Volkswagen nella bufera: azioni crollate del 23% e la Francia chiede controlli anche in Europa

Volkswagen nella bufera: azioni crollate del 23% e la Francia chiede controlli anche in Europa

Negli USA parte un'inchiesta penale del Dipartimento di Giustizia

Volkswagen - Dopo lo scandalo che ha investito Volkswagen negli USA per aver barato sul livello dei gas di scarico di alcuni motori diesel, il colosso tedesco crolla in borsa e si prepara ad essere oggetto di una serie di inchieste e controlli anche in Asia e in Europa che vogliono far luce sul metodo "furbo" delle misurazioni di emissioni inquinanti messo in atto dalla Casa di Wolfsburg.
Volkswagen nella bufera: azioni crollate del 23% e la Francia chiede controlli anche in Europa

Dopo l’ammissione di aver “taroccato” i risultati dei test sulle emissioni inquinanti di alcuni dei suoi motori diesel negli Stati Uniti, lo scandalo per Volkswagen rischia di avere pesanti conseguenze a catena di portata mondiale. Il fatto che nella giornata di ieri il titolo della Casa di Wolfsburg sia andato giù del 23% (crollo in 24 ore più pesante di sempre per Volkswagen) è solo il primo passo verso una serie di guai che con molta fatica, a detta degli analisti, Volkswagen riuscirà a tenere dentro i confini americani.

L’indagine dell’EPA, l’agenzia dell’indagine per la protezione ambientale statunitense, ha scoperto il “trucchetto” di Volkswagen su 482.000 vetture, del marchio Audi e Volkswagen prodotte tra il 2009 e il 2015 che montano il quattro cilindri TDI 2.0 litri incriminato per un livello di gas di scarico inquinanti che sarebbe ben superiore tra 10 e 40 volte i limiti di legge imposti negli Stati Uniti. Vetture che hanno superato i test ufficiali sulle emissioni grazie alla manipolazione di Volkswagen che tramite un software ha “ritoccato” i dati riuscendo così ad aggirare gli standard ambientali statunitensI.

Mentre l’EPA fa sapere di voler ampliare questo tipo d’indagine anche sugli altri costruttori per capire se si tratta di un problema diffuso, Volkswagen, che rischia una multa di 18 miliardi di dollari (circa 16 miliardi di euro), dovrà fare i conti anche con l’inchiesta penale del Dipartimento americano di Giustizia per aver barato nei test federali riguardanti le emissioni di diossido di azoto di alcuni dei suoi propulsori diesel.

Intanto, mentre l’ad del colosso tedesco Martin Winterkorn per il momento resta al suo posto, altri Paesi come Corea a Australia (in Asia la Casa di Wolfsburg vende il 40% delle sue auto) hanno fatto sapere di voler effettuare una serie di controlli approfonditi sulle auto Volkswagen vendute nei loro mercati. Ma è in Europa che il costruttore tedesco rischia di più con la Francia, che tramite il suo ministro delle Finanza, Bernard Sapin, parlando a Radio Europe1 ha detto: “Serve un’inchiesta europea. Per rassicurare i cittadini sarà necessario effettuare controlli anche sulle altre Case europee“. Intanto, secondo l’agenzia Bloomberg, un’altra inchiesta potrebbe aprirsi in Germania.

La complicata situazione di Volkswagen, nel momento in cui lottava gomito a gomito con Toyota per il primato mondiale di vendite tra i costruttori di auto, potrebbe ulteriormente aggravarsi. Negli Stati Uniti, dove sono stati ritirati dal mercato i modelli equipaggiati con i motori incriminati, il colosso tedesco potrebbe presto dover affrontare anche una serie di azioni legali intraprese da azionisti e da gruppi e associazioni ambientaliste, oltre alle richieste di rimborso di diversi clienti che hanno già espresso la loro volontà di chiedere i soldi indietro a Volkswagen, da cui si sentono traditi, dopo aver acquistato le loro vetture col motore 2.0 TDI “manipolato”.

Per la Casa di Wolfsburg il danno d’immagine e il calo di fiducia dei clienti provocato da questa vicenda potrebbe ripercuotersi pesantemente sulle vendite e sul futuro di Volkswagen. Intanto il capo della Casa tedesca negli USA, Michael Horn, in occasione della presentazione della nuova Passat, ha ribadito le scuse ad autorità e consumatori americani: “Questo tipo di comportamento non è per niente in linea con le nostre qualità“.

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    1 commento

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    • Speed ha detto:

      Questa sara’ una buona occasione
      per le nostre forze dell’ordine di fare causa
      alla VW per averci venduto le 4000 Seat Leon
      con il motore diesel Taroccato .

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