Dieselgate Volkswagen, le auto SEAT coinvolte sono circa 700.000

Bloccate le vendite delle circa 3.000 vetture nelle concessionarie

Dieselgate SEAT - SEAT, marchio spagnolo di proprietà del Gruppo Volkswagen, fa sapere che sono circa 700.000 i suoi modelli che montano il motore TDI 2.0 con il software illegale che altera le emissioni nei test. Con l'identificazione delle vetture SEAT si completa il quadro degli 11 milioni di veicoli coinvolti nel dieselgate e che saranno richiamati dal costruttore tedesco.
Dieselgate Volkswagen, le auto SEAT coinvolte sono circa 700.000

Mancavano solo i numeri di SEAT per chiudere il cerchio sugli 11 milioni di veicoli del Gruppo Volkswagen che montano il motore TDI con il software “manipola-emissioni” che è stato scoperto negli USA dall’EPA, e ora sono stati resi noti anche quelli. Il marchio spagnolo controllato dal colosso tedesco fa sapere tramite un suo portavoce, come riporta l’agenzia Reuters, che i modelli SEAT coinvolti nel noto scandalo dieselgate sono circa 700.000.

Di queste vetture equipaggiate con il motore Volkswagen 2.0 TDI dotato del software illegale incriminato, una piccola parte, ovvero poco più di 3.000 unità non sono state vendute e SEAT, su indicazione della Casa madre, ne ha stoppato la vendita bloccandole nelle concessionarie fino a quando la questione non verrà risolta.

Con le circa 700.000 vetture SEAT si completa dunque l’identificazione, almeno per quanto riguarda il marchio di produzione, degli 11 milioni di veicoli dei vari brand del Gruppo Volkswagen che rappresentano la mole complessiva di auto che montano il TDI 2.0 litri col software capace di riconoscere i test sulle emissioni alterandone i dati rispetto a quelli risultanti dalla guida reale su strada.

Intanto Volkswagen ha fatto sapere che richiamerà gli 11 milioni di veicoli coinvolti nello scandalo dieselgate per porre le correzioni necessarie sul motore TDI. Un’operazione, quella del richiamo di 11 milioni di auto, che secondo alcuni analisti costerebbe a Volkswagen 6,5 miliardi di dollari, ovvero quasi 5,8 miliardi di euro che sarebbero la quasi totalità della speciale riserva iniziale (6,5 miliardi di euro) messa da parte dal costruttore tedesco per affrontare l’emergenza derivante dallo scandalo.

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