Patente a punti: diminuisce l’effetto deterrente e i morti in città aumentano

A dirlo è Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI

Patente a punti - Secondo Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI, la patente a punti non sarebbe più in grado di fermare coloro che infrangono le regole della strada. Una dichiarazione che arriva alla vigilia della presentazione degli ultimi dati Aci-Istat sugli incidenti stradali
Patente a punti: diminuisce l’effetto deterrente e i morti in città aumentano

Il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, spiega come la patente a punti ha perso il suo effetto deterrente.

Purtroppo non sono dati confortanti. Tre sono le novità e sono tutte e tre negative. Intanto quel trend, che vedeva una riduzione sensibile degli incidenti, dei feriti e dei morti, si è fermato (nel 2014, ndr). Si è invertito nel 2015, con dati parziali. Ancora, nel 2014, possiamo parlare soltanto di uno stop. L’altro dato negativo, ahimè, purtroppo un pochino preannunciato dall’Aci, perché noi siamo molto preoccupati dai morti che ci sono nelle aree urbane, in particolare siamo arrivati a 44,5% dei morti nelle città. Sono aumentati.” ha detto Angelo Sticchi Damiani raggiunto telefonicamente alla vigilia della presentazione degli ultimi dati Aci-Istat sugli incidenti stradali.

Nessuno immagina neanche lontanamente che poco meno della metà dei morti sono in città. Purtroppo sono tre i fattori: le utenze deboli; stiamo parlando di pedoni, di ciclisti, ma poi anche gli automobilisti”. Inoltre, la patente a punti secondo Sticchi Damiani avrebbe perso la sua utilità, ovvero non sarebbe più in grado di stimolare a seguire le leggi. “Come tutti i deterrenti, conclude il presidente dell’Aci, “dopo un po’ perde il suo effetto.” ha concluso il presidente ACI.

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    1 commento

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    • kato ha detto:

      Forse dipende anche dagli ubriaconi senza patente di nazionalità “non italiana” che aumentano le statistiche…

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