Furti d’auto: basterebbero 14 secondi contro i 9 minuti del 1993

Furti d’auto: basterebbero 14 secondi contro i 9 minuti del 1993

Lo afferma la LoJack, azienda attiva nel campo degli antifurto

Furti d'auto - La diffusione della tecnologia, secondo l'azienda LoJack, avrebbe finito per rendere le auto troppo sensibili ai furti perpetrati attraverso i congegni elettronici
Furti d’auto: basterebbero 14 secondi contro i 9 minuti del 1993

La tecnologia moderna ha davvero permesso di diminuire i furti d’auto o, almeno, rendendo molto più difficile la vita ai ladri? C’è chi pensa di no. Si tratta dell’azienda LoJack, compagnia attiva nella produzione di speciali antifurto pensati proprio per recuperare l’auto dopo che questa è stata rubata. Secondo il dossier annuale pubblicato dalla società, infatti, se nel 1993 un ladro medio aveva bisogno di almeno 9 minuti prima di completare il furto di un’auto, oggi nel 2014 basterebbero addirittura solo 14 secondi. Tutta colpa proprio della continua evoluzione della tecnologia, che avrebbe di fatto riempito la nostra auto di dispositivi tecnologici facilmente aggirabili da chiunque abbia un minimo di competenza.

Il tutto avverrebbe attraverso l’utilizzo di diversi sistemi hi-tech, che consentono prima di tutto ad aprire ed avviare l’auto e in un secondo momento a farne perdere le tracce a prescindere dall’uso o meno di sistemi di rintracciamento. Secondo quanto riportato dalla LoJack, nel 2013 sono avvenuti circa 112.000 furti in Italia, con una percentuale di auto ritrovate in costante discesa e per ora ferma sul 41%. L’abitudine ad usare questo genere di strumenti sarebbe diffusa in particolare nel nord del nostro Paese, con una criminalità tendenzialmente omogenea per provenienza (sia italiana che estera) ed estremamente specializzata nei vari compiti che aspettano chi si occupa di questo traffico illegale.

Scendendo al centro sarebbero invece più attivi i criminali dell’Est europeo, il cui obiettivo è principalmente l’esportazione di questi veicoli verso i paesi di origine, ma anche verso l’Africa e il Medio Oriente. Al Sud, invece, la criminalità sarebbe principalmente di origine italiana, ma i metodi sarebbero quelli “tradizionali” (vetri sfondati e simili) e l’auto raramente viene venduta, ma piuttosto è usata per non essere riconosciuti durante altre attività illecite.

Foto: Flickr

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