e da iperattività. Questo tipo di disturbo, spesso associato ai bambini in età scolare e poco considerato negli adulti, si basa su due forti anomalie: la prima, un calo immediato dell’attenzione verso qualsiasi soggetto, cosa o evento e -in secondo luogo- reazioni spropositate in caso di emergenza. Ciò comporta, sulla strada, la mancata visione di segnali e semafori (addirittura di pedoni!), l’improvvisa accelerazione, la sterzata all’ultimo momento e così via. Comportamenti che chiaramente mettono a rischio la vita di chi guida e degli altri automobilisti che incrocia. I dati si basano su un vasto campione di persone di età diversa, a conferma che non è l’incoscienza della giovane età a rendere spericolati ma appunto qualcosa che colpisce in modo neutro giovani e anziani. Ulteriore conferma a tutto ciò viene anche dal fatto che trattando i “guidatori pericolosi” con delle terapie specifiche per l’ADHD si è visto che in breve tempo il loro modo di guidare migliorava e il loro comportamento sulle strade tornava ad essere civile, nella norma. Il fatto che l’ADHD sia una delle cause (non l’unica!) della guida pericolosa non deve far tirare un sospiro di sollievo, ma anzi aumentare l’attenzione. Se causate un incidente per disattenzione, se vi viene diagnosticato questo disturbo abbiate la buona coscienza di tenervi lontani dal volante. Ricordiamo che la maggior parte degli incidenti potrebbe essere evitato se la persona coinvolta si controllasse per tempo nel bere, nell’assumere sostanze allucinogene, nel mettere gli occhiali giusti e nel gestire disturbi come quello dell’attenzione. A cura di Grazia Musumeci Foto: David Salafia [post_title] => Guida pericolosa, una vera e propria malattia? [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => guida-pericolosa-una-vera-e-propria-malattia [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-03-20 16:15:26 [post_modified_gmt] => 2014-03-20 15:15:26 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=92542 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Guida pericolosa, una vera e propria malattia?

Lo proverebbe uno studio condotto in Svezia

La guida pericolosa non sarebbe solamente una questione di responsabilità sociale e intelligenza, ma addirittura potrebbe essere una sorta di malattia. Lo avrebbe scoperto uno studio condotto in Svezia
Guida pericolosa, una vera e propria malattia?

Cosa intendiamo per “guida pericolosa”? Immediatamente ci viene in mente il tipo che sorpassa sulla linea continua in una strada a doppio senso di marcia, o quello che accelera di colpo tagliando un incrocio col semaforo rosso. Chissà quanta gente abbiamo insultato, chiamandola “pazza” a causa di questo tipo di comportamento. Eppure potrebbe non essere del tutto colpa loro. Questa frase non vuole in ogni caso giustificare nessuno e resta inteso che la guida pericolosa che causa morti e feriti va punita secondo la legge.

Tuttavia uno studio condotto in Svezia presso il Karolinska Institutet sta valutando la possibilità che queste persone spericolate soffrano di un disturbo chiamato ADHD, il disturbo da deficit dell’attenzione e da iperattività. Questo tipo di disturbo, spesso associato ai bambini in età scolare e poco considerato negli adulti, si basa su due forti anomalie: la prima, un calo immediato dell’attenzione verso qualsiasi soggetto, cosa o evento e -in secondo luogo- reazioni spropositate in caso di emergenza. Ciò comporta, sulla strada, la mancata visione di segnali e semafori (addirittura di pedoni!), l’improvvisa accelerazione, la sterzata all’ultimo momento e così via. Comportamenti che chiaramente mettono a rischio la vita di chi guida e degli altri automobilisti che incrocia.

I dati si basano su un vasto campione di persone di età diversa, a conferma che non è l’incoscienza della giovane età a rendere spericolati ma appunto qualcosa che colpisce in modo neutro giovani e anziani. Ulteriore conferma a tutto ciò viene anche dal fatto che trattando i “guidatori pericolosi” con delle terapie specifiche per l’ADHD si è visto che in breve tempo il loro modo di guidare migliorava e il loro comportamento sulle strade tornava ad essere civile, nella norma. Il fatto che l’ADHD sia una delle cause (non l’unica!) della guida pericolosa non deve far tirare un sospiro di sollievo, ma anzi aumentare l’attenzione. Se causate un incidente per disattenzione, se vi viene diagnosticato questo disturbo abbiate la buona coscienza di tenervi lontani dal volante. Ricordiamo che la maggior parte degli incidenti potrebbe essere evitato se la persona coinvolta si controllasse per tempo nel bere, nell’assumere sostanze allucinogene, nel mettere gli occhiali giusti e nel gestire disturbi come quello dell’attenzione.

A cura di Grazia Musumeci

Foto: David Salafia

Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in Guida Sicura

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati