WP_Post Object ( [ID] => 122263 [post_author] => 40 [post_date] => 2015-03-21 17:36:48 [post_date_gmt] => 2015-03-21 16:36:48 [post_content] => Alfa Romeo 33 TT/12 – Gli scatti fotografici hanno accarezzato questa Alfa Romeo 33 TT/12 come facevano un tempo. Un tempo che non si è mai fermato nelle menti dei piloti che l'hanno guidata, e neanche negli occhi di chi l'ha vista vincere davanti a tutto, davanti a tutti. Anche a Milano AutoClassica 2015, semplicemente osservandola, si percepisce l'essenza delle corse da cuore in gola. Una sensazione straniante. Silenziosa e scultorea, le sue forme continuano ad affascinare ancora gli sguardi dei visitatori e a far sorgere quasi sempre la stessa domanda guardando l'abitacolo: “Ma come facevano a guidare in quella posizione?” Sembra ricordare un'astronave planata da un remoto passato, o una specie di sottomarino, per chi dal periscopio tenta di incrociare lo specchio retrovisore che svetta solitario sul cofano anteriore. Il muso, spiovente e schiacciato al suolo, testimonia la grade ricerca aerodinamica veicolata alla massima efficienza. Concetto ribadito dal posteriore alto, che si congiunge in modo morbido e progressivo alla zona anteriore. L'aerodinamica è arricchita da diverse aperture sopra le ruote e in altre zone del prototipo, compresa quella del periscopio, e da elementi come il possente alettone posteriore. A valorizzare in quel periodo questa particolare Sport, poi, anche un innovativo telaio tubolare. Mentre, al centro del progetto del leggendario ingegnere Carlo Chiti figura il possente motore boxer V12 da circa 3.0 litri. Propulsore in grado di garantire una potenza di 500 cavalli, rapportata a un peso complessivo di 670 Kg. In base a questi dati, si suppone che la 33 TT/12 potesse raggiungere una velocità massima di 320 km/h. Sulla carrozzeria è ancora presente il nome di Arturo Merzario, uno dei piloti protagonisti del Campionato del Mondo Marche conquistato nel 1975. Assieme al fuoriclasse lombardo anche altri piedi pesanti come Vittorio Brambilla, Jochen Mass, Henri Pescarolo, Jacques Laffite, Derek Bell. Uomini che hanno posto la loro firma su tanti circuiti di livello internazionale, combattendo, sfidando il vento ed esultando con il Quadrifoglio sempre a vista. Il simbolo, il talismano, lo scacciapensieri sempre presente, che dal remoto 1923, dalla vettura dello storico pilota Ugo Sivocci, ha continuato ad essere un elemento distintivo di successo per il Biscione. [post_title] => Alfa Romeo 33 TT/12 protagonista a Milano AutoClassica 2015 [FOTO LIVE] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => alfa-romeo-33-tt12-protagonista-a-milano-autoclassica-2015-foto-live [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-03-21 17:36:48 [post_modified_gmt] => 2015-03-21 16:36:48 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=122263 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Alfa Romeo 33 TT/12 protagonista a Milano AutoClassica 2015 [FOTO LIVE]

Sport Prototipo dalla storia vincente

Nello spazio Alfa Romeo della rassegna Milano AutoClassica 2015 spicca la 33 TT/12, che ha conquistato il Mondiale Marche nel lontano 1975

Alfa Romeo 33 TT/12 – Gli scatti fotografici hanno accarezzato questa Alfa Romeo 33 TT/12 come facevano un tempo. Un tempo che non si è mai fermato nelle menti dei piloti che l’hanno guidata, e neanche negli occhi di chi l’ha vista vincere davanti a tutto, davanti a tutti. Anche a Milano AutoClassica 2015, semplicemente osservandola, si percepisce l’essenza delle corse da cuore in gola. Una sensazione straniante.

Silenziosa e scultorea, le sue forme continuano ad affascinare ancora gli sguardi dei visitatori e a far sorgere quasi sempre la stessa domanda guardando l’abitacolo: “Ma come facevano a guidare in quella posizione?” Sembra ricordare un’astronave planata da un remoto passato, o una specie di sottomarino, per chi dal periscopio tenta di incrociare lo specchio retrovisore che svetta solitario sul cofano anteriore. Il muso, spiovente e schiacciato al suolo, testimonia la grade ricerca aerodinamica veicolata alla massima efficienza. Concetto ribadito dal posteriore alto, che si congiunge in modo morbido e progressivo alla zona anteriore. L’aerodinamica è arricchita da diverse aperture sopra le ruote e in altre zone del prototipo, compresa quella del periscopio, e da elementi come il possente alettone posteriore. A valorizzare in quel periodo questa particolare Sport, poi, anche un innovativo telaio tubolare. Mentre, al centro del progetto del leggendario ingegnere Carlo Chiti figura il possente motore boxer V12 da circa 3.0 litri. Propulsore in grado di garantire una potenza di 500 cavalli, rapportata a un peso complessivo di 670 Kg. In base a questi dati, si suppone che la 33 TT/12 potesse raggiungere una velocità massima di 320 km/h.

Sulla carrozzeria è ancora presente il nome di Arturo Merzario, uno dei piloti protagonisti del Campionato del Mondo Marche conquistato nel 1975. Assieme al fuoriclasse lombardo anche altri piedi pesanti come Vittorio Brambilla, Jochen Mass, Henri Pescarolo, Jacques Laffite, Derek Bell. Uomini che hanno posto la loro firma su tanti circuiti di livello internazionale, combattendo, sfidando il vento ed esultando con il Quadrifoglio sempre a vista. Il simbolo, il talismano, lo scacciapensieri sempre presente, che dal remoto 1923, dalla vettura dello storico pilota Ugo Sivocci, ha continuato ad essere un elemento distintivo di successo per il Biscione.

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