Mercato auto: ecco il Pacchetto Famiglie UNRAE per rilanciare il settore

Mercato auto: ecco il Pacchetto Famiglie UNRAE per rilanciare il settore

Detraibilità del 10% sulle auto nuove fino a 2.000 euro in 4 anni

L'UNRAE e il Censis hanno pubblicato un nuovo studio che analizza in profondità lo stato del mercato auto italiano, proponendo il nuovo Pacchetto Famiglie come nuova soluzione per incentivare l'acquisto di auto nuove da parte delle famiglie italiane
Mercato auto: ecco il Pacchetto Famiglie UNRAE per rilanciare il settore

UNRAE e Censis hanno presentato nella giornata di oggi i risultati della loro più recente ricerca sul mercato automobilistico italiano, nel tentativo di fare chiarezza sulle cause che hanno portato all’attuale crisi del settore. La ricerca si intitola “Gli italiani e l’auto: un rapporto da rilanciare su nuove basi”. Un approccio decisamente positivo per uno studio che, pur fotografando una situazione ancora piuttosto negativa (nonostante i recenti segnali di ripresa, seppur deboli), arriva a proporre una soluzione da sottoporre al Governo per riuscire ad incentivare in maniera ancora più efficace l’acquisto di una nuova auto da parte delle famiglie. Una soluzione proprio per questo chiamata “Pacchetto Famiglie”.

«Le famiglie vorrebbero cambiare l’auto. Dovrebbero cambiare l’auto. Ma non possono cambiare l’auto», è stato lo slogan d’apertura di Romano Valente, direttore generale dell’UNRAE. Sono tanti i fattori che, uniti alla “crisi” nel senso più generale del termine, hanno contribuito ad abbattere in maniera così sanguinosa le immatricolazioni delle auto. Vi è stato uno spostamento molto significativo verso il noleggio, soprattutto a lungo termine, ma anche altri elementi hanno giocato un ruolo fondamentale, soprattutto la grande differenza di trattamento fiscale di alcuni segmenti tra l’Italia e l’Europa e l’alta tassazione sia dei carburanti che delle vetture stesse (pensiamo, ad esempio, al famigerato superbollo). Tutto ciò ha portato ad un invecchiamento progressivo del parco macchine italiano, che ovviamente il mercato dell’usato non contribuisce ad arginare. Sono ancora moltissime le auto con più di 14 anni e motori sotto le norme Euro 2 a passare sulle strade italiane, ma la situazione economica e finanziaria degli italiani costringe a rimandare a data da destinarsi qualsiasi cambiamento della propria vettura. In generale l’età media delle nostre auto è di 9,2 anni , contro i 7,5 del 2006. Rispetto al 2007 le famiglie del nostro Paese hanno visto contrarre i loro consumi dell’8%, soprattutto quelli rivolti ai “beni durevoli”, ovvero quelli in grado di resistere per più tempo in assoluto. In altre parole quelli che “possono aspettare tempi migliori e non sono urgenti”. Inoltre i sempre più crescenti costi che comporta l’acquisto di una vettura ha fisicamente dato “il colpo di grazia” al settore.

Il ringiovanimento del parco auto non è importante solamente per un settore industriale che costituisce un’enorme fetta del lavoro del nostro Paese, ma ha immediati effetti benefici anche sull’ambiente e sulla sicurezza. Secondo i dati del Censis, infatti, i 10 milioni di veicoli più inquinanti del nostro paese produrrebbero ogni anno circa 22,5 milioni di tonnellate di CO2. Rinnovare queste vetture permetterebbe di abbassare l tutto di ben 12,2 milioni di tonnellate. Inoltre vi è anche come detto la variabile della sicurezza: grazie all’evoluzione dei sistemi sia attivi che passivi, si è arrivati al punto che il tasso di mortalità delle vetture con più di 11 anni sia ormai il triplo di quello delle vetture con meno di due anni.

Qual è quindi la soluzione? Massimo Nordio, presidente UNRAE, ha voluto riportare l’attenzione sul settore dell’auto privata, che alla fine è quello più importante della filiera. «Il Governo continua a sostenere settori specifici, tanto è vero che la lista delle spese detraibili è molto lunga. Tra quelle più importanti emerge il sostegno per le ristrutturazioni edilizie, pertanto: se la casa è un bene primario e la mobilità privata lo è altrettanto, per quale motivo questo non dovrebbe essere presa in considerazione?».

Per questo motivo l’UNRAE si sta già muovendo per portare all’attenzione del Governo, con la speranza di poterlo veder applicato nel quotidiano, il Pacchetto Famiglie. Questo prevede una detraibilità del 10% del costo di acquisto di un’auto nuova fino ad un massimo di 2.000 € in 4 anni. Secondo le previsioni questo dovrebbe anche incentivare l’acquisto di auto nuove con emissioni al di sotto dei 120 g/km e portare alla rottamazione un grandissimo numero di vetture inquinanti con motori Euro 0, 1 e 2. Tutti questi aspetti potrebbero diventare detraibili e questo avrà effetti benefici, secondo le previsioni UNRAE, sull’intera filiera. I dati presentati prevedono un aumento di 300.000 immatricolazioni in quattro anni. Inoltre ben 480.000 delle auto nuove vendute in questo periodo sarebbero soggette a speciali detrazioni. Per fare ciò sarebbe necessaria una copertura finanziaria da parte del governo di circa 64 milioni di euro, ma alla fine del ciclo l’UNRAE promette che lo stesso Stato arriverebbe ad un introito di 21,8 milioni. In generale la società prevede una diminuzione dei costi sociali dovuti ai sinistri di ben 77 milioni di euro e la rinnovata produttività dovrebbe portare all’assunzione di circa un migliaio di nuovi lavoratori nei settori della distribuzione e dell’assistenza al cliente. Anche l’ambiente ne gioverebbe, con un risparmio di 400.000 tonnellate di CO2 e di 2.900 di monossido di carbonio. Il tutto entro il 2018.

In definitiva un progetto molto ambizioso, che però deve ancora essere sottoposto alla valutazione del Governo. Nordio, però, si è dichiarato combattivo, nonostante negli ultimi anni non sia parso che l’amministrazione nazionale fosse molto ricettiva nei confronti delle proposte per il mercato auto. «Se non dovessimo riuscire a trovare l’elemento che possa far diventare realtà ciò che noi proponiamo, allora cercheremo di arrivare direttamente sul tavolo del Presidente del Consiglio».

Foto: Flickr

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