WP_Post Object ( [ID] => 178010 [post_author] => 8 [post_date] => 2015-09-10 17:28:24 [post_date_gmt] => 2015-09-10 15:28:24 [post_content] => Le nuove Mitsubishi Outlander e L200 rappresentano perfettamente quello che la casa dei tre diamanti vuole essere. Da una parte abbiamo un SUV dalle dotazioni di ottimo livello, piuttosto ricco anche con gli allestimenti meno elaborati. Dall’altra invece troviamo un mezzo che solamente ad un’occhiata veloce potrebbe essere definito “da lavoro”. Certo, la sua capacità di carico ben oltre i novecento chili lo rende adatto anche per essere “maltrattato”, ma con questa quinta generazione in particolare ci troviamo a che fare con un mezzo particolarmente elaborato e curato, che alla capacità off-road che l’ha sempre contraddistinto ha saputo unire un abitacolo molto curato e di pregio. Sembra quasi di essere a bordo di un SUV, eppure girandoci troviamo sempre il grande cassone che a seconda delle versioni presenta una lunghezza di 1,52 o di 1,85 metri. Parliamo però prima dell’Outlander, il SUV principale della casa. In questo frangente ci troviamo davanti alla quarta generazione e, soprattutto, ad un’eredità di mezzi molto lunga e affermata. Dal punto di vista stilistico non è cambiato moltissimo, ma sono stati fatti diversi ritocchi per modernizzare e rendere più accattivante l’insieme della vettura, a nostro giudizio creando un buon effetto finale. I principali cambiamenti sono stati fatti sui gruppi ottici e sulla griglia, andando a creare quello che la stessa Mitsubishi chiama Dynamic Shield Design. Poche parole che contengono tutto il significato dell’ammodernamento, che punta sia all’esterno che all’interno a creare un mezzo moderno, ma comunque personale, senza togliere per questo spazio. Sono stati inseriti dei nuovi passaruota a contrasto e le ruote sono arricchite dal rinnovato design dei cerchi in lega da 18 pollici. Nell’abitacolo troviamo un cruscotto ben organizzato, in cui spiccano il volante Gloss Chrome (per un migliore grip delle mani), le sellerie (disponibili anche nella colorazione beige senza per questo spendere di più per la pelle) e un sistema di infotainment con il software Multi Communication System. Il tutto a fronte di una capacità di carico di ottimo livello, che con i sedili posteriori abbassati raggiunge un apice davvero notevole di ben 1.754 litri. SONY DSC Dal punto di vista meccanico, sono disponibili tre motori in tutto, uno per categoria (l’ibrido PHEV arriverà entro la fine dell’anno, forse ad ottobre). Il benzina è un 2.000 da 150 CV di potenza, che secondo i dati dichiarati della casa presenta un consumo medio nel ciclo europeo di 6,4 litri ogni 100 km, mentre le emissioni di CO2 si fermano a 149 g/km. Questo stesso motore è anche la base del bifuel a GPL. Il diesel, invece, è un 2.200 sempre da 150 CV e a differenza del benzina, che è disponibile sia su trazione anteriore che integrale, può essere ordinato solamente sull’integrale. Per quanto riguarda il cambio, invece, possiamo scegliere tra il manuale a sei marce e il nuovo CVT automatico a cinque rapporti. Il risultato è un SUV con un’ottima manovrabilità e la capacità di affrontare degli sterrati anche piuttosto sconnessi senza paura. Durante la nostra prova abbiamo girato per le strade di campagna della provincia senese, su strade che spesso e volentieri sono usate solamente da mezzi da lavoro o da fuoristrada veri e propri. Magari non ce la sentiremmo di affrontare direttamente un guado o salite fangose, ma possiamo affermare senza timor di smentita che occorra davvero parecchio prima di mettere in difficoltà il nuovo Outlander. Migliorate anche le sospensioni, che ora ci risultato più equilibrate rispetto al passato. SONY DSC Tutt’altro discorso, invece, va fatto per l’L200. In questo caso stiamo parlando del “macho” di casa Mitsubishi, uno dei pickup più apprezzati sul mercato sin dalla sua introduzione. Ne è ampia dimostrazione il fatto che, pur con la nostra legislazione poco permissiva in questo campo, anche in Italia sia possibile trovare spesso e volentieri gli L200 circolare per la strada. Persino in città, anche perché contrariamente a quanto si può comunemente credere, l’L200 presenta dei vantaggi anche per chi non ha bisogno di un mezzo da lavoro. Provate a pensarci: un weekend con marito, moglie, magari due o tre figli e le relative biciclette con bagagli. Sicuri che un L200 non possa tornare utile? Una visione che gli ostacoli fiscali hanno molto offuscato in Italia, ma che comunque rimane una realtà molto solida. La quinta generazione del veicolo, tra l’altro, si è decisamente modernizzata, presentando un aspetto molto più moderno e accattivante. L’obiettivo della Casa é lampante: aumentare la sensazione di trovarsi all’interno di un’auto piuttosto che di un truck. Già dall’esterno, comunque, si vede che più di qualcosa è cambiato. Il design ha migliorato sensibilmente l’aerodinamicità della vettura, portando il cd ad un valore di 0.4. I gruppi ottici sono molto simili a quelli già visti sull’Outlander, anche se con una forma sensibilmente diversa. Da notare anche la griglia, caricata con una quantità decisamente grande di elementi cromati, una scelta fatta ovviamente alla luce del tipo di clientela a cui l’L200 si rivolge. Sul lato notiamo due nuove nervature, che assumono una particolare importanza a seconda della carrozzeria. L’L200, infatti, è disponibile sia nella versione Club Cab che in quella Double Cab. Sono entrambe a quattro porte, ma il Club Cab ad una prima occhiata sembra un normale due porte, se non fosse che le sezioni posteriori si aprono a loro volta a libro. Grazie all’assenza del montante, la facilità d’accesso è particolarmente alta, anche se il Double Cab, con le sue quattro porte standard rimane sempre superiore in questo senso. SONY DSC La vera rivoluzione, però, è stata fatta all’interno. L’abitacolo, infatti, è assolutamente al livello di un SUV, sia per materiali che per rifiniture e optional. Non avrete mai veramente l’impressione di essere a bordo di un veicolo commerciale. Sono disponibili quattro allestimenti diversi più il pacchetto Diamond Pack, il che consente di avere a disposizione equipaggiamenti di un certo livello, assolutamente paragonabili a quelli dell’Outlander. Questo spiega ulteriormente come la volontà di Mitsubishi, almeno all’estero, sia proprio di mostrare questo mezzo anche come soluzione alternativa per le famiglie numerose, che ricordiamo possono optare anche per diverse coperture per il cassone nel caso non lo si voglia lasciare all’aria aperta. Ciò non toglie, comunque, che molti addetti ai lavori considerino l’L200 come uno dei migliori mezzi da off-road attualmente in commercio e dopo averlo provato possiamo confermare questa visione. Chi vi scrive non è un fuoristradista, ma abbiamo affrontato diversi percorsi relativamente impegnativi (decisamente molto più accidentati di quelli pensati per l’Outlander) con buche enormi, pietre e anche qualche piccolo guado fangoso. Inutile quasi dire che l’L200 non si è fermato davanti a nulla e proprio il fatto che fosse in mano ad un guidatore con poca esperienza in questo genere di percorsi dovrebbe essere un’ulteriore conferma. Non è solo merito del motore, un 2.400 diesel con potenza da 180 CV, che comunque fa ampiamente il suo dovere, ma anche di una serie di sistemi aggiuntivi che aggiungono quella forza in più al mezzo che lo fa svettare su tutti. La trazione integrale, infatti, è arricchita dal sistema brevettato Mitsubishi Super Select, che consente di passare da una modalità a sole due ruote motrici (per l’asfalto in modo da consumare meno) alla normale a quattro fino ad arrivare alle ridotte, in maniera semplicissima e pratica. Il meccanismo si inserisce in pochi secondi a macchina ferma e proprio con le ridotte l’L200 viene letteralmente incollato al terreno, anche al più sdrucciolevole. Mai un tentennamento o un’incertezza. Se poi a questo aggiungiamo un raggio di sterzata da 6 metri, ci rendiamo conto che questo mezzo, nonostante i 5,02 metri di lunghezza, sa essere pratico in molte situazioni. Ovvio, non lo consiglieremmo a chi vive nel centro delle metropoli (a meno di non avere il garage privato), ma è sufficiente stare fuori città per apprezzarne tutte le qualità. Anche se non avete sterrati da affrontare (figuriamoci se li avete). Il cassone, infine, è decisamente capiente. La portata massima arriva a 970 kg su tutte le versioni, mentre la lunghezza del cassone, come già detto, è di 1,85 metri sul Double Cab e di 1,52 metri sul Club Cab. L’altezza dello stesso è di 475 mm, mentre la larghezza è di 1,47 metri. Insomma, di spazio ne abbiamo davvero in abbondanza. Mitsubishi, con queste nuove versioni di Outlander e L200, ci ha mostrato due mezzi davvero interessanti. Dalle dimensioni importanti, ma anche dalle qualità altrettanto di livello. Per quanto riguarda i prezzi, l’Outlander parte da 28.950 €, mentre l’L200 si presenta con un cartellino di partenza di 27.650 €. Fino alla fine dell’anno, inoltre, Mitsubishi applicherà una speciale offerta di lancio con 4.000 € di sconto su Outlander e 3.000 sull’L200. 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Mitsubishi Outlander e L200 MY 2016, le doppia anima del triplo diamante [PRIMO CONTATTO]

Entrambi comodi, entrambi inarrestabili

Le nuove versioni del Mitsubishi Outlander e dell'L200 si sono mostrate sulle colline della provincia senese, dove abbiamo potuto saggiarne in anteprima le qualità. Sia il SUV che il pickup sono dotati di allestimenti di ottimo livello e comfort, ma soprattutto entrambi (con particolare menzione dell'L200) non si fanno spaventare nemmeno dalla strada più disastrata

Le nuove Mitsubishi Outlander e L200 rappresentano perfettamente quello che la casa dei tre diamanti vuole essere. Da una parte abbiamo un SUV dalle dotazioni di ottimo livello, piuttosto ricco anche con gli allestimenti meno elaborati. Dall’altra invece troviamo un mezzo che solamente ad un’occhiata veloce potrebbe essere definito “da lavoro”. Certo, la sua capacità di carico ben oltre i novecento chili lo rende adatto anche per essere “maltrattato”, ma con questa quinta generazione in particolare ci troviamo a che fare con un mezzo particolarmente elaborato e curato, che alla capacità off-road che l’ha sempre contraddistinto ha saputo unire un abitacolo molto curato e di pregio. Sembra quasi di essere a bordo di un SUV, eppure girandoci troviamo sempre il grande cassone che a seconda delle versioni presenta una lunghezza di 1,52 o di 1,85 metri.

Parliamo però prima dell’Outlander, il SUV principale della casa. In questo frangente ci troviamo davanti alla quarta generazione e, soprattutto, ad un’eredità di mezzi molto lunga e affermata. Dal punto di vista stilistico non è cambiato moltissimo, ma sono stati fatti diversi ritocchi per modernizzare e rendere più accattivante l’insieme della vettura, a nostro giudizio creando un buon effetto finale. I principali cambiamenti sono stati fatti sui gruppi ottici e sulla griglia, andando a creare quello che la stessa Mitsubishi chiama Dynamic Shield Design. Poche parole che contengono tutto il significato dell’ammodernamento, che punta sia all’esterno che all’interno a creare un mezzo moderno, ma comunque personale, senza togliere per questo spazio. Sono stati inseriti dei nuovi passaruota a contrasto e le ruote sono arricchite dal rinnovato design dei cerchi in lega da 18 pollici. Nell’abitacolo troviamo un cruscotto ben organizzato, in cui spiccano il volante Gloss Chrome (per un migliore grip delle mani), le sellerie (disponibili anche nella colorazione beige senza per questo spendere di più per la pelle) e un sistema di infotainment con il software Multi Communication System. Il tutto a fronte di una capacità di carico di ottimo livello, che con i sedili posteriori abbassati raggiunge un apice davvero notevole di ben 1.754 litri.

SONY DSC

Dal punto di vista meccanico, sono disponibili tre motori in tutto, uno per categoria (l’ibrido PHEV arriverà entro la fine dell’anno, forse ad ottobre). Il benzina è un 2.000 da 150 CV di potenza, che secondo i dati dichiarati della casa presenta un consumo medio nel ciclo europeo di 6,4 litri ogni 100 km, mentre le emissioni di CO2 si fermano a 149 g/km. Questo stesso motore è anche la base del bifuel a GPL. Il diesel, invece, è un 2.200 sempre da 150 CV e a differenza del benzina, che è disponibile sia su trazione anteriore che integrale, può essere ordinato solamente sull’integrale. Per quanto riguarda il cambio, invece, possiamo scegliere tra il manuale a sei marce e il nuovo CVT automatico a cinque rapporti. Il risultato è un SUV con un’ottima manovrabilità e la capacità di affrontare degli sterrati anche piuttosto sconnessi senza paura. Durante la nostra prova abbiamo girato per le strade di campagna della provincia senese, su strade che spesso e volentieri sono usate solamente da mezzi da lavoro o da fuoristrada veri e propri. Magari non ce la sentiremmo di affrontare direttamente un guado o salite fangose, ma possiamo affermare senza timor di smentita che occorra davvero parecchio prima di mettere in difficoltà il nuovo Outlander. Migliorate anche le sospensioni, che ora ci risultato più equilibrate rispetto al passato.

SONY DSC

Tutt’altro discorso, invece, va fatto per l’L200. In questo caso stiamo parlando del “macho” di casa Mitsubishi, uno dei pickup più apprezzati sul mercato sin dalla sua introduzione. Ne è ampia dimostrazione il fatto che, pur con la nostra legislazione poco permissiva in questo campo, anche in Italia sia possibile trovare spesso e volentieri gli L200 circolare per la strada. Persino in città, anche perché contrariamente a quanto si può comunemente credere, l’L200 presenta dei vantaggi anche per chi non ha bisogno di un mezzo da lavoro. Provate a pensarci: un weekend con marito, moglie, magari due o tre figli e le relative biciclette con bagagli. Sicuri che un L200 non possa tornare utile? Una visione che gli ostacoli fiscali hanno molto offuscato in Italia, ma che comunque rimane una realtà molto solida. La quinta generazione del veicolo, tra l’altro, si è decisamente modernizzata, presentando un aspetto molto più moderno e accattivante. L’obiettivo della Casa é lampante: aumentare la sensazione di trovarsi all’interno di un’auto piuttosto che di un truck. Già dall’esterno, comunque, si vede che più di qualcosa è cambiato. Il design ha migliorato sensibilmente l’aerodinamicità della vettura, portando il cd ad un valore di 0.4. I gruppi ottici sono molto simili a quelli già visti sull’Outlander, anche se con una forma sensibilmente diversa. Da notare anche la griglia, caricata con una quantità decisamente grande di elementi cromati, una scelta fatta ovviamente alla luce del tipo di clientela a cui l’L200 si rivolge. Sul lato notiamo due nuove nervature, che assumono una particolare importanza a seconda della carrozzeria. L’L200, infatti, è disponibile sia nella versione Club Cab che in quella Double Cab. Sono entrambe a quattro porte, ma il Club Cab ad una prima occhiata sembra un normale due porte, se non fosse che le sezioni posteriori si aprono a loro volta a libro. Grazie all’assenza del montante, la facilità d’accesso è particolarmente alta, anche se il Double Cab, con le sue quattro porte standard rimane sempre superiore in questo senso.

SONY DSC

La vera rivoluzione, però, è stata fatta all’interno. L’abitacolo, infatti, è assolutamente al livello di un SUV, sia per materiali che per rifiniture e optional. Non avrete mai veramente l’impressione di essere a bordo di un veicolo commerciale. Sono disponibili quattro allestimenti diversi più il pacchetto Diamond Pack, il che consente di avere a disposizione equipaggiamenti di un certo livello, assolutamente paragonabili a quelli dell’Outlander. Questo spiega ulteriormente come la volontà di Mitsubishi, almeno all’estero, sia proprio di mostrare questo mezzo anche come soluzione alternativa per le famiglie numerose, che ricordiamo possono optare anche per diverse coperture per il cassone nel caso non lo si voglia lasciare all’aria aperta. Ciò non toglie, comunque, che molti addetti ai lavori considerino l’L200 come uno dei migliori mezzi da off-road attualmente in commercio e dopo averlo provato possiamo confermare questa visione. Chi vi scrive non è un fuoristradista, ma abbiamo affrontato diversi percorsi relativamente impegnativi (decisamente molto più accidentati di quelli pensati per l’Outlander) con buche enormi, pietre e anche qualche piccolo guado fangoso. Inutile quasi dire che l’L200 non si è fermato davanti a nulla e proprio il fatto che fosse in mano ad un guidatore con poca esperienza in questo genere di percorsi dovrebbe essere un’ulteriore conferma. Non è solo merito del motore, un 2.400 diesel con potenza da 180 CV, che comunque fa ampiamente il suo dovere, ma anche di una serie di sistemi aggiuntivi che aggiungono quella forza in più al mezzo che lo fa svettare su tutti. La trazione integrale, infatti, è arricchita dal sistema brevettato Mitsubishi Super Select, che consente di passare da una modalità a sole due ruote motrici (per l’asfalto in modo da consumare meno) alla normale a quattro fino ad arrivare alle ridotte, in maniera semplicissima e pratica. Il meccanismo si inserisce in pochi secondi a macchina ferma e proprio con le ridotte l’L200 viene letteralmente incollato al terreno, anche al più sdrucciolevole. Mai un tentennamento o un’incertezza. Se poi a questo aggiungiamo un raggio di sterzata da 6 metri, ci rendiamo conto che questo mezzo, nonostante i 5,02 metri di lunghezza, sa essere pratico in molte situazioni. Ovvio, non lo consiglieremmo a chi vive nel centro delle metropoli (a meno di non avere il garage privato), ma è sufficiente stare fuori città per apprezzarne tutte le qualità. Anche se non avete sterrati da affrontare (figuriamoci se li avete). Il cassone, infine, è decisamente capiente. La portata massima arriva a 970 kg su tutte le versioni, mentre la lunghezza del cassone, come già detto, è di 1,85 metri sul Double Cab e di 1,52 metri sul Club Cab. L’altezza dello stesso è di 475 mm, mentre la larghezza è di 1,47 metri. Insomma, di spazio ne abbiamo davvero in abbondanza.

Mitsubishi, con queste nuove versioni di Outlander e L200, ci ha mostrato due mezzi davvero interessanti. Dalle dimensioni importanti, ma anche dalle qualità altrettanto di livello. Per quanto riguarda i prezzi, l’Outlander parte da 28.950 €, mentre l’L200 si presenta con un cartellino di partenza di 27.650 €. Fino alla fine dell’anno, inoltre, Mitsubishi applicherà una speciale offerta di lancio con 4.000 € di sconto su Outlander e 3.000 sull’L200.

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