Nissan gioca d’anticipo sul fronte CO2 e si conferma il marchio più green

Nissan gioca d’anticipo sul fronte CO2 e si conferma il marchio più green

FCA raggiungerà il suo obiettivo solo nel 2015

Il nuovo accordo raggiunto dall'Unione Europea conferma l'introduzione di un limite alle emissioni pari a 95 g/km di CO2, un valore obbligatorio per il 100% delle auto vendute in Europa a partire dal 2021
Nissan gioca d’anticipo sul fronte CO2 e si conferma il marchio più green

Nissan – Cinque marchi d’auto hanno deciso di giocare d’anticipo sul fronte del taglio della CO2 e saranno in regola con il proprio obiettivo prima del 2021. Si tratta di Peugeot Citroën, Volvo, Toyota, Nissan e Daimler, mentre sono ancora in ritardo Fca, General Motors, Honda e Hyundai. Nissan è il marchio al top della classifica del rapporto T&E visto che nel 2014 è riuscita a passare da una media di emissioni di 131 grammi di CO2 per chilometro a 115 grammi di CO2 per chilometro. Secondo le stime, le auto sono all’origine del 12% delle emissioni di CO2 in Europa e costituiscono la singola maggiore fonte di emissioni nel settore trasporti.

Almeno questo è quanto riferisce l’ultimo rapporto “Transport & Environment” che analizza i dati annuali dei progressi fatti nella produzione di mezzi a minore impatto di carbonio e più efficienti nei consumi di carburante. Per quanto riguarda in particolar modo Fiat nel 2014 c’è stato un calo delle emissioni di appena lo 0,2% rispetto all’anno precedente e di questo passo non riuscirà a centrare il suo target Ue di 87,8 grammi di CO2 per km entro la scadenza del 2021. Ce la dovrebbe fare, addirittura, solo per il 2025.

Fiat è comunque in un buona compagnia, se così vogliamo chiamarla, dato che anche altri importanti costruttori vedranno slittare il loro obiettivo. Volkswagen e Ford rischiano di arrivarci nel 2022, Mazda nel 2023, Bmw e Suzuki nel 2024, General Motors nel 2026, mentre Hyundai e Honda nel 2027. “Le regole per migliorare l’efficienza dei consumi di carburante stanno funzionando con i costruttori che possono vantare i tre quarti delle vendite in Europa, sulla rotta giusta per il 2021.” ha afferma Greg Archer di T&E. “Ora la Commissione europea deve proporre un nuovo target per il 2025 per mantenere lo stesso slancio.”.

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