Benzina: il prezzo del greggio scende e i carburanti restano cari

Benzina: il prezzo del greggio scende e i carburanti restano cari

Le tariffe al distributore sono state tagliate soltanto del 14%

Benzina: il prezzo del greggio scende e i carburanti restano cari

Prezzi Benzina – La benzina resta troppo cara. L’affermazione non desterebbe perplessità fino a quando non viene associata al fatto che il prezzo del greggio al barile si sta riducendo drasticamente. Dall’1 gennaio 2014 il costo di un barile di petrolio è già calato del 53%, mentre le tariffe della benzina sono state tagliate soltanto del 14%. Secondo i dati di Nomisma Energia, in Italia benzina e gasolio costano circa 6 centesimi di troppo (5,9 e 6,1).

Secondo Moody’s l’industria petrolifera mondiale sta entrando in un 2015 “difficile” a causa del crollo del greggio. Se nel 2015 il petrolio resterà attorno ai 55 dollari al barile il calo dei ricavi colpirà l’utile dei gruppi produttori, riducendo i flussi di cassa da reinvestire, con un impatto a catena sulle aziende di servizi petroliferi. In Italia pesano le tante tasse che riducono l’effetto del crollo del prezzo del barile ed è, quindi, quasi impossibile arrivare ad un calo dei costi pari a quello del greggio, anche se i dati Nomisma indicano come il prezzo dei carburanti, comunque, non riesca a stare dietro al ribasso del costo del petrolio.

Secondo Federconsumatori e Adusbef gli italiani potrebbero risparmiare fino a 202 euro all’anno.
La consistente flessione del prezzo del petrolio, passato in un anno da 103 a 55 dollari al barile, pari a – 46%, ha avuto certamente effetto sui costi dei carburanti. Naturalmente non possiamo che prenderne atto, anche se riteniamo che la diminuzione sia avvenuta con lentezza esasperante e avremmo preferito che si verificasse con maggiore tempestività“, hanno evidenziato le due associazioni dei consumatori. Sempre secondo Federconsumatori e Adusbef, i costi dei prodotti che utilizzano le materie prime derivate dal petrolio rimangono del tutto inalterati, come lo sono i costi di trasporto su gomma, fattori importanti per determinare i prezzi dei beni. “Com’è noto, dalla raffinazione del greggio si ottiene la materia prima da cui derivano numerosi prodotti: plastiche, detergenti per la pulizia della casa o prodotti per la cura della persona, ed inoltre circa l’80% dei beni vengono trasportati su gomma. Quindi oltre a veder scendere i prezzi specifici di diesel e benzina, ci saremmo aspettati innanzitutto qualche variazione al ribasso anche per i prodotti che derivano dal petrolio, ma così, da una nostra rapida ricognizione nei vari centri di vendita, non è stato”, hanno dichiarato il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, e di Adusbef, Elio Lannutti.

Per “difendersi” da questa situazione Davide Tabarelli, presidente di Nomisma, ha spiegato che gli automobilisti dovrebbero tutelarsi scegliendo attentamente i distributori presso cui rifornirsi, dato che una volta i listini variavano entro un margine di dieci centesimi, mentre oggi il range è 40.

Stando attenti si può pagare 1,30 euro un litro di gasolio e 1,40 un litro di benzina, ma se non ci si bada si arriva a spendere 1.70 per il diesel e 1.80 per la verde. Certi distributori no-logo, di solito considerati i meno cari, fanno pagare di più. La garanzia del risparmio si ha nelle stazioni di servizio dei supermercati e quando le compagnie fanno delle promozioni”, conclude Tabarelli.

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