Ecorally 2015: l’avventura di Motorionline e della Lancia Ypsilon 30th Anniversary Natural Power

Più di 500 km da San Marino al Vaticano, cronometro alla mano

È quasi passata una settimana dal debutto della squadra Motorionline all'Ecorally San Marino-Città del Vaticano. A bordo della nostra piccola Lancia Ypsilon 30th Anniversary Natural Power ci siamo levati qualche bella soddisfazione e torniamo a casa convinti di poter migliorare ancora. Non mancheremo di certo all'edizione 2016. Nel frattempo, questa è la nostra storia, a metà tra la sfida e il viaggio, con molta concentrazione e anche qualche risata. Buona lettura!

Ecorally 2015 – Lo confesso: trattandosi di una gara di regolarità, alla guida di auto ecologiche, mi aspettavo che sarebbe stata una passeggiata. Ma non è stato affatto così. Ben 544 km di percorso, da fare quasi tutti d’un fiato, su stradine che erano tra le più tortuose delle campagne dell’Emilia, della Toscana e del Lazio. Il primo giorno, giusto per rendere l’idea, siamo stati in auto dalle 7:30 di mattina fino alle 21:00 di sera, con due sole interruzioni, di un quarto d’ora la prima e di mezz’ora la seconda. Per il resto del tempo tutta guida e prove cronometrate, con il nostro “stoico” direttore Lorenzo V.E. Bellini, nelle vesti di navigatore, che ha avuto a che fare con un road-book che sembrava quasi un tomo dell’enciclopedia Treccani per quanto era grosso. Ma non solo: oltre a guardare il road-book doveva anche tenere d’occhio cronometro e distanze, per evitare di arrivare in ritardo alle prove cronometrate o ai controlli orari, il tutto evitando possibilmente di perderci. Ad accompagnarci in questo nostro primo Ecorally, una Lancia Ypsilon 30th Anniversary alimentata a metano.

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Cos’è Ecorally

Organizzato dalla San Marino Racing Organization, l’Ecorally San Marino – Città del Vaticano, giunto alla sua 10ª edizione, ed il 7° Ecorally Press, sono delle competizioni di regolarità dedicate alla mobilità ecologica, che cercano di dimostrare e di portare il messaggio che inquinare poco è possibile e che le vetture ad energia alternativa sono altrettanto efficienti ed utilizzabili come le normali vetture alimentate a benzina o gasolio. La competizione, infatti, è riservata alle sole vetture ibride, elettriche, gpl o a metano, ed è valevole per la Coppa FIA Energie Alternative. La competizione, avendo validità per il campionato mondiale FIA (per chi non lo sapesse, la stessa federazione che organizza la Formula 1), ha importanza e rilievo internazionali, tanto che numerosi sono gli equipaggi stranieri.

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Capire cosa fare

Per me e per il nostro Direttore si trattava praticamente del debutto assoluto in una competizione di questo tipo. Le prime due prove, infatti, dove abbiamo raccolto quasi 3000 penalità, sono lì a dimostrarlo. Armati di buona volontà ci presentiamo alla cerimonia di partenza a Piazza Libertà di San Marino, dove prenderà il via la competizione. I primi equipaggi, quelli che partecipano al mondiale, hanno a bordo strumentazioni, cronometri, antenne gps ed aggeggi mai visti per potere rispettare al millesimo i passaggi sul pressostato e le velocità medie imposte. Noi, dal canto nostro, avevamo provato a scaricare un’app per iPad, che puntualmente non siamo riusciti a capire come funzionava (forse per incompetenza nostra, o più probabilmente per la totale assenza di istruzioni e per una facilità d’uso pari al dover risolvere una equazione logaritmica dopo anni in cui non fai neanche una addizione o una divisione in colonna). Ed allora via con il cronometro dell’iPad e l’orologio da polso del Direttore: saranno questi i nostri strumenti di gara. Pronti via, arriviamo al primo tratto cronometrato in cui bisogna mantenere una velocità media imposta. Peccato che ben poco avevamo capito di come si svolgesse la prova. Pensavamo di dover fare l’intero percorso, dal pressostato di uscita a quello d’ingresso, alla velocità media indicata. Ecco che allora, la sera prima, abbiam fatto notte a calcolare quanto tempo fosse necessario impiegare per percorrere da A a B in modo tale che la velocità media risultasse quella indicata. Pensavamo di esser dei geni, fieri dei nostri calcoli protrattisi fino a tarda notte, ma in realtà non avevamo capito nulla. Sulla base delle nostre convinzioni, infatti, avevamo elaborato la strategia di andar “forte” il primo tratto, per poi rallentare nel secondo, di modo da tagliare il pressostato d’uscita al tempo che ci eravamo calcolati. Peccato che, in realtà, la prova consisteva in qualcosa di diverso: all’interno del tratto indicato (e soltanto per alcuni chilometri), venivano piazzate due fotocellule nascoste che calcolavano la velocità media tenuta nel tratto stesso, indipendentemente dall’orario d’ingresso e di uscita. I nostri calcoli, dunque, erano tutti inutili, e la brillante idea di fare il primo tratto velocemente ci ha portato a completare il percorso con oltre un minuto di anticipo rispetto al dovuto, con una velocità media enormemente superiore a quella iposta. Capiti soltanto ex post l’errore e le modalità con cui andava affrontata la prova, non ci siamo persi d’animo e abbiamo cercato di rimediare. Ed effettivamente, nelle prove successive, utilizzando “avanzatissimi” sistemi di rilevazione della velocità media, come il computer di bordo della nostra Lancia Ypsilon e l’iPhone del direttore, siamo riusciti a fare delle prove quantomeno dignitose.

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Sui pressostati ci sentiamo dei campioni

Tutt’altra vita, invece, sulle prove a pressostato dell’ultima parte di giornata e della mattina del secondo giorno di gara. In questo caso, infatti, non bisognava percorrere un tratto alla velocità media imposta, ma passare sui tubi a pressostato al momento indicato. Giusto per spiegare la cosa a chi non ha mai fatto una gara di regolarità, nella prima prova, ad esempio, bisognava passare con la ruota anteriore sul primo pressostato dopo 2 ore e 10 minuti di gara, e sul secondo pressostato, posizionato a 30 metri di distanza, a 2 ore 10 minuti e 6 secondi. Sembra facile, ma non lo è affatto, specialmente considerando che il tempo viene rilevato al millesimo di secondo. Proprio sui pressostati io e il direttore ci esaltiamo, mettendo a segno passaggi con appena 0,07 centesimi di penalità, ovvero una prestazione a livello dei primi equipaggi che competono per il mondiale. Questo ci consente di risalire la classifica, tirandoci fuori dalle retrovie. A fine gara risaliamo fino ad rispettabilissimo 18° posto, con 4195 penalità. Trattandosi della prima volta, non possiamo che essere contenti, anche perché, togliendo le 3000 penalità accumulate nelle prime due prove in cui “non avevamo capito cosa fare”, ci saremmo piazzati non troppo lontani dalla top ten occupata da veterani della regolarità.

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La piccola Lancia Ypsilon

La nostra fedele compagna di questo viaggio, che si è concluso in Vaticano con l’Angelus di Papa Francesco, è stata la piccola Lancia Ypsilon 30th Anniversary, un allestimento speciale per celebrare la lunga vita di successo del modello che ormai, quasi da solo, mantiene in vita la storia e la gloria del marchio Lancia. La city car torinese, per l’occasione, si è regalata una speciale colorazione blu con portellone a contrasto nero, richiamo alla primissima Y10, nonché lo speciale rivestimento chiaro degli interni, che va a creare un contrasto elegantissimo con l’esterno della vettura. Per questa versione bi-fuel, alimentata a benzina e metano, sotto al cofano, troviamo il bicilindrico TwinAir da 80 CV, che le regala una briosità niente male, che ci ha aiutato non poco nei tratti in cui abbiamo dovuto spingere per evitare di arrivare in ritardo al controllo orario. Per il resto, si tratta della Ypsilon di sempre, con quella tipica capacità di far sentire coccolati gli occupanti pur trattandosi di una piccola utilitaria. Per percorrere i 544 km di gara abbiamo consumato 8,55 kg di metano e 13 litri di benzina. L’appuntamento è per l’anno prossimo, dove ci ripromettiamo di evitare di sbagliare completamente le prime prove, così da ottenere un risultato ancora migliore.

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