WP_Post Object ( [ID] => 150232 [post_author] => 18 [post_date] => 2015-06-17 23:11:36 [post_date_gmt] => 2015-06-17 21:11:36 [post_content] => Ci eravamo lasciati, con voi lettori e con in nostro racconto del week di gara alla guida della vettura di Citroën Italia, la C3 Max, al mercoledì 10 Giugno presso l'autodromo di Pavia, dove avevamo fatto lo shakedown. Giusto 5-6 giri di prova per iniziare a capire qualcosa. Come già detto, trattandosi del debutto mondiale assoluto, siamo arrivati in pista al sabato mattina, a Magione, senza il minimo riferimento se non quelle prime sensazioni del brevissimo test al Tazio Nuvolari. Proprio per questo, sin dalle libere, l’obiettivo era quello di provare le diverse regolazioni della vettura per cercare un assetto che si adattasse al meglio alle caratteristiche del tracciato Perugino, molto tortuoso e raggomitolato, con tratti piuttosto lenti, addirittura da prima marcia, ai quali si alternano dei curvoni più veloci da fare "quasi" in pieno, in appoggio sulle ruote esterne. Ma prima ancora di entrare in pista per le libere, dopo 48 ore a distanza, la prima emozione arriva nel rivedere quella che, per tutto il week-end di gara, abbiamo ribattezzato come la nostra "picciridda" (per chi non lo sapesse significa bambina in dialetto siciliano). Vederla dal vivo, ancora una volta, pronta per il "battesimo" ufficiale, ci fa riflettere sul magnifico lavoro che hanno realizzato i ragazzi della Procar, i quali, seguendo le indicazioni del Team Principal Max Arduini, sono riusciti a creare una vera bestiolina di quelle rare. Anzi, unica, dato che della C3 Max allestita per Citroën Italia, al momento, non ce n'è un altra al mondo. Ma la cosa più bella, che forse non tutti considerano, è che quei parafanghi così grandi, le feritoie sui passaruota, il maxi spoiler posteriore, sono tutti elementi pensati e sviluppati con una loro precisa funzionalità, e non di certo messi lì soltanto per far "scena". Eccoci, finalmente arriva il momento tanto atteso: si scende in pista per le libere. Max sceglie di adottare un angolo di camber posteriore più accentuato rispetto allo shakedown, provvedendo anche ad allargare la carreggiata posteriore. L’obiettivo di Arduini, pilota d’esperienza oltre che Team Principal, è quello di ottenere un posteriore più “tosto”, che sia maggiormente sensibile ai trasferimenti di carico ed ai rilasci, consentendo di “chiudere” meglio le tortuose curve di Magione. Le modifiche, però, non pagano: entrati in pista per le prove libere, la vettura sembra aver fatto un passo indietro rispetto a quei pochissimi chilometri di shakedown, mostrando parecchio sottosterzo sin dal centro curva, con la tendenza del muso ad allargare verso l’esterno, non consentendo dunque di andare sul gas al momento ottimale, ovvero subito dopo il punto di corda. Bocciata la modifica delle libere, dopo un breifing tra Max ed i ragazzi della MC Motortecnica, che affiancandosi alla Procar decidono le strategie di gara, per la qualifica, la decisione più scontata non può che essere quella di tornare indietro all’assetto dello shakedown. Scelta che si rivela vincente, perché i tempi migliorano di un secondo e mezzo rispetto alle libere: Max, con un tempo di 1’20.996 si qualifica 10°assoluto e 4° di seconda divisione, mentre io, con un best di 1’21.774 partirò in gara 2 dalla piazzola n.9, 3° di seconda divisione. Inutile sottolineare come, finita la qualifica, mi sentissi letteralmente al settimo cielo per aver girato a 7 decimi da Max, il più titolato tra i piloti in pista, potendo vantare nel suo palmres le vittorie di due campionati europei turismo ed un campionato v8 superstar, solo per citare alcuni dei suoi successi dietro ad un volante. Ed il "complimenti" a fine turno che mi arriva proprio da Max, che di certo non è uno che le manda a dire, non può che gratificarmi ulteriormente per l'ottima prestazione in qualifica. Ottima prestazione che senza una piccolina appena nata, chiamata C3 Max, sarebbe stata alquanto difficile non potendo contare su un progetto a questo punto "ufficialmente" nato bene, ed in grado di piazzarsi sin da subito nella top tre della categoria. Chapeau. Tutti insieme, io, Max Arduini, i ragazzi della Procar e della Mc Motortecnica qualche istante prima dell'inizio delle prove libere Citroen_C3_Max_Cite_Arduini_Mauriello_13 Un sentito ringraziamento per questa esperienza indimenticabile a: -Citroën Italia -Eugenio Franzetti -Marco Freschi -Massimo Arduini -Procar -Mc Motortecnica [post_title] => Citroën C3 Max e la nostra gara di Campionato Italiano Turismo Endurance [PUNTATA 2] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => citroen-c3-max-e-la-nostra-gara-di-campionato-italiano-turismo-endurance-puntata-2 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-06-18 09:34:23 [post_modified_gmt] => 2015-06-18 07:34:23 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=150232 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Citroën C3 Max e la nostra gara di Campionato Italiano Turismo Endurance [PUNTATA 2]

L'assetto, il bandolo della matassa e la beata giovinezza

Ci eravamo lasciati, con voi lettori e con in nostro racconto del week di gara alla guida della vettura di Citroën Italia, la C3 Max, al mercoledì 10 Giugno presso l’autodromo di Pavia, dove avevamo fatto lo shakedown. Giusto 5-6 giri di prova per iniziare a capire qualcosa. Come già detto, trattandosi del debutto mondiale assoluto, siamo arrivati in pista al sabato mattina, a Magione, senza il minimo riferimento se non quelle prime sensazioni del brevissimo test al Tazio Nuvolari. Proprio per questo, sin dalle libere, l’obiettivo era quello di provare le diverse regolazioni della vettura per cercare un assetto che si adattasse al meglio alle caratteristiche del tracciato Perugino, molto tortuoso e raggomitolato, con tratti piuttosto lenti, addirittura da prima marcia, ai quali si alternano dei curvoni più veloci da fare “quasi” in pieno, in appoggio sulle ruote esterne. Ma prima ancora di entrare in pista per le libere, dopo 48 ore a distanza, la prima emozione arriva nel rivedere quella che, per tutto il week-end di gara, abbiamo ribattezzato come la nostra “picciridda” (per chi non lo sapesse significa bambina in dialetto siciliano). Vederla dal vivo, ancora una volta, pronta per il “battesimo” ufficiale, ci fa riflettere sul magnifico lavoro che hanno realizzato i ragazzi della Procar, i quali, seguendo le indicazioni del Team Principal Max Arduini, sono riusciti a creare una vera bestiolina di quelle rare. Anzi, unica, dato che della C3 Max allestita per Citroën Italia, al momento, non ce n’è un altra al mondo. Ma la cosa più bella, che forse non tutti considerano, è che quei parafanghi così grandi, le feritoie sui passaruota, il maxi spoiler posteriore, sono tutti elementi pensati e sviluppati con una loro precisa funzionalità, e non di certo messi lì soltanto per far “scena”. Eccoci, finalmente arriva il momento tanto atteso: si scende in pista per le libere. Max sceglie di adottare un angolo di camber posteriore più accentuato rispetto allo shakedown, provvedendo anche ad allargare la carreggiata posteriore. L’obiettivo di Arduini, pilota d’esperienza oltre che Team Principal, è quello di ottenere un posteriore più “tosto”, che sia maggiormente sensibile ai trasferimenti di carico ed ai rilasci, consentendo di “chiudere” meglio le tortuose curve di Magione. Le modifiche, però, non pagano: entrati in pista per le prove libere, la vettura sembra aver fatto un passo indietro rispetto a quei pochissimi chilometri di shakedown, mostrando parecchio sottosterzo sin dal centro curva, con la tendenza del muso ad allargare verso l’esterno, non consentendo dunque di andare sul gas al momento ottimale, ovvero subito dopo il punto di corda. Bocciata la modifica delle libere, dopo un breifing tra Max ed i ragazzi della MC Motortecnica, che affiancandosi alla Procar decidono le strategie di gara, per la qualifica, la decisione più scontata non può che essere quella di tornare indietro all’assetto dello shakedown. Scelta che si rivela vincente, perché i tempi migliorano di un secondo e mezzo rispetto alle libere: Max, con un tempo di 1’20.996 si qualifica 10°assoluto e 4° di seconda divisione, mentre io, con un best di 1’21.774 partirò in gara 2 dalla piazzola n.9, 3° di seconda divisione. Inutile sottolineare come, finita la qualifica, mi sentissi letteralmente al settimo cielo per aver girato a 7 decimi da Max, il più titolato tra i piloti in pista, potendo vantare nel suo palmres le vittorie di due campionati europei turismo ed un campionato v8 superstar, solo per citare alcuni dei suoi successi dietro ad un volante. Ed il “complimenti” a fine turno che mi arriva proprio da Max, che di certo non è uno che le manda a dire, non può che gratificarmi ulteriormente per l’ottima prestazione in qualifica. Ottima prestazione che senza una piccolina appena nata, chiamata C3 Max, sarebbe stata alquanto difficile non potendo contare su un progetto a questo punto “ufficialmente” nato bene, ed in grado di piazzarsi sin da subito nella top tre della categoria. Chapeau.

Tutti insieme, io, Max Arduini, i ragazzi della Procar e della Mc Motortecnica qualche istante prima dell’inizio delle prove libere
Citroen_C3_Max_Cite_Arduini_Mauriello_13

Un sentito ringraziamento per questa esperienza indimenticabile a:
-Citroën Italia
-Eugenio Franzetti
-Marco Freschi
-Massimo Arduini
-Procar
-Mc Motortecnica

Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in Notizie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati