Smart ForTwo Twinamic: cambia tutto, ma resta inconfondibilmente lei [PROVA SU STRADA]

Con il doppia frizione le cambiate "lente" sono solo un ricordo

Cambia un pò ovunque, senza crescere in lunghezza, "cambia" anche il cambio, finalmente un automatico come si deve (addirittura doppia frizione), ma alla fine rimane sempre lei. Una citycar unica, che crea assuefazione (per la comodità di parcheggio) a chi la possiede, e la fa rimpiangere a chi l'ha posseduta.

Smart ForTwo – Giunta alla terza generazione, la più piccola delle auto tedesche, la Smart, è ormai diventata un immancabile elemento di arredo urbano delle nostre città. Complice anche l’arrivo di Car2go, a Milano come a Roma, ovunque ci si giri, è quasi impossibile non vedere una Smart. D’altronde, nel nostro traffico congestionato, nell’impossibilità cronica di trovare parcheggio, le dimensioni della ForTwo sono un toccasana che regala una facilità di sopravvivenza, nella jungla urbana, paragonabile soltanto a quella che può offrire uno scooter. Ma se le prime generazioni, magnifiche in città, soffrivano parecchio fuori porta, la nuova generazione, finalmente, è diventata molto più “auto” persino in autostrada: merito della carreggiata allargata di 10cm e di uno sterzo finalmente non così demoltiplicato da costringerti a fare due giri di volante ad ogni rotonda. Altro storico punto debole della ForTwo è sempre stato il cambio: l’automatico elettro-attuato, sebbene regalasse l’impagabile assenza della frizione, un toccasana nel traffico cittadino, era sempre stato afflitto da tempi di cambiata biblici. Tra una cambiata e l’altra c’era il tempo di bersi un caffè, mentre il kick down arrivava puntale come la metro nelle giornate in cui il pazzo di turno si getta sui binari. Ma adesso “cambia” tutto: oltre al manuale, disponibile per prima volta nella storia della ForTwo, è arrivato anche il doppia frizione Twinamic, che rispetto al vecchio elettroattuato passa da un rapporto all’altro con la velocità della luce.

Design e Interni:

Rating: ★★★★½ 

Compare per la prima volta un accenno di cofano, che la fa sembrare più lunga (senza esserlo realmente)
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La rivoluzione della nuova Smart passa anche dalla linea: per la prima volta nella sua giovane storia compare infatti un accenno di cofano. Personalmente credo che la vettura ne guadagni non poco, sia come proporzioni che come impatto visivo. Proprio la presenza del cofano inganna circa quelle che sono le reali dimensioni della vettura: a non poche persone abbiamo sentito dire che “la nuova Smart è più grossa”. In realtà, invece, la lunghezza è sempre quella, quei preziosi 269 cm che da sempre le regalano la parcheggiabilità che ha fatto della Smart, negli anni, un oggetto irrinunciabile per la vita da città. Come sempre l’elemento caratterizzante della linea è la cellula di sicurezza Tridion, che ancora una volta è ordinabile in diversi colori, consentendo così la massima personalizzazione della vettura. Unica tinta tra pannelli della carrozzeria e cellula Tridion se volte una ForTwo più seriosa, bicolore se la volete più giovanile e sbarazzina. Ed è proprio così che la preferiamo, perché anche le forme del muso e della coda appaiono più simpatiche e meno seriose rispetto al passato. I fari anteriori, grazie a giochi di led, come direbbero le ragazze, sembrano degli “occhietti”, mentre la presa d’aria anteriore sembra una “faccina sorridente”. Agli estremi della carrozzeria troviamo poi le ruote, che grazie alla maggiore larghezza sono diventate belle “cicciotte”, facendo anche apparire la nuova Smart maggiormente piantata sulle quattro ruote. In coda, infine, troviamo il classico portellone diviso in due porzioni tra lunotto e ribaltina.

Interni: ambiente curato ed originale come vuole tradizione
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La Smart, pur essendo una vettura a vocazione prettamente cittadina, non ha mai avuto abitacoli poveri o spartani, facendo anzi il possibile per apparire curata e raffinata. La nuova generazione non fa di certo eccezione alla regola. Anzi, il salto in avanti è davvero considerevole. Gli elementi che hanno fatto la storia sono ancora lì: plancia rivestita in tessuto richiamandosi al rivestimento dei sedili, che, dal canto loro, non avrebbero mai potuto abbandonare il poggiatesta integrato, presente sin dalla prima generazione. Per la prima volta, però, troviamo un bel volantino molto sagomato, quasi sportivo, con il diametro contenuto. La sensazione, impugnandolo, è davvero piacevole. Molto più moderna è la strumentazione, con l’arrivo dello schermo a colori al centro del tachimetro, ove è possibile visualizzare tutte le informazioni relative al computer di bordo, con una particolare attenzione a diversi grafici relativi a consumo e stile di guida, che ti danno un punteggio, espresso in percentuale, su quanto è stata eco o meno la tua guida. Alla sinistra del voltante, invece, troviamo lo strumento addizionale del contagiri, mentre al centro, in posizione prominente, fa bella mostra di se la nuova autoradio con tanto di braccio di sostegno per lo smartphone. Uno dei punti di forza di quest’ultima, infatti, è proprio l’integrazione con il cellulare, consentendo così di effettuare telefonate come anche di ascoltare la propria musica comandando il telefonino direttamente dai comandi della vettura. Ad impreziosire ulteriormente l’abitacolo della vettura in prova c’erano poi il rivestimento in pelle dei sedili, peraltro riscaldabili, ed il grande tetto panoramico, che regala tantissima luminosità. Non ci è particolarmente piaciuto il pomello del cambio, anch’esso rivestito in pelle ma dal sapore quasi “aftermarket”. Rispetto alle generazioni precedenti si rimpiange l’assenza, sul fianco sinistro del sedile (destro in quello del passeggero) , della guida per far scorrere la cintura di sicurezza, che adesso diventa difficile da recuperare. Comodo come sempre, invece, il bagagliaio, con la ribaltina che al suo interno guadagna anche un comodo vano portaoggetti.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★½ 

Finalmente è diventata molto più “macchina”
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Prima ancora di mettere mettere in moto si nota che la chiave, dal tunnel centrale, si è trasferita per la prima volta sul piantone. Il 1.0 tre cilindri da 71cv si avvia in maniera assolutamente silenziosa, tanto da restare praticamente inavvertibile a minimo. Quasi sparite anche le vibrazioni. Agiamo a questo punto sulla leva dell’esordiente doppia frizione, che peraltro consente anche la selezione manuale dei rapporti (sia tramite la leva stessa che per mezzo dei paddle al volante, disponibili come optional). Come sulle Mercedes più grandi sono disponibili le due modalità di funzionamento: Eco e Sport. Sin da subito appare chiaro come il nuovo cambio Twinamic sia davvero un altro pianeta rispetto al passato: nella guida rilassata i passaggi di marcia avvengono finalmente in maniera solerte, ma si mantengono allo stesso tempo quasi inavvertibili. Le fastidiose ed interminabili interruzioni di spinta delle prime generazioni di Fortwo restano soltanto un ricordo. Oltre ad essere comodo, però, il doppia frizione “Twinamic” riesce anche ad essere decisamente rapido nei tempi di cambiata: prova ne è il fatto che lo 0-100km/h dichiarato per la versione automatica è inferiore rispetto a quello della manuale. Insomma, il nuovo cambio regala alla vettura una versatilità ancora maggiore, risultando praticamene adatto ad ogni circostanza di guida, dal traffico più intenso alle partenze sprint al semaforo in stie Lewis Hamilton. Proprio la rapidità del cambio fa emergere una certa pigrizia del piccolo 1.0 nel salire di giri, facendoti così desiderare la versione turbo da 90cv o la versione Brabus. Grazie all’incredibile raggio di sterzata record, di appena 8.65 metri, la leggendaria agilità nel traffico risulta ancora maggiore, tanto che la nuova Fortwo sembra praticamente in grado di girare su se stessa, tipo passeggino o carrello della spesa. E poi, con un angolo di sterzo del genere, non c’è parcheggio che non si possa fare. Ma non solo, perché i miglioramenti si apprezzano, come anticipato, ancora di più fuoriporta. Grazie ai 10 cm in più in larghezza, la nuova ForTwo, adesso, si guida praticamente come un’auto “normale”. La maggiore larghezza ha consentito di adottare un assetto più morbido, facendo quindi venir meno quella rigidità eccessiva che spesso veniva rimproverata alle vecchie generazioni. Rigidità che era dettata da esigenze tecniche, dovute al passo corto ed all’altezza da terra del corpo vettura. Capisci che la Smart adesso è più “macchina” anche dal minor affidamento che deve fare sull’elettronica. Se con le vecchie generazioni bastava prendere una rotonda un filino più allegra per sentire intervenire pesantemente l’Esp, adesso il comportamento risulta decisamente più neutro e meno sottosterzante, con l’anteriore che mantiene sempre una buona direzionalità. Ma non solo: in autostrada, anche a 130/km orari, impugnando il bel volantino, non si ha più quella sensazione di vaghezza e di leggerezza. Adesso c’è un bel carico ed una discreta prontezza, che non non fanno più sentire a disagio la piccola citycar e chi la guida: se con le vecchie generazioni viaggiare a velocità di codice sembrava quasi un’avventura, adesso si può fare in totale naturalezza, come su vetture di dimensioni ben superiori. Si gode peraltro di un comfort quasi inaspettato, dato che il rumore del motore si disperde alle spalle, lasciando prevalere soltanto qualche fruscio aerodinamico. Insomma, sarà cambiata radicalmente, migliorata praticamene in tutto, ma alla fine la ForTwo è rimasta sempre lei: quel fantastico anello di congiunzione tra scooter e auto, ineguagliabile per circolare nelle nostre trafficatissime città, tanto che, di norma, chi ne ha una e si abitua alla sua praticità spesso dice di non poterne più fare a meno.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★½ 

Silenzioso, ma non ha fretta nel prendere giri
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Il piccolo 1.0 tre cilindri da 71cv basta e avanza per l’esigenze di mobilità urbana di ogni giorno. A patto, però, di non avere particolari pretese in quanto a brillantezza. Intendiamoci, di spinta per muoversi in scioltezza c’è n’è in abbondanza, ma l’erogazione molto lineare, ed una certa “calma” nel salire di giri regala spesso l’impressione che si stia chiedendo al piccolo motore tutto quello che c’è. Lo 0-100 comunque, in base al dichiarato, viene coperto in circa 14 secondi, mentre la velocità di punta supera i 150km/h. Come già sottolineato, il propulsore di questa nuova Smart, abbandonato quello di origini Mitsubishi, si fa apprezzare per essere particolarmente silenzioso ad ogni andatura.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★★☆ 

Beve poco, ma come sempre non è affatto regalata
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Trattandosi di una citycar, ovviamente, uno dei target nella progettazione della vettura non poteva che essere il contenimento dei consumi. Proprio sotto quest’aspetto la nuova ForTwo riesce a far bene, senza però stabilire primati. Il dichiarato per il ciclo combinato è di 4.1 lt/100km, che diventano 4.7 lt/100km nel ciclo urbano. Noi, durante il nostro test, siamo riusciti a mettere a segno, in base a quanto indicato dal trip computer, un consumo di 5.8 lt/100km in città, che scendeva sotto i 5 lt/100km fuoriporta, a velocità costante. Per quanto riguarda il listino, è risaputo, la Smart non è mai stata regalata o a prezzi di saldo. Ed effettivamente anche questa nuova versione non fa eccezione alla regola. Per una ForTwo Twinamic Prime come quella in prova ci vogliono ben 16.590€, ai quali aggiungere eventuali optional (bisogna sottolineare, comunque, che la dotazione di serie della Prime come quella in prova è già piuttosto ricca, con ad esempio il lane departure warning ed i sedili in pelle riscaldati).

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Agilità spettacolare. Notevolmente migliorata su strada. Cambio di un altro pianeta rispetto al passatoCintura difficilmente raggiungibile. Prezzo impegnativo per quest'allestimento ricco

Smart ForTwo Twinamic: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★½☆ 
Accellerazione:★★★½☆ 
Ripresa:★★★½☆ 
Cambio:★★★★½ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★½☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★★☆ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★★½ 
Bagagliaio:★★★★½ 
Posizione di guida:★★★★☆ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★½☆ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★☆ 
Piacere di guida:★★★½☆ 
Consumi:★★★★☆ 

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    1 commento

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    • Kato ha detto:

      Il prezzo è fuori da ogni logica visto che rispetto al modello passato che aveva già il cambio automatico devi aggiungere altri 2.000 euro!
      Il motore è peggiorato di 3 secondi dallo 0-100, non mi sembrano dati positivi e la gente se ne è resa conto.

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