Toyota Aygo, prova su strada 2015

Siete incerti? Mettete la “X” sulla Aygo!

Delle tre sorelle è quella che osa di più nel look, dentro è moderna e giovanile, con finiture e dotazioni di livello per il suo segmento, mentre la meccanica convince al 100%, con un bel 3 cilindri mille abbinabile al cambio sequenziale MMT con paddle al volante

Toyota Aygo – Dopo un primo contatto lo scorso anno, ecco la nostra prova su strada approfondita della city car nipponica, che conferma le prime impressioni, meritando una promozione a pieni voti. Il VVT-i 3 cilindri mille da 69 cavalli fa egregiamente il suo lavoro, lo spazio e la qualità della vita a bordo sono davvero elevati per un’auto di questo segmento. L’abbiamo trovata moderna e con una dotazione tecnologica che la rende molto appetibile. Incuriosisce per quella vistosa “X” sul muso, convince nell’utilizzo quotidiano. Ottimo il cambio robotizzato grazie al quale viene meno il pedale della frizione, rendendola perfetta per il caotico traffico cittadino.

Design e Interni:

Rating: ★★★★½ 

Personalizzabile e con personalità da vendere anche oltre l’”X Factor”
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In un contesto di auto fin troppo anonime e simili l’una all’altra, Toyota con la nuova Aygo ha voluto osare. Per creare la “X” che tanto contraddistingue la piccola giapponese, nella parte bassa del frontale sono state disegnate due linee che si incrociano al centro, dove il logo della casa diventa protagonista assoluto, proseguendo poi nella parte superiore, con i gruppi ottici allungati che ne diventano parte e non termine, perché una sottile fascia nera taglia i montanti frontali proseguendo virtualmente sulla fiancata. Le combinazioni di colori a disposizione sono praticamente infinite. Oltre al colore della carrozzeria anche la “X” (lettera di gran moda in campo automobilistico in questo momento), il tetto ed altri inserti nella parte bassa del paraurti e delle fiancate possono essere personalizzati in con colorazioni specifiche. Potendo scegliere la “X” sulla calandra in contrasto o in tinta con il resto della carrozzeria le si cambia radicalmente il carattere. Può essere sobria in tinta unita, oppure sbarazzina ed irriverente con abbinamenti che osino di più. In ogni caso delle 3, ricordiamo che la Aygo è “figlia” di un progetto in collaborazione con Peugeot e Citröen, resta la più originale, con un passo in avanti enorme in termini di carattere e personalità rispetto alla “vecchia” Aygo. Di certo se la prima segmento A di casa Toyota era forse un po’ anonima, questo rischio con la nuova non lo si corre affatto. A qualcuno potrà invece sembrare troppo sfacciata, ma basta giocare con gli abbinamenti per renderla più sobria. La fiancata lo è di sicuro, con linee pulite ed il profilo della “X” frontale che si allarga e forma un tutt’uno con i finestrini. Nella parte posteriore questa linea si stringe nuovamente e crea uno stacco netto con i fanali posteriori, che si sviluppano in altezza quanto l’interno lunotto posteriore, di colore nero. Disponibile in versione 3 e 5 porte, la Aygo ha ingombri ridotti con una lunghezza di 346 Cm, di cui ben 234 di passo, con sbalzi minimi a favorire l’abitabilità interna. Cresce leggermente la lunghezza rispetto alla “vecchia” Aygo, contemporaneamente ad una lieve riduzione di altezza, migliora così il coefficiente di penetrazione. Qualcuno potrò pensare che questo non sia fondamentale per una city car, ma ad andatura autostradale è un gran vantaggio in termini di silenziosità ed efficienza, quindi di consumi.

Interni: Modernità e personalità anche a bordo
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Dentro la Aygo si rinnova almeno quanto fuori. Una plancia moderna, con comandi caratterizzati da una ottima ergonomia, tutto semplice e con il sistema X-Touch, di serie già dalla versione media X-Play, a dare un look molto moderno all’abitacolo, ma soprattutto un livello tecnologico al top nella categoria. Il sistema di infotaiment dell’auto in prova ha praticamente tutto ciò che si può chiedere ad un’auto, quantomeno ad una city car. Un ampio touchscreen da 7”, semplice ed intuitivo da utilizzare, per scoprire che oltre al navigatore trova posto anche il MirrorLink, attraverso il quale sfruttare il proprio smartphone replicandone le funzioni sul grosso display della vettura. Il quadro strumenti è essenziale ma ben curato, con il tachimetro circolare ad occuparne quasi l’intera dimensione, al centro del quale un display riporta i principali dati vettura. Sui lati del grosso strumento troviamo invece due stretti elementi verticali. A sinistra il contagiri, sulla destra le spie più importanti. Il volante è arricchito da alcuni comodi comandi e da inserti il plastica lucida, peraltro di ottima fattura, che ritroviamo anche intorno al guidatore in tutto l’abitacolo, dalle porte alla console. Tutto risulta semplice ed al posto giusto, fin dai primi metri alla guida, a testimonianza dell’ottima ergonomia della Aygo. Manca, se le vogliamo trovare un difetto, l’automatismo sul controllo dei finestrini elettrici, che hanno invece pulsanti standard. Buona l’abitabilità a bordo, la posizione di guida, in particolare, si trova facilmente e, opinione personale, non è forzatamente alta come sempre più spesso ci capita di vedere. Omologata per 4, i posti dietro non sono nemmeno troppo sacrificati, lo spazio è sufficiente e le 5 porte rendono l’accesso ottimale. Quanto al bagagliaio sono 168 i litri di capienza, con un interessante sviluppo verticale che consente di stivare comodamente oggetti piuttosto ingombranti, come un trolley, anche se le dimensioni in assoluto non sono generose. Rapportato al segmento di appartenenza è un ottimo bagagliaio, che può aumentare la sua capacità grazie alle due maniglie in tessuto con cui si sbloccano per abbaterle le due porzioni dello schienale dei sedili posteriori.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★☆ 

Maneggevole in città, sorprendentemente comoda anche nei viaggi più lunghi
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Ciò che convince maggiormente della Aygo è la prontezza e la praticità dell’auto, in ogni contesto. Si guida bene in città, ma non solo. Grazie alle dimensioni esterne contenute è comoda nella guida urbana, sempre però con la possibilità di trasportare 4 persone a differenza di alcune concorenti. L’assenza della frizione nella versione da noi provata, con cambio robotizzato X-Shift, dotato anche di paddle al volante, rende l’esperienza di guida tra le migliori quando ci si muove nel lento traffico con continue frenate e ripartenze. Il peso contenuto in soli 860 Kg le consente una vivacità sorprendente. Quando abbiamo deciso di muoverci verso Como, per testare l’auto al di fuori della caotica Milano, abbiamo poi scoperto delle doti che da una city car difficilmente ti aspetti. Il telaio è rigido quanto basta per garantire una tenuta di strada più che adeguata in curva e, anche ad andature sostenute, la Aygo resta sempre ben piantata a terra. Il comfort e la silenziosità sono molto buoni anche ad andature autostradali, in questo sono stati fatti enormi passi avanti rispetto alla serie precedente. Pronti i freni, anche se messi sotto torchio svelano spazi di arresto al limite non tra i migliori, a convincere è invece lo sterzo. Mai pesante nelle manovre, ma rispetto alle previsioni è molto più preciso e capace di offrire un ottimo feeling quando si guida tra le curve. La telecamera posteriore, anche se le dimensioni della Aygo sono contenute, rende tutto più facile nelle manovre in fase di parcheggio. Insomma, perfetta per la città, ma anche auto completa con cui intraprendere un viaggio lungo senza il minimo patema d’animo.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★☆ 

Fa egregiamente il suo mestiere, ottimo l’opzionale cambio robotizzato
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Il motore è il conosciuto 3 cilindri 1000 VVT-i, ulteriormente affinato, che sulla nuova Aygo eroga 69 cavalli e 95 Nm di coppia massima a 4.300 giri. Silenzioso ai bassi regimi, è sufficientemente pronto e permette una guida piuttosto briosa. Al salire di giri “frulla” come quasi tutti i 3 cilindri. Sarà perché in questo ha fatto da apripista già dalla sua prima apparizione, però ogni volta che guidiamo un “3” il pensiero va alla Smart. Citiamo proprio quest’auto, che recentemente ha rinunciato ad un dettaglio che la contraddistingueva, che ritroviamo invece sulla Aygo della nostra prova. Quel cambio robotizzato, Toyota lo chiama MMT o X-Shift, per l’occasione dotato anche di sportivi paddle al volante. Si tratta di un 5 marce robotizzato molto comodo (costa 550 euro in più del manuale). Non è un fulmine di guerra, ma su una city car non è certo la sportività che si va a cercare, lo dimostra il confronto sullo 0-100, dove il manuale spunta un risultato migliore. Alcune caratteristiche sportive però le ha, ad esempio non passa da solo alla marcia superiore se usato in manuale, come non si usa quasi più nemmeno sulle auto più cattive, mentre in scalata effettua la classica doppietta, alzando preventivamente il regime del motore, preparando l’innesto perfetto del rapporto. Dettagli a parte, l’assenza della frizione è un plus decisivo in città. A volergli trovare un difetto i 5 rapporti son pochini e si finisce per dover tirare le marce per non trovarsi troppo sotto coppia dopo la cambiata. In particolar modo questo vale nei seconda / terza, dove la tanta differenza tra i due rapporti rende più evidente questa piccola pecca. A risentirne sono la silenziosità, ma soprattutto i consumi. Comodo invece il gradino finale nella corsa del pedale dell’acceleratore, che consente di effettuare il kick down in caso serva riprendere più rapidamente. I 160 Km/h della velocità massima sono sintomatici di un livello più che adeguato delle prestazioni dell’auto.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★★½ 

Con la promo lancio parte da poco più di 10 mila euro
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Il listino della Aygo 3 porte parte da 11.350, 500 euro in più per la più versatile 5 porte, mentre per l’esemplare della nostra prova, dotato di cambio robotizzato MMT (+550 euro), navigatore (+450), sistema keyless (+350) e numerosi altri accessori, il prezzo lievita non di poco. Fino al 28 febbraio potete però approfittare della promozione per il lancio della nuova Aygo, che in versione X-Play viene offerta a 10.250 (la 3 porte) e 10.750 euro (per la 5 porte) con un risparmio dal prezzo di listino di ben 1.850 euro. In generale vale la regola che conviene scegliere l’allestimento giusto tra i tre disponibili, piuttosto che attingere alla lista degli optional, perché altrimenti il conto si fa più salato. Quanto ai consumi Toyota dichiara un dato medio di 4,1 l/100 Km, che scendono a 3,8 con lo Strt&Stop. A noi non è andata così bene nel nostro test, ma a dir la verità non abbiamo tenuto una condotta di guida così attenta ai consumi. Diciamo che arrivare nell’intorno dei 18-20 con un litro è relativamente semplice, per andare oltre bisogna stare davvero molto leggeri con il piede destro. In autostrada invece, a 130 si fanno circa 15 con un litro.

In conclusione
Una ottima city car, ancor meglio se la scegliete con il robotizzato X-Shift, pratica e scattante, con un aspetto di gran carattere, per nulla anonima, ma nemmeno troppo giocattolo per persone che siano negli “anta”, che non si devono vergognare come se avessero rubato l’auto al proprio figlio. Non disdegna la gita fuori porta e vi coccola con comfort e dotazioni al top nel suo segmento.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Personale, moderna e personalizzabile, ottima dotazione, motore azzeccatoLe manca la sesta

Toyota Aygo: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Ripresa:★★★★☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★★☆ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★½ 
Qualità/Prezzo:★★★★½ 
Design:★★★★½ 
Consumi:★★★★☆ 

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