Pirelli Supplier Award 2015: La parola al responsabile dipartimento acquisti Staccoli

Pirelli Supplier Award 2015: La parola al responsabile dipartimento acquisti Staccoli

Lo abbiamo incontrato sulla pista di Vizzola Ticino

Pirelli Supplier Award 2015: La parola al responsabile dipartimento acquisti Staccoli

In occasione dell’evento sulla pista Pirelli di Vizzola Ticino dove due grandi nomi dell’automobilismo come Robert Kubica e Paolo Andreucci hanno permesso ai vincitori del Supplier Award, e ad alcuni giornalisti di provare l’ebrezza di un giro sulla Ferrari e sulla Peugeot 208 T16 da rally, abbiamo incontrato il responsabile dipartimento acquisti del brand di pneumatici milanese Luigi Staccoli che ci ha parlato delle motivazioni che hanno portato alla nascita del premio e degli obiettivi futuri dell’azienda.

“L’idea è nata quattro anni fa quando abbiamo capito di dover modificare il rapporto con i fornitori. Rappresentando un input fondamentale, abbiamo optato per una collaborazione più stretta con loro, il che ha in effetti portato a dei miglioramenti – ha spiegato – Ad esempio sotto le linee guida di innovazione, sviluppo congiunto e qualità, grazie a questa sinergia, ci sono stati evidenti benefici in efficienza e rapidità di rilascio”.

“Ultimamente stiamo spingendo molto anche sulla tematica della sostenibilità per cui spediamo dai 30.000 ai 70.000 euro annui in audit. Ogni gruppo che si unisce a noi sa di dover rispettare dei parametri interni ed internazionali se non vuole essere estromessa – ha aggiunto – Infatti per l’occasione abbiamo voluto dare un riconoscimento alla Kirana Megatara, compagnia produttrice di gomma naturale”.

“Grande attenzione la dedichiamo pure al feedback del cliente – ha proseguito – La gente è sempre alla ricerca della novità e noi puntiamo ad accontentarla stando attenti ai materiali, ai processi e al prodotto di livello, ecco perché siamo al top per quanto concerne la gamma Premium”.

Poi a proposito dei target sul breve periodo il manager ha specificato: “Innanzitutto vorremmo ridurre la frammentazione visto che ora abbiamo ben 11.300 partner, rendere più stretto il rapporto con chi ci somiglia e condivide i nostri core value, permettendogli pure di espandersi nel mondo e magari aumentare la conoscenza del pneumatico del consumatore medio”.

Infine sull’influenza dei mercati emergenti ha concluso: “Cina e Messico sono centrali e siamo fortemente presenti in Brasile, dove abbiamo il 35% della produzione. D’altronde oggi le richieste sono più sofisticate, tuttavia a giocare a nostro favore è la forte presenza in zone importanti come la Germania, per cui quell’esperienza potrà certamente tornarci utile”.

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