Fiat-Chrysler, Marchionne rimane fino al 2018

Fiat-Chrysler, Marchionne rimane fino al 2018

Dopo l'addio. John Elkann cerca l'erede all'interno dell'azienda

Sergio Marchionne ha annunciato in un'intervista che dal 2018 non sarà più l'ad della FCA. Si scatena così il "toto-sostituto", anche se John Elkann ha assicurato che il suo erede arriverà dall'interno dell'azienda
Fiat-Chrysler, Marchionne rimane fino al 2018

Sergio Marchionne rimarrà amministratore delegato della FCA fino al 2018. Poi si dedicherà ad altri progetti. Non si tratta di un’indiscrezione, bensì di un annuncio fatto dallo stesso dirigente del Lingotto. La sensazione che Marchionne potesse non rimanere ancora a lungo alla guida del gruppo torinese (se ancora così si può chiamare) girava ormai da diverso tempo, ma ora c’è la certezza che prima mancava.

L’annuncio è arrivato attraverso un’intervista rilasciata a Businessweek, durante la quale il dirigente ha spiegato motivazioni e futuro del gruppo. Sostanzialmente, comunque, si parla di un addio maturato solamente al termine del piano quinquennale del gruppo, quindi come di qualcosa già in programma da tempo. Chi andrà, però, a sostituirlo? A rispondere a questa domanda ci ha pensato John Elkann, presidente del Lingotto, che ha confermato di «aver fiducia nella nostra panchina», ovvero di puntare a qualche figura professionale già formata all’interno di Fiat. Sono saltati quindi fuori i nomi di vari dirigenti, come Richard Tobin (CNH Industrial), Alfredo Altavilla (Chief Operating Officer per la regione EMEA di FCA), Mike Manley (Responsabile Jeep) e Cledorvino Belini (Responsabile Fiat Brasile). Nè John Elkann, né Marchionne, però, hanno dato indizi in merito.

Insieme alla questione Marchionne si è affrontato anche il discorso di un’eventuale vendita di FCA da parte della famiglia Agnelli, prontamente smentita dallo stesso Elkann, il quale però ha aperto ad una “diluizione della quota” nel caso ci fossero possibilità di rinforzare l’azienda attraverso future fusioni. «Siamo pronti a prendere parte al processo di consolidamento del settore auto dei prossimi cinque-dieci anni, se ha un senso», ha ribadito. Questo potrebbe avvenire anche con società non europee. «C’è la possibilità che nasca un costruttore più grande dell’attuale numero uno Toyota – ha concluso Marchionne – L’industria ne ha bisogno perché è ancora troppo frammentata rispetto al capitale da investire».

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