Ferrari, il primo mattone del piano Marchionne è stato posato

Nei primi mesi del 2016 ci sarà la definitiva scissione

Il momento del debutto di Ferrari in Borsa è arrivato. L’iter per la quotazione della società, controllata del gruppo Fiat Chrysler Automobiles (Fca), è entrato nel vivo: è stata, infatti, depositata presso la Securities and Exchange Commission (Sec) la documentazione per l’Ipo a Wall Street delle azioni ordinarie Ferrari
Ferrari, il primo mattone del piano Marchionne è stato posato

Ferrari – Il piano di Fiat Chrysler Automobiles per raccogliere fondi utili all’espansione dello spin-off della Ferrari ha fatto un passo avanti con il deposito dell’offerta pubblica iniziale fatta al New York Stock Exchange. Fiat Chrysler, che ha stimato il valore della sua divisione supercar più di 11 miliardi di euro, prevede di completare la separazione nei primi mesi del 2016.

La vendita delle azioni fa parte della strategia dell’amministratore delegato di FCA Sergio Marchionne che prevede di recuperare 5 miliardi per ridurre il debito e contribuire a finanziare un programma di investimenti pari a 48 miliardi di euro, che si concentrerà sull’espansione delle marche Jeep, Alfa Romeo e Maserati a livello globale. Lo scorso anno FCA, che ha uno dei più alti debiti del settore automotive, ha annunciato l’intenzione di vendere il 10 per cento della Ferrari in una IPO e di distribuire il suo restante 80 per cento del capitale ai propri investitori. Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo, possiede ancora il 10 per cento e dovrebbe mantenerlo. Il deposito prevede un cosiddetto loyalty share plan che darebbe agli investitori a lungo termine più potere di voto. Anche Exor SpA e Piero Ferrari probabilmente parteciperanno a questo programma di fidelizzazione, basato sul deposito. Dopo la scissione, Exor dovrebbe detenere più del 30 per cento dei diritti di voto e Piero Ferrari circa il 15 per cento.

Il bilancio di Ferrari al 31 marzo ha chiuso a 977.000.000 euro in depositi che appartengono al cash pool di Fiat Chrysler, sempre in base al deposito. Dopo la separazione, gli accordi congiunti di gestione dei flussi finanziari saranno terminati e la Ferrari si occuperà da sola delle sue finanze. Marchionne crede che il Cavallino meriti “almeno” 10 miliardi di euro, equivalenti a più della metà del valore di mercato della sua società madre, ma le valutazioni dei broker variano tra i 5 miliardi e i 10 miliardi di euro. L’AD di FCA si aspetta anche che gli investitori vedano la Ferrari come un creatore di beni di lusso, come Prada e Hermes International. In seguito al progetto di fusione per l’incorporazione di Fiat in Chrysler e l’ingresso a Wall Street avvenuto lo scorso anno, FCA creerà una holding con base in Olanda per la Ferrari e quoterà le sue azioni al NYSE, in base al deposito presso la Securities and Exchange Commission. Ferrari potrà optare anche per una quotazione secondaria a Milano.

L’IPO è previsto dopo la metà di ottobre e dovrebbe essere completato nei primi mesi del 2016. Un IPO di successo è particolarmente importante in quanto potrebbe aiutare la ricerca di Marchionne di un partner di fusione per affrontare la riduzione dei margini e dei costi elevati per lo sviluppo, finora andata a vuoto.

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