WP_Post Object ( [ID] => 104023 [post_author] => 36 [post_date] => 2014-09-23 16:52:27 [post_date_gmt] => 2014-09-23 14:52:27 [post_content] => Pneumatici invernali - L’estate è ormai alle spalle, l’autunno è appena iniziato e l’inverno sarà la stagione in cui ogni automobilista dovrà programmare la manutenzione dell’auto e predisporla ad affrontare l’inverno nel modo corretto. Il primo consiglio è quello di pensare al cambio o all’acquisto di un nuovo treno di pneumatici invernali, ampiamente diffusi ed ormai riconosciuti come primo elemento di sicurezza attiva, in accordo con il proprio gommista per rientrare nei tempi stabiliti dalle Ordinanze di legge. Dato che una vettura su quattro è dotata del doppio treno di gomme uno studio del Politecnico di Torino ha dimostrato che tale scelta è sostenibile, ovvero non costituisce un aggravio di costi per l’automobilista. Anzi ci sarebbe un risparmio. L’alternanza tra pneumatici invernali ed estivi, che “riposano” così a stagioni alterne, permette di abbattere i costi di manutenzione, grazie anche al maggiore controllo ed al ripristino della corretta pressione di gonfiaggio, che ottimizza sia il consumo dei pneumatici stessi che quello relativo al carburante. Le ordinanze avranno inizio il 15 novembre e termineranno il 15 aprile, o meglio il 15 ottobre e il 15 maggio, tolleranza necessaria per montare e smontare i pneumatici invernali in accordo con i tempi imposti delle Ordinanze di legge. E’ possibile montare pneumatici invernali (M+S) o pneumatici estivi, entrambi con le caratteristiche riportate nella carta di circolazione. Nel caso del mantenimento di quelli estivi bisogna avere necessariamente le catene a bordo, mentre se si opta di montare pneumatici invernali con codici di velocità inferiori a quanto indicato in carta di circolazione fino ad un minimo di “Q” (160 Km/h), sarà il rivenditore specializzato ad applicare una targhetta monitoria che indichi la velocità massima consentita. I gommisti specializzati distribuiranno, a partire dalla fine del mese di settembre, un depliant informativo, stampabile anche dal sito www.pneumaticisottocontrollo.it, dove è stata creata un’apposita “Area ordinanze”, in cui è possibile scaricare le Ordinanze vigenti sul territorio italiano. Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, ha ribadito l’importanza di pensare con ampio anticipo alla sostituzione o all’acquisto dei pneumatici invernali, così da affrontare per tempo la stagione invernale nel rispetto delle Ordinanze. “E’ una buona regola che consentirà di evitare lunghe attese, di avere un servizio accurato e di ottimizzare la spesa in caso di nuovi acquisti”. [post_title] => Pneumatici invernali, il cambio gomme è alle porte [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => pneumatici-invernali-il-cambio-gomme-e-alle-porte [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-09-23 16:52:27 [post_modified_gmt] => 2014-09-23 14:52:27 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=104023 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 5 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Pneumatici invernali, il cambio gomme è alle porte

Obbligo dal 15 novembre al 15 aprile

Il cambio o l'acquisto dei pneumatici invernali deve essere fatto per tempo con il proprio gommista in modo tale da rientrare sempre nei termini previsti dalle Ordinanze di legge vigenti sul territorio nazionale

Pneumatici invernali – L’estate è ormai alle spalle, l’autunno è appena iniziato e l’inverno sarà la stagione in cui ogni automobilista dovrà programmare la manutenzione dell’auto e predisporla ad affrontare l’inverno nel modo corretto. Il primo consiglio è quello di pensare al cambio o all’acquisto di un nuovo treno di pneumatici invernali, ampiamente diffusi ed ormai riconosciuti come primo elemento di sicurezza attiva, in accordo con il proprio gommista per rientrare nei tempi stabiliti dalle Ordinanze di legge.

Dato che una vettura su quattro è dotata del doppio treno di gomme uno studio del Politecnico di Torino ha dimostrato che tale scelta è sostenibile, ovvero non costituisce un aggravio di costi per l’automobilista. Anzi ci sarebbe un risparmio. L’alternanza tra pneumatici invernali ed estivi, che “riposano” così a stagioni alterne, permette di abbattere i costi di manutenzione, grazie anche al maggiore controllo ed al ripristino della corretta pressione di gonfiaggio, che ottimizza sia il consumo dei pneumatici stessi che quello relativo al carburante.

Le ordinanze avranno inizio il 15 novembre e termineranno il 15 aprile, o meglio il 15 ottobre e il 15 maggio, tolleranza necessaria per montare e smontare i pneumatici invernali in accordo con i tempi imposti delle Ordinanze di legge. E’ possibile montare pneumatici invernali (M+S) o pneumatici estivi, entrambi con le caratteristiche riportate nella carta di circolazione. Nel caso del mantenimento di quelli estivi bisogna avere necessariamente le catene a bordo, mentre se si opta di montare pneumatici invernali con codici di velocità inferiori a quanto indicato in carta di circolazione fino ad un minimo di “Q” (160 Km/h), sarà il rivenditore specializzato ad applicare una targhetta monitoria che indichi la velocità massima consentita.

I gommisti specializzati distribuiranno, a partire dalla fine del mese di settembre, un depliant informativo, stampabile anche dal sito www.pneumaticisottocontrollo.it, dove è stata creata un’apposita “Area ordinanze”, in cui è possibile scaricare le Ordinanze vigenti sul territorio italiano. Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, ha ribadito l’importanza di pensare con ampio anticipo alla sostituzione o all’acquisto dei pneumatici invernali, così da affrontare per tempo la stagione invernale nel rispetto delle Ordinanze. “E’ una buona regola che consentirà di evitare lunghe attese, di avere un servizio accurato e di ottimizzare la spesa in caso di nuovi acquisti”.

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5 commenti

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  1. SerGelius

    23 Settembre 2014 at 18:26

    Cazzate! Sono soltanto cazzate. Viaggiato per mezzo secolo, percorso circa tre milioni di km in ogni situazione e mai un incidente. Solo fortuna? Sarà…

  2. nik

    24 Settembre 2014 at 10:16

    Una gentile domanda per la redazione.
    Premessa: non sono un fanatico delle gomme termiche perché non ne vedo l’utilitá in caso di assenza di manto nevoso sulla strada.
    Ma purtroppo ci sono questi strani obblighi per periodi sempre più lunghi (manco vivessimo in Lapponia…), quindi devo capire come muovermi per non incappare in eventuali multe.
    Vivo a Torino e vorrei sapere se vige l’obbligo di gomme termiche sulla tangenziale, visto che Regione e Provincia sembra quasi tendano a fare disinformazione sulla questione, così da “pizzicare” qualcuno con le gomme non adeguate per poi multarlo e fare cassa. Voi sapete qualcosa per favore?

    Tornando più nel merito, ho provato le termiche in assenza di neve, trovo siano persino pericolose: fanno effetto “gelatina” e spesso nel periodo invernale le giornate non sono per nulla rigide, specialmente in pianura e nei fondi valle, dove spira vento di Phone con temperature spesso sopra i 10-15° se non di più. Perché allora costringere gli automobilisti alle gomme termiche? Non viene detto spesso la gli spazi di frenata si allungano terribilmente mettendo in pericolo la stabilitá del mezzo (provato).
    É assurdo costringere in Italia ad attrezzarsi di gomme termiche, io ci vedo solo un guadagno da parte delle compagnie produttrici di pneumatici, dell Stato tramite l’IVA sulla vendita e sui comuni grazie alle multe, non ultimo i gommisti che fanno affari d’oro.
    Perché non rendono omolagbilile calze termiche? Costano molto meno, sono utili in caso di neve (evento per altro sempre piu raro anche al nord), e permettono di evitare l’acquisto le gomme termiche, non tutti ne hanno l’esigenza.
    In Svezi per esempio é così, da noi in Italia come mai no? Che fine ha fatto l’Europa unita? La sfoggiano solo quando fa comodo.

    Tra l’alteo fateci caso: per invogliare la gente a munirsi di gomme termiche, spesso le case produttrici di gomme organizzano sit-in in luoghi improponibili come il passo dello Stelvio a 3000 metri di quota in pieno inverno… peccati che pochi utilizzano la vettura in quelle condizioni. Facciano vedere cosa succede in pianura, ad aprile in condizioni di bel tempo, quando le termiche sono ancora d’obbligo…

  3. Gianluca Mauriello

    24 Settembre 2014 at 12:51

    Ciao Nick, riguardo alla normativa vigente il Piemonte è un bel guaio in quanto quest’ultima varia da regione a regione, e spesso vige la confusione più assoluta, con le pubbliche amministrazioni e le forze dell’ordine stesse che riescono a capirne ben poco.
    Detto questo, l’unico luogo in cui mi sentirei sicuro di poter circolare senza gomme invernali e senza il rischio di incappare in una multa è la città, altrove, tangenziale compresa(anche senza che vi sia un regolamento a tal proposito), il rischio di vedersi appioppare una bella multa è tutt’altro che remoto.
    Permettimi però di non essere d’accordo sulla presunta “inutilità delle gomme invernali”. Se vivessi in Sicilia potrei capirti, ma stando in Piemonte come anche in Lombardia il loro apporto in termini di sicurezza è non indifferente. Numerosi test hanno dimostrato la loro maggior efficacia rispetto alle estive anche su asciutto con temperature inferiori agli 8 gradi, cosa che presumo in Piemonte si verifichi spesso in inverno. Per non parlare della efficacia enormemente maggiore in caso di pioggia, con spazi d’arresto che riescono anche a ridursi del 15-20%. Superfluo parlare di quando c’è la neve…
    Personalmente ho provato le invernali di un po’ tutti i costruttori, e ti posso dire che, tolta una minore rigidità della struttura rispetto ad un’estiva, non noto, alla guida, differenze tali da pregiudicare il piacere di guida stesso in modo esagerato. Certo, si sente un minimo di deriva in più della gomma, ma ti posso assicurare che anche in pista, se di buona marca, non sfigurano affatto.
    Non ti nascondo che se mia madre che vive proprio in Sicilia un giorno mi dovesse chiamare dicendo che ha montato delle invernali, non esiterei a dirle che ha bellamente buttato i soldi, ma parlando di Piemonte, Lombardia ecc, specialmente se ci si muove spesso fuoricittà la ritengo una spesa assolutamente giustificata, consigliabile, “quasi” o addirittura necessaria.

    Cordialmente, Gianluca

    Per qualsiasi risposta, a disposizione 🙂

  4. nik

    24 Settembre 2014 at 15:38

    Ciao Gianluca e grazie per la cortese risposta! 🙂

    Guarda, il tuo discorso è condivisibile per quello che concerne il Piemonte ma più in linea “teorica” che “pratica”.
    Dalle mie parti (abito all’imbocco di in una vallata alpina) non è raro durante l’inverno che ci siano giornate ventose dominate dal cosiddetto “Phone” un vento caldo provocato dallo scontro di correnti d’aria fredda presenti in alta quota e l’aria calda proveniente dal fondo valle e la pianura padana.
    Questo fenomeno climatico, molto frequente in queste zone, innesca temperature spesso molto alte anche in pieno inverno, comprese tra i 10 e i 15°, spesso anche di più, mentre magari altrove fa più freddo.
    Considera poi che la neve è ormai molto rara: nella zona collinare dove abito io (circa 400 slm), nevica si e no 3-4 giorni l’anno, peraltro poco.
    Per il resto della stagione invernale abbiamo pioggia alternata a sole, con temperature che scendono sotto zero solo la notte, mentre di giorno arriviamo tranquillamente a 10°.
    Ora mi chiedo: in assenza di neve e in una bella giornata di sole di febbraio, marzo, aprile o novembre, che senso hanno le termiche? Perchè costringere la gente ad attrezzarsi di pneumatici spesso costosi e (fammi dire) inutili per un tempo così lungo? Non siamo al Circolo Polare Artico!
    Sarebbe molto più sensato mantenere l’obbligo solo in caso di neve e/o in zone realmente fredde come i passi di montagna e i trafori alpini.
    Caro Gianluca, dalla mia esperienza posso dirti che sono pressochè superflui (in Piemonte, figuriamoci altrove…), ho provato e riprovato. Innanzitutto sul ghiaccio non è vero che reggono di più, anzi, si slitta che un piacere purtroppo. In assenza di neve sono pressochè superflui e con temperature superiori agli 8° hanno un decadimento prestazionale notevole (è stato ampiamente dimostrato ma le case tendono a non menzionarlo!). Prova in una giornata di aprile col sole a picco in pianura a frenare con le termiche, allunghi addirittura gli spazi di frenata e agevoli il decadimento del pneumatico stesso, il tutto accentuando il rollio della vettura in misura notevole.
    E allora, per concludere, perchè adeguarci al resto d’Europa (Svezia compresa) dove basta avere a bordo delle semplici calze termiche? la risposta è scontata: da noi non si fa per motivi di lucro, ci guadagna lo Stato, ci guadgano i commercianti, mentre diversamente molti non comprerebbero più le termiche se le leggi fossero come in altri paesi!
    Tieni presente poi che ormai il 90% delle vetture moderne non sono catenabili, e questo i fornitori di pneumatici lo sanno, costringendo ad attrezzarsi.
    Comunque, ho controllato poco fa per il Piemonte, per fortuna sembra che la tangenziale non sia interessata come anche molte statali.
    Cercherò di farmi una mappa con le strade percorribili…
    Grazie ancora per i consigli Gianluca, ma 4 termiche sono decisamente troppo costose!! 🙂

  5. Aldo

    19 Ottobre 2014 at 22:31

    Io in Sicilia ci abito e lavoro in un paese sui nebrodi alto 1200 mt slm: vi posso assicurare che le gomme termiche non servono solo sulla neve (Snow) ma sono utilissime pure (essenzialmente ) sul fango (Mod… M+S)…. per non parlare poi della pioggia: la tenuta di strada e gli spazi di frenata sono ridotti. E’ vgero che hanno un costo iniziale ma è anche vero che se trattate con rispetto e cben consorvate durano almento 4/5 stagioni. Poi a voi ogni altra decisione

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