30 anni di Porsche Italia, raccontati dal suo Direttore Generale Pietro Innocenti

Un 2015 in crescita ed un futuro con obiettivi importanti

L’occasione del compleanno è stata colta per ripercorrere le tappe fondamentali della storia della filiale italiana, raccontando come gli appassionati del Marchio hanno festeggiato i suoi primi 30 anni, ma anche per parlare del futuro e di ciò che ci aspetta.
30 anni di Porsche Italia, raccontati dal suo Direttore Generale Pietro Innocenti

30 anni di Porsche Italia – Che il 2015 sia stato un anno molto positivo per Porsche lo testimoniano sia i risultati economici che quelli sportivi, con la vittoria alla 24 Ore di Le Mans ed il titolo mondiale nel Campionato WEC. Nelle vendite è stata superata la barriera delle 200.000 vetture consegnate nel Mondo, con tre anni di anticipo rispetto all’obiettivo previsto, di cui circa 5.000 in Italia. Quest’anno è stato particolarmente importante per la sede italiana, che ha spento le 30 candeline, con risultati positivi ed in conferma della ripresa iniziata nel 2014. Il lancio di Macan aveva già riportato le vendite vicino ai livelli pre-crisi, ma l’incremento di quasi il 25% rispetto al 2014 si spiega non solo con questo.

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Andando a ritroso nel tempo è curioso, per chi non lo sapesse, scoprire che la storia della filiale italiana del Brand tedesco nasce dall’iniziativa di un imprenditore di Padova, che resterà poi la sede anche nel passaggio ad “ufficiale” del 1996. Oggi Porsche Italia non è però solo nella città del Santo, ma è proprietaria della succursale di Milano (sede di questo incontro), del circuito di Nardò, del Porsche Design di via della Spiga a Milano e di numerose altre attività, dal campo finanziario a quello culturale. La rete vendite è arrivata a 36 concessionarie, 17 centri assistenza e 3 filiali Service. La crisi feroce che ha portato negli anni successivi ad un drastico taglio dei numeri massimi raggiunti (quasi 6.000 auto consengnate sia nel 2007 che nel 2008) ha avuto però anche una conseguenza positiva: oggi infatti la redditività è più alta a parità di volumi, grazie ad una rete vendita più efficiente. L’occasione della lettura dei dati di vendita degli ultimi anni è stata interessante per analizzare come in Italia al contesto di recessione internazionale si siano affiancate politiche scellerate dei governi, con l’introduzione del superbollo ed un clima di “terrore” nei confronti dei proprietari di auto prestigiose, che hanno avuto conseguenze devastanti per le vendite del nuovo, ma anche per il parco circolante e per tutto l’indotto. Si stima che sia nell’ordine del 20% il numero di auto del marchio Porsche che sono sparite dal nostro Paese, radiate per esportazione, con una ovvia riduzione del lavoro di officina e di ogni altra fonte di lavoro e di rendita per il sistema. In attesa che prima o poi venga abolito il balzello del superbollo, sul fronte della fiducia dei clienti Porsche Italia si è mossa e non poco, ad esempio con una campagna di Oliviero Toscani, cliente da tempo, ma soprattutto con una serie di iniziative ed eventi che hanno accresciuto il senso di appartenenza di chi possiede una vettura di un Brand che è unico, per la sua storia e per il suo “sapore”. In Italia troviamo, ad esempio, 18 Porsche Club, 4 registri di singoli modelli, 500 eventi ufficiali organizzati, anche in ambito culturale e legato alla Musica jazz e tanto altro.

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Occorre senza dubbio sottolineare che nel 2013 è iniziata la celebrazione dei 30 anni della 911, con il Porsche Tour in Italia. Indubbiamente avere scelto di tenere alto il budget nelle attività legate al motorsport, con grossi investimenti anche quando la crisi avrebbe suggerito di tagliarli, ha giovato all’immagine del Brand. Nella Carrera Cup è stato fatto uno sforzo per far crescere giovani piloti, che ha portato, tanto per citare due dati tangibili ed eclatanti, alla vittoria nella classifica generale 2014 di Matteo Cairoli a soli 18 anni ed al campionato 2015 con ben 8 piloti sotto i 26 anni. L’attenzione e l’interesse per la soddisfazione del cliente in casa Porsche non si fermano infatti alle attività legate alla vendita e post vendita. Chi sceglie un’auto della Casa di Zuffenhausen sa di poter contare su un supporto ed una organizzazione ufficiale per andare in pista con la propria auto, oppure se ha piacere di dedicare la sua passione a modelli del passato, due Partner Classic a Milano e Padova, centri di eccellenza con personale qualificato ad hoc per il mantenimento e il restauro delle Porsche d’epoca. Su questo fronte Porsche arriva addirittura ad organizzare training specifico ai meccanici per impedire che chi vada in pensione lasci un vuoto dietro di sé. L’attenzione deve essere particolare anche perché addirittura il 50% del parco circolante è costituito da auto d’epoca. Ad Ottobre è stata organizzata la prima edizione del Porsche Festival, sul circuito di Monza, al quale hanno partecipato circa 400 vetture di appassionati, un appuntamento che sarà ripetuto, visto il successo, con cadenza annuale. Sono valori aggiunti di un marchio che tiene a coccolare la propria clientela oltre quello che sarebbe lecito attendersi. Si arriva addirittura a rinunciare alla politica dei volumi ad ogni costo, per creare attesa e conservare l’esclusività del prodotto, mantenendo la domanda più elevata rispetto all’offerta. Nessun’altro brand ha oggi così forte come Porsche il valore dell’identificazione. Tutto questo, unito ad una lenta ripresa dell’intero settore ed al lancio di nuovi modelli, a tal proposito i numeri della Macan non accennano ancora a calare dal lancio dello scorso anno, ha portato alla risalita delle vendite negli ultimi 2 anni. A dar fiducia sono anche le vendite che arrivano dall’alto di gamma, con vetture come la 911 GT3 RS che sono molto richieste. L’Italia ad oggi in Europa rappresenta il terzo mercato europeo per Porsche, il secondo per redditività, proprio grazie ad una rete vendita molto efficiente.

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Il futuro è rappresentato anche dalle versioni ibride (già oggi siamo al 10% delle vendite per i modelli che ne prevedono una) e dalla nuova Mission E completamente elettrica (con dati dichiarati eclatanti, sia come potenza che come tempi di ricarica), su cui sono previsti investimenti di 1 miliardo di euro. Ricordiamo poi che la Hypercar 918 Spyder e la vettura che ha trionfato a Le Mans sono dotate di tecnologie ibride. I maligni potranno pensare che puntare su questo tipo di vetture sia un’operazione di recupero di immagine dopo il Dieselgate, ma sono anni che Porsche investe in questa direzione.

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Ricordiamo infine che per festeggiare i 30 anni in Italia Porsche ha realizzato una serie limitata di 30 vetture commemorative 911 Targa 4S.

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