Aumenti 2015, a soffrire più di tutti saranno gli automobilisti

Raffica di aumenti per chi usa l'auto

Aumenti 2015, a soffrire più di tutti saranno gli automobilisti

Aumenti 2015 – Gli aumenti nel 2015 penalizzeranno soprattutto gli automobilisti e le categorie professionali che quotidianamente utilizzano l’auto e i mezzi pesanti, come i tassisti, gli agenti di commercio o gli autotrasportatori.

Gli aumenti interesseranno tutti gli italiani, ma in particolar modo gli automobilisti, come l’aumento delle multe per violazione del codice della strada, le tasse automobilistiche dovute anche per gli autoveicoli e motoveicoli ultra ventennali di particolare interesse storico e collezionistico, e i pedaggi autostradali.

Sospiro di sollievo in extremis per quanto riguarda, invece, l’aumento delle accise per benzina e gasolio.

Dal 1° gennaio sono scattati gli aumenti sulle sanzioni in caso di violazione del codice della strada, l’aumento medio dei pedaggi autostradali fino all’1,5% e le tasse per le auto/moto storiche. È notizia, invece, di ieri che il Ministero dell’Economia ha smentito l’aumento delle accise sui carburanti. L’aumento del prezzo della benzina era contenuto nel decreto IMU del novembre 2013 e rappresentava una clausola di salvaguardia nel caso non fossero state rispettate le stime sui conti, come puntualmente si è verificato. Lo stop a quell’aumento automatico è arrivato, invece, grazie al decreto mille proroghe in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha provato a dare il suo rimedio alla dura prova a cui gli italiani si dovranno sottoporre nel corso del 2015. “Sebbene sia stato confermato il bonus Irpef per i redditi medio-bassi e le bollette di luce e gas siano destinate a subire una leggera flessione, nel 2015 i consumi delle famiglie continueranno a ristagnare, attestandosi, secondo le previsioni, attorno ad un modesto +0,6 per cento. Seppur in aumento rispetto agli ultimi anni, con questi livelli di crescita torneremo alla situazione pre-crisi solo fra 10-12 anni. Se vogliamo uscire da questa fase di depressione dobbiamo assolutamente rilanciare la domanda interna attraverso un ripresa degli investimenti, una riduzione del carico fiscale e un conseguente incremento degli impieghi a favore delle famiglie e delle piccole imprese. Le decisioni economiche prese in questi ultimi mesi vanno nella direzione giusta, ma sono ancora troppo timide. Con un tasso di disoccupazione che nel 2015 è destinato a sfiorare il 13 per cento non abbiamo alternative: dobbiamo ridare slancio ai consumi interni”.

Scopri le Offerte


    Trova l'auto giusta per te
    Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi che mi interessano ai sensi dell’Informativa Privacy
    Leggi altri articoli in Carburanti

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Articoli correlati