Truffe assicurative: per ottenere il risarcimento provocano la morte di un feto

Truffe assicurative: per ottenere il risarcimento provocano la morte di un feto

Sgominata una banda che simulava incidenti stradali

Truffe assicurative - A Cosenza una banda priva di scrupoli simulava falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni. Tra i vari risarcimenti ce ne sarebbe anche uno particolarmente elevato a causa della morte, provocata intenzionalmente, del feto di una donna coinvolta nella maxi-truffa che si aggirerebbe sui due milioni di euro.
Truffe assicurative: per ottenere il risarcimento provocano la morte di un feto

Fino a dove si può arrivare per ottenere un risarcimento non dovuto da parte dell’assicurazione per un falso incidente stradale? Domanda questa che non avrà minimamente sfiorato la “banda” senza scrupoli che è riuscita a ottenere, insieme a molti altri, un risarcimento particolarmente elevato attraverso la simulazione di un sinistro che ha coinvolto una donna incinta provocando, intenzionalmente secondo l’accusa, la morte del feto che portava in grembo.

Era tra la 24esima e la 28esima settimana di gestazione quando la donna che avrebbe simulato un incidente stradale ha soppresso il feto, nato vivo ma lasciato morire. Azione nella quale la donna avrebbe avuto il supporto di un medico e di altri due complici. Ora la donna e il medico sono accusati di infanticidio.

La vicenda e i capi d’accusa imputati sono venuti fuori grazie all’operazione, denominata “Medical market“, condotta in queste ore dalla Polizia e dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza. L’indagine sulle presunte truffe alle assicurazioni coinvolgerebbe 144 persone, secondo le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, per una serie di raggiri alle assicurazioni che ammonterebbe a due milioni di euro. Per gli indagati diversi i capi d’imputazione che vanno dall’omicidio volontario alla corruzione, dal peculato alla frode e truffa ai danni dello Stato.

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