Pirelli: il ritorno in Formula 1 al centro delle ricerche dell’Università Bocconi di Milano

Pirelli: il ritorno in Formula 1 al centro delle ricerche dell’Università Bocconi di Milano

Gli uomini e le idee di un progetto di importanza fondamentale

Pirelli è al centro di uno studio condotto dall'Università Bocconi, la quale ha deciso di studiare i processi aziendali alla base del ritorno nel mondo della Formula 1 della casa milanese, attraverso le forze e le idee delle persone e dei progetti interni
Pirelli: il ritorno in Formula 1 al centro delle ricerche dell’Università Bocconi di Milano

Da quanto Pirelli è tornata in Formula 1, il suo nome è rimasto sempre ai primi posti delle cronache. Gli appassionati ben sapranno quanto fondamentali siano gli pneumatici per i risultati in pista e le condizioni nelle quali la “P Lunga” è tornata nella classe regina del motorsport hanno rappresentato quella che per molti è stata considerata una vera “sfida”. Nello spazio di cinque mesi, infatti, sono stati sviluppati i primi prodotti, che poi hanno dovuto essere sperimentati in pista fino al debutto ufficiale nelle corse risalente al marzo del 2011.

Davanti ad una “mission” tale, non sorprendere che i risultati ottenuti da parte dell’azienda milanese siano divenuti oggetto di uno studio svolto dal Center for Research on Innovation, Organization and Strategy (CRIOS) dell’Università Bocconi di Milano. Il tutto il stretta collaborazione con la fondazione Silvio Tronchetti Provera. Il lavoro di Pirelli è stato analizzato profondamente soprattutto dal punto di vista organizzativo e manageriale, in modo da comprendere bene come sia stato possibile raggiungere un obiettivo tanto ambizioso in una finestra temporale che, dal punto di vista aziendale, era davvero minuscola.

Gli stessi Marco Tronchetti Provera e Maurizio Boiocchi, direttore dei Pirelli Lab, hanno sottolineato come la gestione del “capitale umano” sia stato particolarmente importante nell’ottenimento di questo risultato. Fondamentale è stato anche porre degli obiettivi molto chiari e precisi, possibilmente sul breve periodo, in modo che questi potessero essere controllati, verificati ed eventualmente corretti per riuscire a raggiungere certi livelli di lavoro. Per questo è stato fatto in modo che le informazioni potessero circolare liberamente all’interno dell’azienda, così da poter sfruttare le conoscenze e le esperienze di tutte le figure professionali coinvolte nel progetto.

Lo studio, come confermato dal presidente della fondazione Lucio Pinto, sarà parte di una ricerca più ampia concentrata sui processi aziendali.

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