Dieselgate: in Italia sarebbero coinvolti circa un milione di veicoli

Le associazioni dei concumatori chiedono maggiori controlli

Il dieselgate investe anche l'Italia. Secondo, Riccardo Nencini, viceministro ai Trasporti, qui il caso toccherebbe circa 1 milione di veicoli. Intanto, le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori chiedono alla Comunità Europea più severità nelle verifiche
Dieselgate: in Italia sarebbero coinvolti circa un milione di veicoli

Dieselgate – In Italia i motori diesel truccati della Volkswagen potrebbero essere circa un milione. A dirlo è il viceministro ai Trasporti, Riccardo Nencini, in occasione del meeting dei Centri di revisione auto. “Una previsione di massima indica circa un milione di veicoli coinvolti. Sono in corso controlli per verificare il danno provocato anche in Italia”. ha detto Nencini, secondo il quale l’inchiesta potrebbe chiudersi entro la fine dell’anno. Il viceministro auspica che il marchio tedesco possa risolvere rapidamente la situazione e le prime conseguenze al dieselgate sembrano soddisfarlo. “Ha cambiato i vertici in poche ore dalla notizia dello scandalo. E’ stato un anno in chiaroscuro per la Germania, ad aprile la Deutsche Bank ha pattuito una sanzione di due miliardi e mezzo di euro per aver truccato i dati del Libor e ora il caso Volkswagen.

Se le notizie che la Ue sapeva da due anni del rischio di manipolazione dei dati sulle emissioni delle auto, venissero confermate sarebbe cosa gravissima“. Questo è quello che pensano, invece, le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, per le quali questo “confermerebbe, se ce ne fosse bisogno, la subalternità della politica e delle istituzioni Europee agli interessi dei grandi gruppi imprenditoriali e finanziari anziché anteporre quelli dei cittadini“. I presidenti delle due associazioni Elio Lannutti e Rosario Trefiletti chiedeono che la Cominità Europea acceleri e di molto le verifiche e i controlli sulle emissioni dei veicoli Volkswagen nel mercato Continentale. “Inoltre come noi riterremmo opportuno , si decida se non bloccare la messa in commercio di tali vetture così come sembra abbia deciso la Svizzera per non aumentare i gravi danni derivanti da questo enorme scandalo e nello stesso tempo si compiano verifiche e controlli su tutte le altre marche automobilistiche.” hanno commmentato i due presidenti. “Inoltre quello che rivendichiamo alla Comunità è che si giunga in maniera celere e determinata alla definizione di una Direttiva (questa si che ci farebbe immenso piacere) per la costituzione di una normativa di Class Action Europea funzionale a una migliore difesa dei cittadini della Comunità, come noi oggi rivendichiamo al nostro Parlamento la messa in approvazione al Senato della Class Action italiana che ha già ottenuto voto pressochè plebiscitario alla Camera”.

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