Mitsubishi Outlander PHEV, primo contatto

Arriva il SUV ibrido con doppio motore elettrico

Mitsubishi Outlander PHEV - Trazione integrale, motore ibrido, due unità elettriche e capacità di ricarica anche da fermo. La meccanica a basse emissioni della casa dei tre diamanti è davvero interessante e finalmente è disponibile anche in Italia

Il concetto di “mobilità alternativa” è ormai da anni nella mente (e soprattutto sulle bocche) di tutti coloro abbiano a che fare con il mercato dell’auto. Purtroppo, però, le possibilità che si possa arrivare davvero ad avere un parco macchine generale almeno a basse emissioni sono piuttosto poche. Soprattutto per quanto riguarda le elettriche finiamo per scontrarci letteralmente contro un muro, a causa della mancanza quasi cronica di infrastrutture adeguate per sostenere una simile flotta, senza dimenticare le difficoltà intrinseche di questo genere di vetture. Le auto ibride, quindi, sono al momento la migliore soluzione che possa essere a nostra disposizione. Ecco perché vetture come il nuovo Mitsubishi Outlander PHEV assumono un ruolo particolarmente importante negli equilibri di mercato, anche perché grazie alla sua speciale meccanica e alla gestione della potenza, le sue emissioni gli consentirebbero eventualmente di godere dei vantaggi degli eco-incentivi statali. Inoltre, dal punto di vista della guida, siamo rimasti stupiti dalla sua leggerezza e sensibilità. Andiamo però a vedere più nel dettaglio cosa abbiamo potuto scoprire nel nostro primo contatto con questo SUV ibrido.

Il Mitsubishi Outlander PHEV è soprattutto la sua meccanica. Da un punto di vista estetico non è praticamente cambiato nulla rispetto all’Outlander con motore endotermico, ma anche sotto questo aspetto occorre fare delle precisazioni. Infatti il SUV dei tre diamanti presenta un vantaggio fondamentale: la sua architettura segue la filosofia Dual Design, una particolare tecnica costruttiva che ha prima di tutto generato un’auto che sin dall’inizio era stata concepita come adatta a montare sia i normali propulsori a combustione che quelli ad energia alternativa, sia che fosse puramente elettrica oppure semplicemente ibrida. Ovviamente questo ha comportato delle differenze a livello di dimensioni e le due varianti dell’Outlander sono comunque leggermente diverse tra loro. Non abbastanza, però, da potersene accorgere ad occhio nudo e a livello di spazio la casa nipponica si è sforzata di limitare al massimo gli ingombri, ottenendo un buon risultato. Il pianale di carico, ad esempio rispetto al modello 2.2 DiD 4WD, è più alto di 19 mm e il pavimento al livello della fila posteriore è più alto di 45 mm. In generale l’altezza da terra si mantiene su livelli simili, arrivando a 190 mm. La differenza più netta la troviamo nel bagagliaio, che passa dai 477 litri del modello originale ai 463 litri del PHEV (da notare la presenza tra l’altro del portellone con apertura e chiusura elettrica).

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Si tratta, però, di varianti davvero limitate, che non cambiano l’approccio generale alla vettura. Sia gli interni che gli esterni presentano sostanzialmente le stesse caratteristiche del modello endotermico, con un look della carrozzeria decisamente muscolare e capace di far sentire la sua presenza anche in mezzo al traffico più intenso. Il suo aspetto è decisamente aggressivo, continuano su una linea già tracciata dai tempi del precedente restyling. La griglia, estremamente sottile, contribuisce a creare uno stile netto e moderno insieme ai gruppi ottici, primo passo di una linea che si estende poi sul lato fino ad abbracciare i fanali posteriori, i quali sono a loro volta collegati da un’ulteriore fascia cromata che chiude il design della vettura. Nonostante l’aspetto possente, l’Outlander mantiene anche un certo fascino sportivo orientato verso l’off-road e ciò non ci sorprende dato che stiamo parlando di un quattro ruote motrici. Della questione tecnica, però, parleremo successivamente. Chiudiamo invece con l’abitacolo, che nella versione di base è ben organizzato e racchiude intorno al guidatore i comandi più importanti, tra i quali alcuni esclusivi del modello ibrido. Il volante è sempre ricoperto in pelle e restituisce una sensazione piacevole sulle mani, mentre il cruscotto è formato da plastiche dall’aspetto molto solido, nelle quali risalta il sistema di infotainment con inclusa la videocamera per la retromarcia, quanto mai necessaria su un mezzo di questo genere. Lo spazio, sia sul fronte che sul retro, è abbastanza abbondante e nella fila posteriore possono trovare posto fino a tre persone senza rinunciare eccessivamente allo spazio personale.

È giunto però il momento di parlare della meccanica, ovvero il protagonista dell’Outlander PHEV. Come ha più volte ripetuto la casa, questo è il primo veicolo elettrico ibrido plug-in a trazione integrale permanente, in grado di presentare diverse caratteristiche tecniche interessanti come un doppio motore elettrico e la possibilità di ricaricare la vettura anche da fermi. È necessario, però, andare con ordine: sono presenti di fatto tre propulsori, un benzina 2.000 da 121 CV e 190 Nm e due motorini elettrici capaci di una potenza aggiuntiva di 82 CV. Questi ultimi sono rispettivamente collegati ai due assali e a loro volta prendono energia da una batteria agli ioni di litio da 80 celle con un voltaggio da 300 V e una capacità da 12 kWh. Il loro posizionamento gli consente di agire come una vettura a trazione integrale permanente. La loro particolarità più interessante, però, è la capacità di agire come varie tipologie di auto ibride in contemporanea. Si parte con la modalità elettrica pura, che consentirebbe con la batteria completamente carica di godere di 52 km circa di autonomia reale, anche se è bene sottolineare che questo dato è pesantemente influenzato dalle condizioni e dallo stile di guida. C’è poi la trazione ibrida in serie, particolarmente adatta per i viaggi urbani, durante la quale il motore endotermico agisce unicamente come generatore per ricaricare la batteria, portando poi la potenza a basse emissioni direttamente ai due assali. Infine vi è la trazione ibrida in parallelo, pensata per i trasferimenti più lunghi, durante i quali il motore endotermico funziona come una normale unità ibrida aiutata dai motorini elettrici per poter consumare di meno. Secondo i dati ufficiali forniti dalla casa, quindi, grazie a tutte queste funzioni le emissioni di CO2 medie dell’Outlander PHEV si assesterebbero sui 44 g/km, mentre i consumi presenterebbero un notevole valore di appena 1,9 litri/100 km. In generale l’autonomia totale promessa dalla casa con un “pieno” di benzina e di elettricità supererebbe nettamente gli 800 km.

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Capitoletto a parte la meritano i sistemi di ricarica. La sigla PHEV, infatti, sta per Plug-in Hybrid Electric Vehicle. Un modo per sottolineare come la batteria possa essere ricaricata in numerosissimi modi, a discrezione del guidatore. Prima di tutto con una normale presa da 220 V, come quelle che normalmente ci troviamo in casa. Basterebbero 5 ore per una ricarica completa, ma è disponibile anche la funzione di ricarica rapida per le colonnine omologate che in 30 minuti promette una ricarica dell’80%. Ovviamente è consigliabile non effettuarla mentre in casa si ha in programma di accendere la lavatrice e guardarsi un film, ma l’Outlander PHEV è dotato anche di una funzione di ricarica programmata e di un’app per smartphone per controllare lo stato della batteria e di altri aspetti della vettura. In altre parole, programmare un “rifornimento” in piena notte quando tutti i nostri elettrodomestici sono spenti, diventa piuttosto agevole. Anche durante la guida, comunque, sono presenti diversi sitemi di ricarica, come la rigenerazione dell’energia frenante (che il conducente può regolare a seconda delle sue esigenze di esperienza di viaggio), un pulsante “Save” che consente di mantenere costante la carica della batteria in caso di necessità e, infine, lo speciale pulsante di ricarica che permette di usare l’endotermico per rifocillare il sistema elettrico anche quando la vettura è ferma. Tutte queste caratteristiche ci consegnano un mezzo che, nella nostra prima prova su strada, si è comportato abbastanza bene, con un volante decisamente leggero e facile da gestire. La natura ibrida e questa praticità

Un sistema quindi che promette di essere particolarmente efficiente, posizionato su una vettura che è già stata apprezzata dai clienti del marchio in passato. Ovviamente il prezzo, rispetto alla variante endotermica, è superiore, ma grazie agli incentivi è spesso possibile riuscire ad abbassare i costi in maniera sensibile. Si parte da una base di 44.900 €.

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