Ford Focus ST MY 2015, sportività in famiglia [PRIMO CONTATTO]

Grazie a Ford Performance gode di tecnologie derivate dalla supercar GT

Benzina o diesel, hathback o wagon la nuova Focus ST offre un'ampia possibilità a chiunque ricerchi la sportività senza dover lasciare a casa la famiglia o gli amici, offrendo una buona dose di cavalli e di comfort unite ad un prezzo concorrenziale. Grazie al programma Ford Performance tutte le novità meccaniche - e non - saranno trasversali, cioè adattabili ad ogni vettura della casa dell'Ovale Blu, per migliorarne le capacità ed offrire novità rispetto alla concorrenza.

Ford Focus ST – È tempo di novità in casa Ford e ve lo abbiamo mostrato con la nuova Mustang (qui l’articolo), ma a mostrare un aspetto grintoso è anche la nuova Focus, che con la versione ST mostra i muscoli ma mantiene un aspetto familiare, in attesa della versione RS che debutterà a fine anno per la felicità dei più sportivi.

Proprio recentemente la casa dell’Ovale Blu ha subito una trasformazione all’interno del proprio reparto motorsport. Prima esistevano diversi team, tre per l’esattezza: Ford SVT per gli Stati Uniti, Ford Team RS per l’Europa e Ford Motorsport per l’aftermarket e le gare. Ora grazie al programma “Innovation Through Performance” essi sono riuniti sotto il nome di Ford Performance, il cui primo risultato è la nuova GT, l’apice delle tecnologie in ogni campo della casa americana. Tali novità vengono poi riutilizzate e riadattate su tutti i modelli, proprio come fosse un tratto di DNA da trasmettere ed un esempio è la Focus ST, che abbiamo provato lungo le strade del Centro Italia. La gamma Ford Performance conterà al suo interno, entro il 2020, più di 12 modelli globali ad alte prestazioni, come la già citata Focus RS, che con oltre 350 cavalli e la trazione integrale sportiva Ford rappresenta la declinazione più estrema della Focus. Con la Ford GT, la nuova supercar da oltre 600 cavalli, l’Ovale Blu tornerà nel mondo delle corse endurance per correre a Le Mans nel 2016, a 50 anni dallo storico triplice podio conquistato dalla Ford GT40. E come tutti sappiamo non c’è miglior modo di fare sfoggio delle proprie capacità nel mondo motoristico se non nella più famosa corsa, della durata di 24 Ore, quale è Le Mans.

 

Il nostro però non è stato un semplice Primo Contatto, perché Ford ci ha permesso di entrare all’interno dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, una location davvero esclusiva, con una lista di richieste davvero lunga che permette a sole 8000 persone l’anno di entrare. La temperatura sotto la roccia – il laboratorio è infatti scavato all’interno e vicino all’Autostrada – è di soli 7 gradi centigradi, un bello sbalzo rispetto agli oltre trenta presenti all’esterno. Già, ma cosa siamo andati a fare ai laboratori di Fisica del Gran Sasso? La risposta è semplice, mentre dire cosa effettivamente avvenga non lo è. Sono ospitati all’interno di diverse grandi camere (lunghe cento metri ed alte trenta pressappoco) una serie di esperimenti che vedono coinvolti diversi team provenienti da tutto il mondo nella ricerca di risposte alla quale tutt’oggi non siamo in grado di rispondere, tra le quali la presenza dei neutrini, particelle subatomiche che potrebbero rispondere a molte nostre domande, tra cui la creazione dell’universo e la materia che ci circonda, la cosiddetta Materia Oscura. E così i diversi esperimenti hanno un numero di anni stabilito per dimostrare la teoria per la quale sono stati costruiti, come nel caso di OPERA, che ha svolto egregiamente il suo compito ed al momento della nostra visita era in fase di smontaggio per lasciare posto ad un nuovo esperimento. Il coinvolgimento di esperti del settore, molti dei quali giovani, è ciò che Ford sta facendo in parallelo con il suo programma Innovation Through Performance e non poteva esserci luogo migliore per mostrarlo. Chissà, forse un giorno le innovazioni in campo automobilistico andranno a braccetto con le scoperte della fisica contemporanea!

Dopo essere usciti dai Laboratori Nazionali piuttosto affascinati siamo passati tornati al nostro di settore e ci siamo seduti a bordo della Focus ST, nel nostro caso della versione TDCi e Station Wagon. Per la prima volta un propulsore diesel viene proposto nel settore sportivo Ford: si tratta di un 2.0 litri, 4 cilindri in gradi di erogare 185 cavalli a 3500 giri minuto, con una coppia massima di 400 Nm disponibile a 2000 giri/min grazie alla turbina a geometria variabile. Omologato Euro 6 come da normativa promette consumi dichiarati di 4.2 litri per 100 chilometri nel ciclo combinato ed un’emissione di 110 g/km di CO2. La velocità massima dichiarata è di 217 km/h mentre lo 0-100 è di 8.1 secondi per la 5 porte, 8.3 per la wagon. Naturalmente non manca la più potente versione a benzina, la EcoBoost: abbiamo sempre un 2000 cm3 con 4 cilindri sovralimentato, la cui potenza è di 250 cavalli a 5500 giri/min ed una coppia di 369 Nm a 2000 giri. Prestazioni che superano il modello diesel: velocità massima dichiarata di 248 km/h ed un’accelerazione di 6.5 secondi per la versione 5 porte; i consumi sono di 6.8 litri per 100 chilometri nel ciclo combinato, le emissioni di CO2 sono di 159 g/km ed il propulsore è sempre un Euro 6. In entrambe le motorizzazioni di serie è disponibile il cambio manuale a 6 marce, che abbiamo trovato piuttosto fluido nelle cambiate. I cerchi in lega da 18” montano di serie gomme Goodyear Eagle F1 235/40, ma a richiesta si possono avere cerchioni da 19” e gommatura Michelin, mentre i freni da 320 mm all’anteriore e 271 mm al posteriore garantiscono la frenata in ogni tipo di condizione.

La linea esteriormente è aggressiva in quanto davanti è presente la grossa calandra tipica dei nuovi modelli di casa Ford con sulla destra la scritta “ST” di colore rosso, sotto è presente uno spoiler. La fiancata è impreziosita da una minigonna mentre dietro si nota il sottile doppio scarico centrale che anche nella versione da noi provata ha un suono dal piglio aggressivo. Entrando si nota subito la scritta “ST” sul battitacco, sempre di colore rosso come sulla calandra e poi presente nuovamente sul volante, sulla razza centrale. Il contachilometri contiene tutte le informazioni mentre tre ulteriori indicatori sono posti al centro, sopra la consolle, e riportano le informazioni sulla pressione del turbo e la temperatura dell’olio. Lo schermo touch ha il nuovo sistema SYNC2, sotto di esso troviamo le regolazioni del ‘clima’ automatico ed una rientranza per appoggiare le chiavi o lo smartphone, oltre ad una comoda presa USB per ricaricarlo o connetterlo al sistema multimediale. Alla sinistra del cambio in pelle è presente una presa da 12V e tre tasti che regolano l’andamento della vettura, come quello per disattivare l’ESC (Controllo di Stabilità Elettronico). Un pratico doppio portabottiglie si trova nel mezzo del tunnel prima del bracciolo. Dal volante, anch’esso in pelle, è possibile agire su alcune funzioni del sistema multimediale grazie ad appositi tasti che non distraggono dalla guida. Sedili sportivi firmati Recaro accolgono guidatore e passeggeri per trattenerli anche in curve strette: regolabili elettronicamente davanti in altezza e profondità ci sono parsi addirittura un po’ troppo stretti, rischiando di affaticare i fianchi e la parte bassa della schiena in certi frangenti. Abbondante il baule nella versione wagon, che va dai 490 litri ai 1516 con i sedili posteriori abbattuti. La lunghezza complessiva per la versione wagon della vettura è di 4563 mm, la larghezza di 2010 mm con retrovisori completamente aperti, l’altezza di 1486 mm. Venti in meno i centimetri per la berlina.

I prezzi partono da 33.000 euro per la versione Hatchback a benzina, 1.000 in più per la wagon mentre per la diesel si parla rispettivamente di 34.000 e 35.000 euro.

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