Pininfarina, la cessione a Mahindra si avvicina e il titolo vola in Borsa

Pininfarina, la cessione a Mahindra si avvicina e il titolo vola in Borsa

Le trattative sarebbero ben avviate

Mahindra è ad un passo dalla Pininfarina. Il conglomerato indiano potrebbe chiudere a giorni la trattativa che le permetterebbe di entrare in possesso della storica carrozzeria torinese. Intanto, il titolo Pininfarina ha chiuso a 4,95 euro, facendo segnare un +20,6%
Pininfarina, la cessione a Mahindra si avvicina e il titolo vola in Borsa

Pininfarina – La trattativa per cedere Pininfarina al gruppo indiano Mahindra è ormai alle battute finali e il titolo della storica carrozzeria torinese, che ha da poco festeggiato gli 85 anni di attività, è volato in Borsa. Dopo essere stato sospeso per quasi tutta la seduta, il titolo Pininfarina ha chiuso a 4,95 euro, facendo segnare un +20,6%, per questo oggi, per evitare ulteriori speculazioni, “non sarà consentita l’immissione di ordini senza limite di prezzo“.

L’interesse della Mahindra per la Pininfarina è ormai noto da tempo.Il mondo cambia, si globalizza. Le aziende devono dare segnali di cambiamento.”, aveva detto nei mesi scorsi Paolo Pininfarina, presidente dell’azienda di design. In occasione della diffusione della semestrale, lo scorso luglio, la stessa azienda aveva confermato l’esistenza di un negoziato. La conferma ufficiale riguardo le trattative ben avviate arriva dalla stessa Pincar, la holding della famiglia Pininfarina che detiene il 76% del capitale, che ha già precisato come “si farà parte diligente nel comunicare tempestivamente al mercato eventuali accordi sottoscritti e vincolanti“.

Secondo il Sole 24 Ore, l’intesa sarebbe attesa “a giorni“, mentre nell’arco di una settimana si dovrebbe tenere un incontro “cruciale” con le banche. L’eventuale cessione richiede, infatti, il consenso di tredici gruppi bancari creditori che dal 2008 sostengono il rifinanziamento del debito e hanno in pegno l’intera partecipazione di Pincar. Un altro pezzo d’Italia, fondato nel 1930 e con 680 dipendenti, a fronte dei 1.600 degli anni ’90, andrà, dunque, verso Oriente, una scelta fatta nel recente passato da altri importanti marchi nostrani. Mahindra non è il primo gruppo straniero ad avere messo gli occhi su Pininfarina. Il finanziere francese Vincent Bollorè, con cui l’azienda torinese ha lavorato per l’auto elettrica Bluecar, aveva presentato una formale manifestazione d’interesse a inizio 2011. Indiscrezioni si erano poi inseguite riguardo all’attenzione di gruppi cinesi, come Brillance e Anhui Jiangling, ma anche dell’austro-canadese Magna e di un altro colosso indiano, Tata, con cui Pininfarina ha poi realizzato una joint venture.

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