WP_Post Object ( [ID] => 149613 [post_author] => 40 [post_date] => 2015-06-16 22:32:56 [post_date_gmt] => 2015-06-16 20:32:56 [post_content] => Michelin a Le Mans - Osservare la 24 Ore di Le Mans o una competizione in genere dal punto di vista di un gommista, cambia la percezione della corsa stessa. Ci sono storie diverse la cui interpretazione dipende da molteplici variabili, ma focalizzarsi sul futuro pur dovendo affrontare ancora il presente è una facoltà specifica innata per un costruttore di pneumatici. Entrare nella struttura del marchio Michelin a Le Mans, ad esempio, è stato come vivere un'altra gara, comprendere un altro ritmo, inquadrare ogni azione dall'asfalto. In mezzo a torri di gomme, centinaia di pneumatici sono pronti a servire la causa di ogni squadra. Sollecitate, stressate, riscaldate, fiondate ad alta velocità, si resta colpiti dalla cura e dall'attenzione riposta su questo aspetto, che può essere cruciale per ottenere un successo. È sulle gomme che si scarica la potenza, è sulla loro tenuta e durata che si può costruire una strategia vincente. Sul tracciato di Le Mans si resta impressionati, ad esempio, dalle sollecitazioni sostenute sul tratto “S” de la Foret, piuttosto che all'imbocco del lungo rettilineo spezzato dalle due chicane. Noti le LMP1 che danzano con eleganza, affrontando secche e velocissime ogni staccata e ogni allungo. Le LMP2 e le GT propongono filanti la loro forza, che dagli scarichi si distende lungo gli oltre 13 chilometri e mezzo del tracciato francese. Al pari della meccanica, le gomme sono protagoniste in questo incessante ritmo, mai smorzato dal silenzio sino alla fine. Con il loro stridore, quasi nascosto dalla potenza dei motori, gli pneumatici interpretano e restituiscono la voce del manto stradale. Sono la traduzione di questa progressione e il risultato di una ricerca costante nel tempo. Una ricerca che poi si traduce in prodotti usati sulle strade di tutti i giorni, calzati da vari tipi di veicoli. La 24 Ore di Le Mans, dunque, non è solo una corsa ma anche un stressante esperimento di resistenza, durata, efficienza e qualità. Fattori che si ritrovano nel lavoro specifico delle squadre, nel lavoro mirato dei tecnici, nella interpretazione dei dati che poi converge nella produzione. Un prodotto, ad esempio, come il Pilot Sport Cup 2. Secondo quanto sottolineato da un portavoce della casa francese, più la gomma da competizione si avvicina al prodotto di serie come dimensioni, più è facile trasferirne la tecnologia. E le gare di durata, da questo punto di vista, sembrano il laboratorio ideale per sperimentare studi e sviluppi. Nel caso del prodotto sportivo di Michelin, si parla di una gomma costituita da tele di sommità. Un pneumatico caratterizzato da un fianco in poliestere e da altri materiali come l'acciaio sulla fascia di battistrada e un'altra componente in poliammide che ha la specifica funzione di evitare la deformazione eccessiva del pneumatico alle alte sollecitazioni. L'omologazione di una gomma, poi, prevede test stressanti proprio per verificare la tenuta alle deformazioni da alta velocità. Risultati che l'attività motorsport contribuisce a concretizzare, tenendo in considerazione sempre la durata del prodotto e la costanza di rendimento in un ampio arco di tempo. La gara di Le Mans, valutando questi aspetti, non è corsa solo con il cuore ma soprattutto con la mente di chi vuole andare lontano. [post_title] => Michelin alla 24 Ore di Le Mans: sperimentare la durata in un laboratorio a cielo aperto [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => michelin-alla-24-ore-di-le-mans-sperimentare-la-durata-in-un-laboratorio-a-cielo-aperto-foto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-06-17 18:28:41 [post_modified_gmt] => 2015-06-17 16:28:41 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=149613 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Michelin alla 24 Ore di Le Mans: sperimentare la durata in un laboratorio a cielo aperto [FOTO]

Interpretare l'asfalto in progressione

Il clima, il tempo, i consumi sono solo alcuni aspetti di una sfida come la 24 Ore di Le Mans. Variabili che consentono di sviluppare gomme indirizzate a performance e durata, che poi si traducono in soluzioni destinate alla produzione

Michelin a Le Mans – Osservare la 24 Ore di Le Mans o una competizione in genere dal punto di vista di un gommista, cambia la percezione della corsa stessa. Ci sono storie diverse la cui interpretazione dipende da molteplici variabili, ma focalizzarsi sul futuro pur dovendo affrontare ancora il presente è una facoltà specifica innata per un costruttore di pneumatici. Entrare nella struttura del marchio Michelin a Le Mans, ad esempio, è stato come vivere un’altra gara, comprendere un altro ritmo, inquadrare ogni azione dall’asfalto.

In mezzo a torri di gomme, centinaia di pneumatici sono pronti a servire la causa di ogni squadra. Sollecitate, stressate, riscaldate, fiondate ad alta velocità, si resta colpiti dalla cura e dall’attenzione riposta su questo aspetto, che può essere cruciale per ottenere un successo. È sulle gomme che si scarica la potenza, è sulla loro tenuta e durata che si può costruire una strategia vincente. Sul tracciato di Le Mans si resta impressionati, ad esempio, dalle sollecitazioni sostenute sul tratto “S” de la Foret, piuttosto che all’imbocco del lungo rettilineo spezzato dalle due chicane. Noti le LMP1 che danzano con eleganza, affrontando secche e velocissime ogni staccata e ogni allungo. Le LMP2 e le GT propongono filanti la loro forza, che dagli scarichi si distende lungo gli oltre 13 chilometri e mezzo del tracciato francese. Al pari della meccanica, le gomme sono protagoniste in questo incessante ritmo, mai smorzato dal silenzio sino alla fine. Con il loro stridore, quasi nascosto dalla potenza dei motori, gli pneumatici interpretano e restituiscono la voce del manto stradale. Sono la traduzione di questa progressione e il risultato di una ricerca costante nel tempo. Una ricerca che poi si traduce in prodotti usati sulle strade di tutti i giorni, calzati da vari tipi di veicoli.

La 24 Ore di Le Mans, dunque, non è solo una corsa ma anche un stressante esperimento di resistenza, durata, efficienza e qualità. Fattori che si ritrovano nel lavoro specifico delle squadre, nel lavoro mirato dei tecnici, nella interpretazione dei dati che poi converge nella produzione. Un prodotto, ad esempio, come il Pilot Sport Cup 2. Secondo quanto sottolineato da un portavoce della casa francese, più la gomma da competizione si avvicina al prodotto di serie come dimensioni, più è facile trasferirne la tecnologia. E le gare di durata, da questo punto di vista, sembrano il laboratorio ideale per sperimentare studi e sviluppi. Nel caso del prodotto sportivo di Michelin, si parla di una gomma costituita da tele di sommità. Un pneumatico caratterizzato da un fianco in poliestere e da altri materiali come l’acciaio sulla fascia di battistrada e un’altra componente in poliammide che ha la specifica funzione di evitare la deformazione eccessiva del pneumatico alle alte sollecitazioni. L’omologazione di una gomma, poi, prevede test stressanti proprio per verificare la tenuta alle deformazioni da alta velocità. Risultati che l’attività motorsport contribuisce a concretizzare, tenendo in considerazione sempre la durata del prodotto e la costanza di rendimento in un ampio arco di tempo. La gara di Le Mans, valutando questi aspetti, non è corsa solo con il cuore ma soprattutto con la mente di chi vuole andare lontano.

Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati