Sicurezza stradale: a Napoli arriva “Bukaman”

Sicurezza stradale: a Napoli arriva “Bukaman”

Alfredo di Domenico gira per la città in cerca di buche, per denunciare la scarsa manutenzione stradale

Napoletano doc e infermiere di professione, dopo un incidente in motorino occorso alla figlia, l'uomo ha deciso di immortalarsi davanti alle buche di Napoli per sensibilizzare le autorità e richiedere il tempestivo intervento per la messa in sicurezza delle strade
Sicurezza stradale: a Napoli arriva “Bukaman”

Le buche sono da sempre sinonimo di incidenti, talvolta anche gravi, e purtroppo le strade italiane non sono estranee a questo pericoloso fenomeno. Al dissesto stradale spesso e volentieri non corrisponde una tempestiva e corretta manutenzione da parte di chi dovrebbe mantenere sotto controllo lo stato della rete; ci sono buche che rimangono aperte per mesi, fino a quando qualcuno non ci lascia l’osso del collo, finendoci dentro magari con il motorino.

Da oggi però gli automobilisti hanno un nuovo paladino della sicurezza, pronto a puntare il dito sugli squarci che spesso e volentieri costellano le carreggiate, rappresentando un serio pericolo per tutti coloro che si trovano alla guida di un mezzo – motorizzato o non – nelle giungle metropolitane. Non si tratta dell’ultima figura professionale istituita dai comuni per rimettere in sesto le strade ma di una sorta di “supereroe” dell’asfalto: Bukaman. Al secolo Alfredo Di Domenico, napoletano doc che con tanto di divisa personalizzata ha deciso di andare a caccia di buche e fotografarcisi dentro, per porre l’attenzione sul degrado stradale.

La decisione di richiamare l’attenzione in modo ironico su un problema molto serio, nasce in realtà da un episodio che ha coinvolto direttamente Di Domenico. Una sera ha ricevuto una telefonata, che ha fatto scattare in lui il desiderio di denuncia contro chi dovrebbe occuparsi della manutenzione della nostre strade. La figlia era stata ricoverata in ospedale dopo essere caduta dal motorino a causa di una “buca killer”, come le definisce Bukaman. Per fortuna la ragazza se l’è cavata con una frattura al braccio ma quello “fu l’episodio scatenante”, come racconta ora Alfredo.

“Quella sera mi dissi che dovevo fare qualcosa e poi io sono un infermiere. Al pronto soccorso arrivano decine di ragazzi che cadono dai motorini a causa delle buche riportando conseguenze gravissime“. Da quel giorno, per Di Domenico “smascherare” le buche è diventata una missione, con tanto di armi del mestiere – macchina fotografica e taccuino – per documentare il proprio lavoro. Quando non è impegnato a salvare vite umane, cerca di prevenire gli incidenti perlustrando le strade di Napoli, segnalandone le buche più rischiose.

Il lavoro di Bukaman potrà far sorridere in più ma da quando è cominciato ci sono già state 479 segnalazioni a vigili urbani, vigili del fuoco, assessorati, presidente di regione, protezione civile e ministri. “Mi fermo solo quando finalmente prendono in carico la denuncia e intervengono”, ha dichiarato il campione di insistenza, che grazie alla sua crescente popolarità ora ha anche trovato degli aiutanti: sono gli stessi cittadini infatti a fornirgli una lista delle buche sulle quali intervenire.

Spesso si tratta di vere e proprie voragini, che possono contenere un’auto e inghiottire interi pezzi della carreggiata. Inutile elencare le gravi conseguenze che potrebbero innescarsi se qualcuno dovesse finirci dentro. “La cosa davvero sconfortante è che a volte restano così per mesi”, denuncia Di Domenico. E non parliamo di zone degradate della città di Napoli ma di strade in pieno centro storico, in prossimità del pronto soccorso o addirittura di fronte a villa Rosebery, la dimora partenopea del presidente della repubblica Sergio Mattarella. Poco importa se il comune ha varato un pronto intervento stradale per mettere in sicurezza l’85% delle strade entro il primo semestre 2016; la situazione è ancora decisamente disastrosa.

Aggirandosi per le vie del capoluogo campano, ciò che stupisce maggiormente è la superficialità con cui vengono delimitate le zone di pericolo intorno alle buche. Gli esempi non mancano e si riferiscono ad alcune tra le strade più belle di Napoli. Lungo la panoramica di via Nevio, che regala una spettacolare vista sul golfo, nel centro si trova un bidone della spazzatura ricoperto da un nastro catarifrangente per indicare un cedimento.

Vicino al Maschio Angioino, lo storico castello medievale e rinascimentale simbolo di Napoli, una lattina di olio di semi spunta da una buca. A pochi metri da una voragine emergono le ante di un vecchio mobile abbandonato. Gli abitanti della zona hanno pensato di “mettere in sicurezza” la buca improvvisandosi artisti.

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