Ferrari 250 GTO: dopo il restauro, il battesimo di Fiorano [VIDEO]

Ferrari 250 GTO: dopo il restauro, il battesimo di Fiorano [VIDEO]

La vettura è stata riportata alla configurazione originaria del 1962

Questa Ferrari 250 GTO fu acquistata dallo svedese Ulf Norinder che, nel rispetto delle regolamentazioni vigenti, cambiò il rosso originale con i colori attuali, l’azzurro e giallo della Svezia
Ferrari 250 GTO: dopo il restauro, il battesimo di Fiorano [VIDEO]

Ferrari 250 GTO“Sono stato molto fortunato a riprendere questa Ferrari 250 GTO (telaio 3445GT) del 1962”. Lo ha scritto Marchettino, un appassionato d’auto italiano con la passione per le riprese, a margine di un video apparso sul suo canale Youtube, che immortala quella che viene considerata la “Ferrari per eccellenza” nella sua prima passeggiata a Fiorano due anni dopo l’incidente di cui fu protagonista durante i festeggiamenti per i 50 anni della leggendaria Gran Turismo Omologata.

Una delle padrone delle piste degli anni Sessanta, la Ferrari 250 GTO, dopo un lavoro di oltre due anni effettuato dal dipartimento Classic di Maranello e prima di tornare in America dal suo proprietario, ha voluto “sgranchirsi le ossa” sul circuito di Fiorano, in Emilia Romagna. La vettura è stata riportata alla configurazione di motore e carrozzeria originaria del 1962, quando venne consegnata a Luciano Conti, editore di Bologna. La sua prima gara, proprio con Conti al volante, fu la Bologna-Passo della Raticosa. La Ferrari 250 GTO ha un motore V12 a 60°, una cilindrata di 2953,21 cc, la trazione posteriore e un’accelerazione da 0 a 100 km/h pari a circa 6 secondi, con una velocità massima da 208 a 283 km/h a seconda del rapporto al ponte finale.

Questa Ferrari 250 GTO venne acquistata nel 1963 dallo svedese Ulf Norinder che, nel rispetto delle regolamentazioni vigenti, cambiò il rosso originale con i colori attuali, l’azzurro e giallo della Svezia. Norinder con lei vinse la Vastkustloppet, in Svezia, e fu secondo per due volte alla Targa Florio, l’ultima delle quali gareggiando con il numero 112 che ancora la contraddistingue. Passata di mano più volte, la vettura era stata affidata al dipartimento Classiche nel 2012 perché tornasse alle caratteristiche originarie.

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