FCA, il progetto di fusione con General Motors rimane nell’aria

L'arma vincente si chiamerebbe John Elkann

Secondo il New York Times FCA rimarrebbe comunque intenzionata a portare avanti il progetto di fusione con GM. Il quotidiano crede che il ruolo del rampollo di casa Agnelli potrebbe facilitare un'operazione che consentirebbe alla famiglia Agnelli di restare azionista di riferimento di Gm e di creare risparmi di integrazione pari a 10 miliardi di dollari
FCA, il progetto di fusione con General Motors rimane nell’aria

FCA – Il progetto di una fusione fra Fca e General Motors resta in campo nonostante l’opposizione dei vertici del costruttore Usa. L’asso nella manica dell’amministratore delegato Sergio Marchionne si chiamerebbe John Elkann, numero uno di Exor.

Questo è quello che pensa il New York Times convinto che l’uscita pubblica di Marchionne sulla possibile fusione tra FCA e GM non ci sarebbe stata senza l’appoggio di John Elkann, ad di Exor, la holding che detiene una partecipazione di controllo in Fiat Chrysler. E’, infatti, ormai noto la volontà dell’amministratore delegato di Fiat Chrylser di unire i due grandi costruttori per assicurare una sostenibilità di lungo periodo al settore. Sempre secondo l’autorevole quotidiano statunitense non bisogna sottovalutare “i modi pacati” di Elkann che lo fanno apparire così diverso dal nonno Gianni Agnelli, “sarebbe un errore sottovalutare la sua determinazione” scrive il NYT nella sua rubrica Breaking Views.

L’offerta ostile di Exor per il riassicuratore PartnerRe può offrire un assaggio di quello che General Motors e gli altri si possono aspettare quando Marchionne passa al contrattacco“, prosegue l’articolo del New York Times. “Sarebbe poco saggio pensare che, dopo che i vertici di Gm hanno respinto il primo approccio di Marchionne a marzo per una fusione, la storia sia finita“. Citando un grande investitore di Gm, il giornale americano sottolinea come “il ragazzo abbia totalmente ragione“, riferendosi a Marchionne e alla sua idea di consolidare il settore per migliore l’efficienza del settore automotive.

I risparmi di un’integrazione fra General Motors e Fca potrebbero essere nell’ordine dei 10 miliardi di dollari, un’operazione consentirebbe alla famiglia Agnelli di restare azionista di riferimento di Gm. “Gli Agnelli non stanno cercando di vendere. Le auto sono nel loro dna. In una fusione senza il pagamento di premi con Gm che capitalizza 58 miliardi di dollari rispetto ai 20 miliardi di Fca.” prosegue il NYT. “Gli Agnelli vedrebbero ovviamente diluita la loro quota del 29,2% in Fiat Chrysler a circa il 7,5%. Tuttavia, ciò farebbe ancora degli Agnelli il maggiore azionista, davanti al fondo sanitario del sindacato Uaw.”

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