Storiche Peugeot: 203, 404, 504 Cabrio e 205 1.9 Gti

Prova su strada di 5 esemplari storici

In occasione della visita alla Galerie Peugeot di San Gimignano abbiamo avuto l’opportunità di guidare, grazie e Peugeot Italia, cinque auto che costituiscono un percorso, con una vettura per decennio, partendo dagli anni ’50 con una 203, proseguendo con una 404 degli anni ’60, una elegante 504 Cabriolet e finendo nei più moderni anni ’80 con una coppia di 205 1.9 Gti, una di serie ed una elaborata da Gutmann, noto preparatore che all’epoca trapiantò la testa 16 valvole di una 309 creando un “mostro” da 160 CV

Guidarle è proprio come percorrere un viaggio in quattro decadi, la 203 è un modello presentato nel 48, subito dopo la guerra, con chiara ispirazione alle auto americane, ma piccola, perché destinata al mercato europeo. Fu la prima vettura con scocca portante, fortemente innovativa all’epoca, pesante e robusta, fu prodotta per 12 anni in oltre 700 mila esemplari. Il cruscotto è ancora molto déco, mentre l’esemplare in prova è dotato di uno dei primi optional: il tetto apribile. A parte alcune chicche del passato, come la sequenza di accensione, che richiede più passaggi, a differenza delle auto moderne dove basta girare la chiave, o la regolazione dell’anticipo, si guida davvero con piacere, risultando più attuale ed utilizzabile di quanto non si possa immaginare. Il motore, un 1300 a 4 cilindri è ricco di coppia, ha la testata in alluminio, con camere di scoppio emisferiche e valvole inclinate. Il cambio meccanico a 4 marce, al volante, con prima in basso, ha la quarta surmoltiplicata per ridurre i consumi. Con le porte controvento ed un’estetica molto affascinante, fa proprio venire voglia di acquistarne una con cui fare qualche giretto nel tempo libero. Il suo valore è contenuto, si parla di quotazioni tra i 5 ed i 10 mila euro a seconda delle condizioni e dell’anno, e questo esemplare ha compiuto quest’anno il viaggio di ritorno da Southampton (Inghilterra) fino a Milano, senza il minimo problema!

Peugeot_404

La 404 con cui passiamo alla decade successiva, è già moderna, le sue linee sono merito di Pininfarina, e si notano infatti punti di contatto con alcune Lancia degli stessi anni, ha montanti sottili, un motore 1600 a 4 cilindri ed era l’auto della borghesia francese. Quando in Italia l’auto “importante” era la 600, aveva quindi una cilindrata nettamente maggiore. L’assetto è morbido e votato al comfort, un’esigenza dettata dalle strade francesi dell’epoca, piene di pavé e sterrato. Anche in questo caso la quarta è molto lunga, parliamo di un’auto in grado di oltre 140 km/h. Davvero curioso notare la scritta sul cruscotto, un “ climatization” scritto in corsivo, sopra il comando della semplice ventola dell’aria. L’esemplare è stato donato quest’anno da Piersandro Berti, ingegnere navale di Pietrasanta (Lucca) al Club Storico. L’aveva acquistata a metà degli anni ‘80 per 400 mila lire da una vedova bolognese che per dieci anni l’aveva conservata in garage. Per 10 anni fu utilizzata come auto di tutti i giorni poi, dopo essere stata restaurata, diventò d’epoca, percorrendo solo pochi chilometri.

Peugeot_504_cabrio

Per gli anni ’70 una elegantissima Peugeot 504 cabriolet, la cui guida è decisamente più moderna, sostanzialmente si tratta di una vettura quasi attuale, con un classico cambio manuale, con leva in posizione convenzionale, una conquista, dopo due cambi al volante! Avremo modo di raccontarvi meglio di questa auto, grazie ad una prova su strada approfondita, ma possiamo iniziare a raccontarvi qualcosa. Era il 50% più costosa della versione coupé, dotata di iniezione meccanica, 4 dischi freni, un cambio 4 marce e con trazione posteriore. Quel periodo è tristemente noto come quelle degli “Anni di piombo”, le cabriolet erano in grande crisi e Peugeot in controtendenza lanciò un’auto di lusso, forse una delle più belle ed eleganti che si ricordino. Era una vettura da turismo, con il motore affidabile più che potente, con i suoi poco più di 100 CV quando alcune concorrenti sportive ne avevano anche 130, ma lei vantava più coppia in basso, e con le sospensioni morbide e confortevoli, un ampio bagagliaio ed un ottima silenziosità.

Peugeot_205_gti

Le due 205 1.9 Gti ci portano negli anni ’80. La 205 è un’ auto importante per il marchio, rappresenta una svolta, la riconversione di Peugeot, che negli anni ’70 era anche diventata leader nel mercato dei diesel, con lei c’è un ritorno di immagine verso i propulsori a benzina e proprio le versioni sportive, le Gti, sono state fondamentali in questo .  Sempre nel decennio precedente erano stati fatti sforzi finanziari importanti per salvare la Citroën, rilevata dalla precedente proprietà Michelin, ed a rischio nazionalizzazione (come già avvenne per Renault), creando il gruppo PSA nel 1974. Proprio i proventi dei successi delle vendite delle auto diesel finanziarono questa operazione. Negli anni ’80 si volle lanciare qualcosa orientato ai giovani e, per la prima per Peugeot, per le donne. Fu adottato poi il concetto di produttività giapponese del just-in-time per tornare competitivi. Se i modelli cabriolet ne decretarono il successo per il pubblico femminile, le Gti ed i successi nelle competizioni con la conduzione della squadra corse nelle mani di Jean Todt, ne fecero un modello sportivo tra i più carismatici di tutti i tempi.  Furono 5.5 milioni gli esemplari venduti a fine carriera. Le Gti nascono nel 1983, con propulsore 1.600, prima con 105 e poi 115 cavalli. La 1.9 arriva nel 1986, ha 130CV ed è un’auto reattiva ed impegnativa nella guida, estrema per i tempi, ma con consumi particolarmente contenuti grazie all’adozione dell’iniezione elettronica Bosch Le 2 Jetronic . Abbiamo provato un’esemplare rosso, dotato di ammortizzatori Koni, scarico Supersprint e gomme sportive Pirelli, che è godibilissima e, anche nel confronto con le sportive di oggi, ha ancora da dire la sua.

Peugeot_205_gutmann

L’ex pilota tedesco Kurt Gutmann, proprietario di un concessionario Peugeot a Breisach, a  40 km dal confine francese, divenne un  noto elaboratore e nell’anno del debutto della 205 Gti 1900, il 1986, decise di crearne una versione ancora più estrema, con assetto ribassato di 30 mm e modifiche estetiche, anche negli interni, ma soprattutto “trapiantando” la testata a 16 valvole della Peugeot 309, nasce così un “mostro” da 160 cavalli. In Italia ne arrivarono 20 circa, inutile dire che oggi sia molto difficile reperirne una.  Guidarla è un’esperienza piena di emozioni, 950 Kg e 220 km/h, un assetto “panchinato” ed una voce ancora più cattiva della Gti provata in precedenza. Si sente anche all’orecchio la differente distribuzione, e l’erogazione in alto diventa più aggressiva. Anche in questo caso la storia dell’esemplare di Peugeot Italia parte da lontano, da un giovane della provincia di Biella che, dopo aver distrutto in un incidente un esemplare elaborato di 205 Gti “standard”, ordina da un importatore di Lana (Bolzano) una Gutmann  nel 1989. La vende dopo 10 anni e 99 mila km percorsi. L’auto finisce poi in un concessionario Peugeot di Treviso, entrando a far parte della sua collezione di oltre dieci 205 Gti.

Quale preferiamo? Molti appassionati di auto d’epoca sostengono che per godersele bisogna dedicarsi ad una sola vettura, anche il sottoscritto è di questa idea. La scelta è d’obbligo quindi e, se dovessimo dare qualche suggerimento per l’acquisto, possiamo dirvi che la 504 Cabriolet, che abbiamo avuto modo di guidare a lungo, è ancora attuale e comoda da utilizzare, a parte l’assenza dell’aria condizionata. Potrebbe sostituire un’auto moderna in qualsiasi viaggio, senza imporre grossi sacrifici. Le 205 Gti sono ancor più moderne, richiamano ricordi importanti di una generazione che ha vissuto quegli anni ’80 dove lei era una delle piccole sportive più ambite, ed è in grado di far divertire ancora tanto, a volte più di mezzi a listino oggi, con tanti cavalli, ma senza quel carattere che lei ha in abbondanza. La Gutmann poi, anche se di difficile reperibilità, è una chicca degna di nota. Se però volete vivere l’auto d’epoca al 100%, con qualcosa di davvero storico e soluzioni d’altri tempi, ma senza arrivare a prezzi stratosferici e a vetture di utilizzo complicato, la 203 è qualcosa di fantastico. Si guida in modo facile, una volta presa dimestichezza con il cambio, e la gente si gira a guardarvi più che se foste al volante di una Ferrari. Dopo averla guidata ci è venuta voglia di averne una.

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