WP_Post Object ( [ID] => 162678 [post_author] => 18 [post_date] => 2015-07-20 14:31:22 [post_date_gmt] => 2015-07-20 12:31:22 [post_content] => Qual'è la cosa più divertente che si possa fare dietro al volante di una vettura? Che siate piloti professionisti o meno, è guidare una 208 R5 su una pista da flat-track. Abbiamo avuto la fortuna di poterlo provare di persona, al volante della vettura dell'otto volte campione italiano rally Paolo Andreucci, ormai leggenda vivente della specialità, nonché uomo simbolo della Racing Lions, il team ufficiale di Peugeot Sport Italia, che dal 2009 è ininterrottamente mattatrice assoluta del Campionato Italiano Rally. Ed anche quest'anno Ucci-Ussi sono in testa al campionato, anche se mancano ancora tre rally, quindi i giochi sono "potenzialmente" aperti. Ma Peugeot Sport Italia è "ingorda" di titoli, ed infatti, già a metà campionato, dopo il Rally di San Marino, ha potuto festeggiare la vittoria del Campionato Italiano Junior con il giovane Michele Tassone che è riuscito ad imporsi alla guida della 208 R2 ufficiale di Peugeot Italia. Ma i rally, per Peugeot, vogliono dire anche piloti clienti: lo scorso anni, nei rally di tutta Italia, il 30% delle vetture partenti erano Peugeot. Dalle evergreen 106, declinate nelle varie Gruppo N e Gruppo A, alle ancora velocissime 207 S2000, alle 208 R5 ed R2, senza dimenticare le storiche 205, che ancora oggi raccolgono applausi lungo le prove speciali. Insomma, dire rally e pensare alla casa del leone è quasi diventato un automatismo. SI PARTE CON LA PICCOLINA: LA 208 R2 Peugeot_208_R5_e_R2_test_sterrato_34 Pensata come vettura clienti dal costo accessibile (poco più di 50.000€ già assemblata da Peugeot Sport), la R2 è dotata di un 1.6 VTI aspirato, che grazie ad interventi come quelli su bielle e pistoni raggiunge la ragguardevole potenza di 185cv, erogati a 7800giri/min. Alla preparazione del propulsore si accompagnano l’adozione di un assetto Ohlins completamente regolabile, di un cambio sequenziale a 5 rapporti, del differenziale autobloccante, nonchè di tutti i dispositivi di sicurezza previsti da regolamento Fia, tra cui il roll-bar saldato, che ovviamente ha anche il compito di irrigidire la scocca. Il peso della vettura, grazie all'opera di alleggerimento, si ferma ad appena 1030kg a vuoto. Dopo averla apprezzata lo scorso anno in Garfagnana, dove su asfalto la "piccolina" ci aveva dimostrato tutto il suo enorme potenziale, la curiosità di provarla anche su terra era tanta. La pista da flat-track, con la sua terra molto fine, per di più bagnata artificialmente, si è subito rivelata un avversario ostico per una trazione anteriore. Pronti via, sono bastate appena due curve per capire che l'aderenza offerta dal circuito è grossomodo simile a quella della neve: si scivola tantissimo, e bisogna stare molto attenti a come si dosa il gas per evitare di pattinare inesorabilmente, rimanendo praticamente fermi in uscita di curva. Il piccolo 1.6 aspirato della 208 R2 sembra quasi un motore due tempi: pochissima coppia in basso e cattiveria pura in alto, dove è concentrata tutta la potenza. Le reazioni delle 208 sono davvero immediate: così piccolina ed agile, sembra quasi collegata al pensiero per come esegue immediatamente i comandi impartiti. Su un percorso così, però, non ha vita facile, ed il sottosterzo è sempre in agguato. Ma c'è un rimedio (più alla portata dei piloti che non dei comuni mortali): un bel pendolo alla "scandinava", un colpetto di freno a mano, ed ecco che anche una trazione anteriore può fare numeri d'alta scuola. Lo scopriamo subito dopo aver guidato, quando cediamo il volante al pilota "titolare", il giovanissimo Michele Tassone, appena laureatosi "Campione Italiano Junior" con la sua 208 R2. Se la curva è a sinistra, un bel colpo di volante verso destra, poi subito verso sinistra insieme ad un colpetto di freno a mano, e la magia è fatta: la 208 fa tutta la curva con la coda in spazzolata, ed il volante resta praticamente dritto. Sensazionale. E POI IL "MOSTRO": LA 208 R5 Peugeot_208_R5_e_R2_test_sterrato_87 Qui le cose si fanno davvero toste. La 208 T16, con quella carrozzeria così ipervitaminizzata, con i passaruota enormi, ha quel tipico ed inarrivabile fascino delle vetture da competizione "monstre", quelle più vicine ad un missile terra-aria che non all'auto di serie da cui derivano. D'altronde, gli interventi, dal punto di vista tecnico, sono ben più significativi rispetto alla R2: il motore è sempre un 1.6, ma questa volta turbo, con 280cv di potenza e tanta coppia: 400nm, erogati ad appena 2500giri/min. C'è poi la trazione che da sola anteriore diviene integrale, ed ancora una volta il cambio sequenziale a 5 rapporti, mentre l’impianto frenante si affida a dischi da 300″ con pinza Alcon a quattro pistoncini. Le differenze con la 208 R2 sono ben chiare anche una volta saliti in macchina. Se nella prima la familiarità con la vettura di serie è tutto sommato evidente, qui si ha la netta sensazione di trovarsi alla guida di un prototipo da corsa: alla fine la T16 è proprio questo. Si guida seduti parecchio arretrati, dato che il volante, con il suo piantone appunto molto arretrato, arriva quasi a centro vettura. Il parabrezza, così, risulta davvero lontano rispetto al sedile. Prova di questo “arretramento” della posizione di guida sono gli specchietti retrovisori, che sulla 208 T16 R5 si trovano praticamente a metà della portiera. La strumentazione davanti a noi è più scarna, dato che c’è giusto un piccolo schermino in cui si vede la marcia inserita, con sopra i led che indicano in momento ideale per passare al rapporto superiore. Trattandosi di una vettura turbo, non può neanche mancare il magico tasto per attivare il Bang, più tecnicamente conosciuto come Anti Lag System. Una volta dentro al circuito sterrato, con il quale abbiamo già preso un po'di confidenza dopo i giri fatti con la R2, appare da subito chiaro come con la trazione integrale sia tutta un'altra vita. Grazie anche alla coppia, disponibile già dal basso, la 208 R5 scarica decisamente meglio la potenza, nonostante ci siano quasi 100cv in più rispetto alla piccolina R2. Il tutto, si traduce in una splendida danza tra sotto e sovrasterzo. Il trucco è tutto nel trovare il giusto equilibrio. In ingresso curva, infatti, la macchina sembra quasi voler andare dritta, una volta che curva, però, è il momento di dare gas. A quel punto la 208 R5 si comporta come una trazione posteriore: scoda, si mette di traverso, e si riesce così a fare la curva praticamente tutta in spazzolata. Ci riusciamo (giusto un po') noi, divertiti come bambini da questo gioco fantastico, ci riesce in maniera esagerata quel "mago" di Andreucci. Più che raccontarvelo a parole, però, vi lasciamo godere il video di come riesca praticamente a fare numeri che vanno contro ogni legge della fisica. Guardate al minuto 1:08 come riesce a fare la curva tutta di traverso con il posteriore praticamente "avanti" rispetto all'anteriore, sbalorditivo (P.S. Non fate caso ai miei commenti divertiti in sottofondo). [post_title] => Peugeot 208 T16 R5 & 208 R2 [PROVA SU STERRATO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => peugeot-208-t16-r5-208-r2-prova-su-sterrato [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2015-07-28 15:55:11 [post_modified_gmt] => 2015-07-28 13:55:11 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=162678 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Peugeot 208 T16 R5 & 208 R2 [PROVA SU STERRATO]

Test delle due "leoncine" che nel CIR divorano le speciali (e gli avversari)

Dominano le prove speciali di tutto il mondo, e rappresentano il top delle rispettive categorie: stiamo parlando delle Peugeot 208 T16 R5 e 208 R2. La prima, affidata a quel mito di Paolo Andreucci, è attualmente in testa al Cir, mentre la seconda, con Michele Tassone, si è già aggiudicata il campionato Junior.

Qual’è la cosa più divertente che si possa fare dietro al volante di una vettura? Che siate piloti professionisti o meno, è guidare una 208 R5 su una pista da flat-track. Abbiamo avuto la fortuna di poterlo provare di persona, al volante della vettura dell’otto volte campione italiano rally Paolo Andreucci, ormai leggenda vivente della specialità, nonché uomo simbolo della Racing Lions, il team ufficiale di Peugeot Sport Italia, che dal 2009 è ininterrottamente mattatrice assoluta del Campionato Italiano Rally. Ed anche quest’anno Ucci-Ussi sono in testa al campionato, anche se mancano ancora tre rally, quindi i giochi sono “potenzialmente” aperti. Ma Peugeot Sport Italia è “ingorda” di titoli, ed infatti, già a metà campionato, dopo il Rally di San Marino, ha potuto festeggiare la vittoria del Campionato Italiano Junior con il giovane Michele Tassone che è riuscito ad imporsi alla guida della 208 R2 ufficiale di Peugeot Italia. Ma i rally, per Peugeot, vogliono dire anche piloti clienti: lo scorso anni, nei rally di tutta Italia, il 30% delle vetture partenti erano Peugeot. Dalle evergreen 106, declinate nelle varie Gruppo N e Gruppo A, alle ancora velocissime 207 S2000, alle 208 R5 ed R2, senza dimenticare le storiche 205, che ancora oggi raccolgono applausi lungo le prove speciali. Insomma, dire rally e pensare alla casa del leone è quasi diventato un automatismo.

SI PARTE CON LA PICCOLINA: LA 208 R2
Peugeot_208_R5_e_R2_test_sterrato_34
Pensata come vettura clienti dal costo accessibile (poco più di 50.000€ già assemblata da Peugeot Sport), la R2 è dotata di un 1.6 VTI aspirato, che grazie ad interventi come quelli su bielle e pistoni raggiunge la ragguardevole potenza di 185cv, erogati a 7800giri/min. Alla preparazione del propulsore si accompagnano l’adozione di un assetto Ohlins completamente regolabile, di un cambio sequenziale a 5 rapporti, del differenziale autobloccante, nonchè di tutti i dispositivi di sicurezza previsti da regolamento Fia, tra cui il roll-bar saldato, che ovviamente ha anche il compito di irrigidire la scocca. Il peso della vettura, grazie all’opera di alleggerimento, si ferma ad appena 1030kg a vuoto. Dopo averla apprezzata lo scorso anno in Garfagnana, dove su asfalto la “piccolina” ci aveva dimostrato tutto il suo enorme potenziale, la curiosità di provarla anche su terra era tanta. La pista da flat-track, con la sua terra molto fine, per di più bagnata artificialmente, si è subito rivelata un avversario ostico per una trazione anteriore. Pronti via, sono bastate appena due curve per capire che l’aderenza offerta dal circuito è grossomodo simile a quella della neve: si scivola tantissimo, e bisogna stare molto attenti a come si dosa il gas per evitare di pattinare inesorabilmente, rimanendo praticamente fermi in uscita di curva. Il piccolo 1.6 aspirato della 208 R2 sembra quasi un motore due tempi: pochissima coppia in basso e cattiveria pura in alto, dove è concentrata tutta la potenza. Le reazioni delle 208 sono davvero immediate: così piccolina ed agile, sembra quasi collegata al pensiero per come esegue immediatamente i comandi impartiti. Su un percorso così, però, non ha vita facile, ed il sottosterzo è sempre in agguato. Ma c’è un rimedio (più alla portata dei piloti che non dei comuni mortali): un bel pendolo alla “scandinava”, un colpetto di freno a mano, ed ecco che anche una trazione anteriore può fare numeri d’alta scuola. Lo scopriamo subito dopo aver guidato, quando cediamo il volante al pilota “titolare”, il giovanissimo Michele Tassone, appena laureatosi “Campione Italiano Junior” con la sua 208 R2. Se la curva è a sinistra, un bel colpo di volante verso destra, poi subito verso sinistra insieme ad un colpetto di freno a mano, e la magia è fatta: la 208 fa tutta la curva con la coda in spazzolata, ed il volante resta praticamente dritto. Sensazionale.

E POI IL “MOSTRO”: LA 208 R5
Peugeot_208_R5_e_R2_test_sterrato_87
Qui le cose si fanno davvero toste. La 208 T16, con quella carrozzeria così ipervitaminizzata, con i passaruota enormi, ha quel tipico ed inarrivabile fascino delle vetture da competizione “monstre”, quelle più vicine ad un missile terra-aria che non all’auto di serie da cui derivano. D’altronde, gli interventi, dal punto di vista tecnico, sono ben più significativi rispetto alla R2: il motore è sempre un 1.6, ma questa volta turbo, con 280cv di potenza e tanta coppia: 400nm, erogati ad appena 2500giri/min. C’è poi la trazione che da sola anteriore diviene integrale, ed ancora una volta il cambio sequenziale a 5 rapporti, mentre l’impianto frenante si affida a dischi da 300″ con pinza Alcon a quattro pistoncini. Le differenze con la 208 R2 sono ben chiare anche una volta saliti in macchina. Se nella prima la familiarità con la vettura di serie è tutto sommato evidente, qui si ha la netta sensazione di trovarsi alla guida di un prototipo da corsa: alla fine la T16 è proprio questo. Si guida seduti parecchio arretrati, dato che il volante, con il suo piantone appunto molto arretrato, arriva quasi a centro vettura. Il parabrezza, così, risulta davvero lontano rispetto al sedile. Prova di questo “arretramento” della posizione di guida sono gli specchietti retrovisori, che sulla 208 T16 R5 si trovano praticamente a metà della portiera. La strumentazione davanti a noi è più scarna, dato che c’è giusto un piccolo schermino in cui si vede la marcia inserita, con sopra i led che indicano in momento ideale per passare al rapporto superiore. Trattandosi di una vettura turbo, non può neanche mancare il magico tasto per attivare il Bang, più tecnicamente conosciuto come Anti Lag System. Una volta dentro al circuito sterrato, con il quale abbiamo già preso un po’di confidenza dopo i giri fatti con la R2, appare da subito chiaro come con la trazione integrale sia tutta un’altra vita. Grazie anche alla coppia, disponibile già dal basso, la 208 R5 scarica decisamente meglio la potenza, nonostante ci siano quasi 100cv in più rispetto alla piccolina R2. Il tutto, si traduce in una splendida danza tra sotto e sovrasterzo. Il trucco è tutto nel trovare il giusto equilibrio. In ingresso curva, infatti, la macchina sembra quasi voler andare dritta, una volta che curva, però, è il momento di dare gas. A quel punto la 208 R5 si comporta come una trazione posteriore: scoda, si mette di traverso, e si riesce così a fare la curva praticamente tutta in spazzolata. Ci riusciamo (giusto un po’) noi, divertiti come bambini da questo gioco fantastico, ci riesce in maniera esagerata quel “mago” di Andreucci. Più che raccontarvelo a parole, però, vi lasciamo godere il video di come riesca praticamente a fare numeri che vanno contro ogni legge della fisica. Guardate al minuto 1:08 come riesce a fare la curva tutta di traverso con il posteriore praticamente “avanti” rispetto all’anteriore, sbalorditivo (P.S. Non fate caso ai miei commenti divertiti in sottofondo).

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