Self-driving future: la mobilità del domani

Guida autonoma e nuovi design i punti salienti

Un incontro dedicato ai designer del futuro per immaginare come saranno i mezzi sui quali ci muoveremo ogni giorno, ma non solo, perché nell'ambito si è parlato di impatto zero sull'ambiente grazie all'uso di materie nuove e propulsori più puliti.
Self-driving future: la mobilità del domani

Self driving future – Nella serata di mercoledì 28 Ottobre si è tenuto un incontro, con a tema la guida autonoma, presso Domus Academy, scuola post-universitaria di design di fama internazionale con sede a Milano. Sono intervenuti per tale occasione Roberto Giolito (Head Design FCA EMEA) e Benedetto Camerana (architetto che ha recentemente contribuito al restauro del museo Alfa Romeo di Arese).

Agli ultimi saloni i concept presentati dalle case molto spesso sono puntati in un’ottica di guida autonoma oltreché ad impatto zero per quanto concerne le emissioni di CO2, ma tutto ciò è un futuro così lontano? Camerana:«È importante partire da un cross cultural per avere un quadro completo. Google sta investendo di più dopo Apple, mentre Über sta pensando ai taxi autonomi. Bill de Blasio, sindaco di New York, ha firmato con google per avere in futuro una flotta di taxi che guidino da soli. Dina Games in Giappone sta costruendo dei robot-taxi, entrando di fatto in un nuovo business. I vantaggi in tutto ciò saranno diversi: i taxi costeranno di meno e la gente non avrà bisogno di un’auto propria; verranno prodotte meno vetture per un risparmio complessivo pari al 90% del tempo di produzione impiegato dalle case. Maggiore connettività con i devices a bordo. Ci saranno meno incidenti in caso di guida in stato di ebbrezza da parte del conducente, così come meno errori dovuti a distrazioni. Meno spazi vuoti e traffico ridotto significheranno infine più spazi pedonali e personali, si pensi per esempio alla scomparsa dei garage di casa».

Giolito ha sottolineato come cambierà il design, allargando il discorso a campi diversi ma convergenti sempre allo stesso punto:«Il design del cockpit cambierà molto presto e sarà diverso da quello di oggi. La spazio di azione delle vetture aumenterà. Verranno usati policarbonati per ridurre gli spazi e garantire sicurezza per le vettura, oltre a materiali anche riciclati per comporre gli interni o gli esterni di un’automobile. Bisogna poi vedere i bisogni del mercato dove si va a vendere il prodotto, basti pensare alla mini degli anni ’60. Tre concetti importanti sono alla base dell’auto di domani: mezzi che comunicano con altri mezzi, la capacità di apprezzare il viaggi e riscoprire l’ambiente che ci circonda mentre si è a bordo e non si deve guidare, partire da uno standard e poi personalizzare secondo le proprie esigenze quotidiane».

È importante sottolineare che per avviare questo processo si dovrà dare avvio ad un cambio di mentalità e solo così potremo vivere nelle ‘città 3.0’, più sicuri e rispettosi dell’ambiente. Al termine dell’incontro Giolito e Camerana hanno risposto a domande poste dal pubblico riguardanti il design ed il rapporto che si ha con l’automobile oggi, esponendo il loro punto di vista su come cambieranno i nostri habits, le nostre consuetudini nel domani che già molti immaginano.

 

Fonte immagine: http://www.domusacademy.com

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