Nomi auto: qualche suggerimento “a prova di mercato”

Nomi auto: qualche suggerimento “a prova di mercato”

Ironia automobilistica sul webcomic XKCD

Il webcomic XKCD ha pubblicato un curiosissimo schema nel quale si diverte a immaginare alcuni nomi di auto, il cui successo si baserebbe su quanto le rispettive lettere e numeri siano popolari nel mondo automotive rispetto alla lingua inglese. Il risultato è quanto meno esilarante
Nomi auto: qualche suggerimento “a prova di mercato”

Nonostante tonnellate di innovazioni tecnologiche, il nome di un modello di auto rimane sempre e comunque un aspetto fondamentale del suo “essere”. Al punto che viene atteso con estrema ansia da tutti gli appassionati ed è capace di rappresentare una chiave di volta nella produzione della vettura stessa, oltre che scatenare i commenti più entusiastici o maggiormente critici (basti pensare a quanto fu detto ai tempi della presentazione de LaFerrari, N.d.R.). Ma esiste una formula esatta per decidere quale nome dare ad una nuova auto, al di là della tradizione? L’argomento è talmente curioso da aver generato non solo dibattiti, ma anche ironie e numeri comici.

Come dimenticare infatti lo sketch che Fiorello creò per illustrare il processo decisionale dietro i nomi delle auto Fiat (“Ora ci sediamo al tavolo e non ci alziamo finché non abbiamo trovato il nuovo nome! Punto e basta!”, segue espressione di sorpresa)? Anche in America, però, l’argomento ha prodotto del materiale molto curioso, tra cui quello pubblicato nella giornata di ieri dal webcomic XKCD. Per chi non lo conoscesse, XKCD è un fumetto pubblicato solo su Internet creato dal fisico ed ex consulente NASA Randall Munroe. Si tratta di una serie di strisce dallo stile estremamente semplice, basato solamente sugli “stickman”, ovvero sugli omini disegnati solo con un cerchi per la testa e una serie di stecchetti per corpo, braccia e gambe. Una scelta fatta sia per semplicità, sia perché l’ironia di XKCD risiede soprattutto nelle battute e nel sottile (non sempre) umorismo della striscia. La comicità non è sempre chiarissima (a volte Munroe si diverte a scherzare su argomenti di fisica e scienza difficilmente comprensibili senza avere un background in quel settore), ma a volte tocca argomenti come quello di cui trattiamo in questo articolo.

L’autore ha infatti pubblicato uno schema nel quale compara la frequenza di utilizzo di alcune lettere e numeri nei nomi dei modelli di auto a quanto questi stessi elementi appaiono nella lingua inglese. Non è specificato da quali studi provengano questi dati, per cui in assenza di conferme ci limitiamo a sottolineare la “curiosità” di questo schema. Notiamo ad esempio come la lettera “X” sia usata in maniera massiccia dalle auto, mentre la “Y” e il numero “1”, nonostante siano popolari in inglese, sarebbero relativamente meno utilizzati (non si offendano i proprietari di BMW Serie 1 e Toyota Yaris).

Basandosi su questo schema, Monroe ha stilato un piccolo elenco di nomi da evitare a tutti i costi e di potenziali “best sellers”, basandosi unicamente su questi ragionamenti numerici. Tra quelli destinati al fallimento troviamo alcune follie come la Honda 2Chainz, la Chevrolet Niceguy, la Oldsmobile Goodwood, la BMW Outhouse e un’improbabile Nissan Doody. Tra i potenziali successi, invece, vediamo la Subaru Andre3000, una quanto meno opinabile Suzuki Sexism (ricordiamo che i nomi sono frutto solo di un ragionamento matematico e non di gusto), la Lincoln Marxism (a proposito di ironia), la Hyundai Climax e l’Acura PizzaJazz.

Di seguito trovate lo schema completo. Anche se non fosse basato su dati reali, un simile sistema di selezione dei nomi sarebbe sicuramente destinato a creare ben più di una risata.

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Fonte: XKCD

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