WP_Post Object ( [ID] => 215778 [post_author] => 25 [post_date] => 2015-12-24 11:00:02 [post_date_gmt] => 2015-12-24 10:00:02 [post_content] => Mini Clubman Cooper S MY2015 – la prima serie della Clubman è stata forse la più discussa tra le versioni “normali” della Mini, escludendo quindi le più particolari Roadster e Coupé biposto, sulla cui bellezza il giudizio resta soggettivo, ma sulla cui praticità (praticamente inesistente) c’è poco da argomentare. Della prima “giardinetta” su base Mini non era stata molto apprezzata nemmeno l’idea di una sola porta posteriore (peraltro ad apertura controvento), studiata per far accedere i bambini solo dal lato del marciapiede, come non aveva convinto al 100% la sua abitabilità e capacità di carico (solo 260 litri). La nuova Mini Clubman parte da un progetto tutto nuovo e si vede. Accantonata la stranezza e l’originalità estrema di certe soluzioni della sua antenata recente, diventa razionale e pratica, forse più di ogni altra Mini vista fino ad ora. Riesce a conciliare infatti dimensioni esterne piuttosto compatte, con una lunghezza di 425 centimetri, ad una abitabilità interna discreta, mentre il bagagliaio guadagna quasi il 40% rispetto alla vecchia Clubman, raggiungendo ora i 360 litri di capacità (quanto una BMW serie 1, tanto per fare un esempio interno al Gruppo). Abbiamo provato una Cooper S con allestimento JCW, che con i sui 192 cavalli è al momento la più potente a listino, anche se la Cooper SD non è molto lontana (190 cv per lei).

Design e Interni: [xrr rating=4.5/5]

Più grande, più convenzionale e più pratica Mini_Clubman_PSS_2015_esterni Mini con la Clubman fa un taglio netto con il passato, questo è certo. Lo fa per stile, con un look decisamente meno stravagante, lo fa soprattutto alla voce dimensioni, con un +27 cm di lunghezza e + 9 di larghezza dalla precedente Clubman. Sempre in tema misure, sono circa 40 i centimetri di carrozzeria in più della 3 porte, 25 rispetto alla 5 porte, con un passo che sale a quota 267 cm, per far spazio (è proprio il caso di dirlo) ai passeggeri posteriori, finalmente messi a proprio agio, anche con bocchette del sistema di condizionamento a loro dedicate. La lunghezza di 425 centimetri si avvicina così a quella di auto “normali”, e qualcuno potrebbe obiettare che si sia lasciato al solo nome il concetto di “Mini”, ma lo è anche nel look. Con una larghezza di 180 cm, siamo infatti davanti ad una vettura molto simile alla cugina BMW Serie 1 in quanto ad ingombri (433 cm x 176). Se il confronto lo facciamo con la Serie 2 Active Tourer con cui condivide il pianale non cambia molto, con larghezze identiche e 9 cm di lunghezza in meno per la Mini Clubman. La nuova, oltre che più grande, è più pratica, passando dalle 2 porte “e un pezzo” alle 4 (oltre alle 2 “splitdoor” del bagagliaio). Mini_Clubman_PSS_2015_retro Si conferma infatti la soluzione con le due ante per l’apertura sul retro dell’auto, ma sparisce la piccola terza porta sul lato destro, la “clubdoor” appunto, che era studiata per permettere ai bambini di scendere dall’auto verso il marciapiede (oltretutto nei Paesi con la guida a sinistra la cosa creava non pochi disagi). Ora invece due porte vere consentono di accedere più facilmente alla panca posteriore. Dicevamo del look esterno che, dimensioni a parte, resta tipicamente Mini. Il frontale è quello del nuovo modello, portato al debutto dalla 3 porte prima, riconfermato con la 5. A cambiare sono però la lunghezza di tetto e fiancate, che crescono in questa versione Shooting Brake, guai a definirla Station, termine troppo poco alla moda per essere utilizzato in abbinamento al marchio Mini. Il collegamento più evidente con il passato è la vista posteriore, grazie alle inconfondibili ante con cui si apre il bagagliaio, come sull’antenata originale anni ’60: la prima Traveller o Countryman. Interni: La nuova Mini davanti, un mondo nuovo dietro Mini_Clubman_PSS_2015_interni Dopo aver provato la 3 e la 5 porte, salire sulla Clubman è una conferma, stesso aspetto per i due posti anteriori, con un cockpit che piace, sempre stiloso, come impone il Brand a cui appartiene, ma molto più curato e maturo di quello delle prime Mini dell’era BMW. Quindi design ricercato, materiali di qualità e livello di finiture da vettura premium, citiamo ad esempio la parte superiore della plancia in materiale molto piacevole al tatto o l’illuminazione di ambiente Led (porte incluse), con svariate possibilità di personalizzarla ed allestirla a proprio piacimento. L’esemplare da noi provato aveva addirittura una finitura scozzese sul fondo dei vani portaoggetti. Facendo un discorso di carattere generale, l’evoluzione che ha avuto il “mondo Mini”, dalla crescita delle dimensioni esterne ai cambiamenti che ci sono stati da una generazione all'altra, può essere piaciuto o meno, come sempre il gusto è soggettivo, ma quando parliamo di interni il salto di qualità che è stato fatto da quando BMW produce la Mini e di quelli epocali. L'auto attuale è un prodotto maturo, dal look comunque particolare e di carattere, ma priva di quei fronzoli e di alcune cadute di stile (qualche plastica troppo cheap, ad esempio) che trovavamo sulle prime serie, che a qualcuno potevano giustamente non piacere, come al sottoscritto, per quasi 10 anni proprietario di una Mini Cooper S R52. Stando seduti al volante della nuova Mini, in tutta sincerità, l’unica piccola pecca che riusciamo a trovarle è relativa ad una parte della strumentazione, che di per se ci è piaciuta, con quel grosso contachilometri affiancato sulla sinistra dal contagiri e completata da un piccolo display con i vari dati, mentre è l'indicatore della benzina a tacche luminose sulla destra a non convincerci troppo. Bella invece la navigazione con stabili 3D quando si guida in città, come abbiamo trovato buona l’ergonomia dei vari comandi. Il mondo nuovo è però alle spalle, a partire dalla panca posteriore, finalmente a misura di adulto, con buono spazio per due persone, all’occorrenza anche per tre, salvo che le gambe sono un po’ ostacolate dal tunnel centrale. Fanno la loro apparizione anche le bocchette del clima dedicate. Ancora più evidente il salto generazionale dalla precedente Clubman alla voce bagagliaio. Si passa, come detto, da 260 a 360 litri ed il baule ha ora ante elettriche, ma solo in apertura, ed è disponibile la funzione tipica di Casa BMW, che consente di aprirle passando un piede sotto al sensore posizionato nel paraurti. La capacità totale sale poi a 1250 litri abbattendo tutto lo schienale, comodamente ripartito in tre porzioni (20:40:20), che è anche regolabile in inclinazione per rendere il tutto più modulabile. Presente anche un doppio fondo, per avere il piano del baule allineato con l’accesso ed uno spazio sotto ad esso per riporre oggetti di piccole dimensioni, che però può essere rimosso per utilizzare tutto lo spazio a disposizione.

Comportamento su Strada: [xrr rating=4/5]

Promossa, anche se il kart feeling sembra un vago ricordo Mini_Clubman_PSS_2015_guida Se dal punto di vista estetico i gusti sono soggettivi, quando parliamo di comportamento su strada tocchiamo un tema che si compone di alcuni aspetti più oggettivi, nonché in alcuni casi addirittura misurabili con strumenti di rilevazione e misurazione, altri che invece sono altrettanto soggettivi. Quando parliamo di Mini viene subito in mente il termine “go-kart feeling”, nato con l’antenata creatura di Alec Issigonis, vincitrice non a caso di prestigiose competizione tra cui il Rally di Montecarlo, che BMW aveva saputo mantenere nella sua erede post 2001. Purtroppo per i puristi, come tutte le Mini di nuova generazione, complice il passaggio alla piattaforma del gruppo BMW (la medesima della Serie 2 Active e Gran Tourer) questo feeling in parte si perde. Intendiamoci, la nuova Mini resta indubbiamente un’auto piacevole da guidare, soprattutto su strade tortuose e belle curve, guadagna in termini di comfort, è meno nervosa, più stabile sul veloce ed è più completa anche dal punto di vista della sicurezza attiva e passiva, oltre che della dotazione. In particolar modo questo diventa evidente alla guida di un esemplare come questo, praticamente full optional e dotato di tutto quello che il listino mette a disposizione. L’unica vera piccola pecca che le si può additare è qualche fruscio aerodinamico in autostrada, anche se il miglioramento dalla vecchia generazione è notevole. Il posto di guida resta basso (per fortuna) ed al volante la crescita delle dimensioni esterne non è nemmeno troppo evidente. In città si manovra bene, sia grazie agli ausili tecnologici, ma anche per la buona visibilità e l’immediata percezioni degli ingombri. Si paga la scelta estetica con un’area di ingombro notevole data dal montante delle due piccole porte del bagagliaio, ma più che in manovra è un fastidio psicologico, che scompare man mano che ci si fa l’abitudine.

Motore e Prestazioni: [xrr rating=4.5/5]

192 cavalli che le regalano prestazioni importanti, senza diventare impegnativa Mini_Clubman_PSS_2015_motore Partiamo dai dati e, per gli amanti dei confronti, da un parallelo con la “vecchia” Mini Clubman in allestimento Cooper S, che staccava uno 0-100 in circa 8,4 secondi con una velocità massima appena sopra quota 220 Km/h, mentre ora la nuova Clubman in analoga configurazione guadagna molto in accelerazione, con un ragguardevole 7,2 per raggiungere i 100 Km/h (7,1 con l’automatico ad 8 marce) nello scatto da ferma e con una velocità massima dichiarata di 228 Km/h. Come sempre la mera lettura dei dati non dice tutto. Sulla carta sembrerebbe una bomba, in realtà è un’auto molto brillante, ma per nulla cattiva. Per questo forse ci sarà spazio per una versione JCW in futuro, ma per ora, forse per le accresciute dimensione e per un peso che si avvicina alla soglia dei 15 quintali (1435 Kg per la versione con cambio manuale), la sensazione è che vada forte, ma che non sia il mostro che qualcuno potrebbe aspettarci. L’esemplare che abbiamo provato era anche dotato del cambio automatico opzionale, un otto marce della Aisin, che filtra un po’ la cattiveria in accelerazione, ma che di contro rende la guida nel traffico ed i viaggi lunghi di gran lunga più confortevole. Il 2 litri del Gruppo BMW è sempre un 4 cilindri sovralimentato, ma è meno reattivo da certi punti di vista rispetto al vecchio 1.6, di contro con una erogazione più corposa e consistente ai bassi ed ai medi regimi, merito soprattutto dei 280 nm di coppia che arrivano tutti subito, ad appena 1.250 giri, mentre la potenza massima arriva a 5.000. La coppia in overboost arriva a 300 Nm tondi, fruibili grazie all’elettronica, che “legge” le esigenze in base alla marcia, al regime ed alla pressione sull’acceleratore. La Clubman Cooper S è quindi in grado di prestazioni importanti senza mai mettere in crisi, sembra quasi che il “diventare matura” sia un concetto alla base della nuova Mini, in tutte le sue declinazioni, dal look di esterni ed interni, passando per la maggior praticità ed abilità, ma anche alla guida è meno irruenta e più fruibile, restando però sempre giovane e scattante, come non si può non volere da un’auto così.

Consumi e Costi: [xrr rating=4/5]

La Clubman parte da 22.300 euro per la One, da 28.800 per la Cooper S Mini_Clubman_PSS_2015_chiusura La nuova Mini Clubman parte da 22.300 euro, per la One (102 cv) in configurazione standard. Ci sono poi altri due allestimenti, Boost e Hype, oltre che Business per le sole motorizzazioni diesel. Ci vogliono 2.500 euro in più per una Cooper, la cui potenza sale a 136 cavalli. Al top delle motorizzazioni a benzina la Cooper S da noi provata, che parte da 28.800 euro, fino ai 31.600 della Hype. L’esemplare del nostro test era poi carico di optional, alcuni interessanti, altri a cui si potrebbe tranquillamente rinunciare. Così allestita passa abbondantemente la soglia dei 40 mila euro. Facendo alcuni esempi di ciò che si può aggiungere alla dotazione di serie citiamo: i 1.000 euro tondi per il navigatore, 1.150 per il tetto panoramico in vetro, 500 per il clima automatico bizona, 700 per il metallizzato, 2.200 euro per il pacchetto JCW esterno, 1.900 per il cambio automatico ad 8 rapporti, 200 euro in più per l’opzione Sport. Sul fronte delle motorizzazioni diesel anche in questo caso sono 3 le opzioni che, come abbiamo detto, sono declinate in 4 allestimenti. Si parte dalla One D con 116 cavalli ed un listino di 24.800 euro, la Cooper D (forse il miglior compromesso e quella che potrebbe essere quindi la Clubman più gettonata) sale a quota 150 per la potenza al prezzo di 27.300 euro. I 190 cavalli della Cooper SD sono disponibili invece a partire da 31.300 euro. Per quanto riguarda i consumi la Mini Clubman Cooper S, rispetto ad un dato dichiarato di 6,2 litri per 100 Km nel ciclo combinato, ha fatto registrare un dato medio a fine prova di 7,7 litri 100 Km, con un utilizzo prevalentemente extraurbano, ma anche con qualche ora di guida cittadina. Mentre a 130 km/h in autostrada il dato è intorno ai 7,5. Un buon risultato, siamo ad oltre 13 Km con un litro di benzina per la motorizzazione in assoluto più “pepata” a listino. [review pros="La prima Mini davvero a prova di famiglia, look e qualità di livello, prestazioni brillanti" cons="Perde una parte del go-kart feeling, le dimensioni esterne non sono più mini ed il prezzo, soprattutto se si esagera con gli optional, si fa impegnativo."]

Mini Clubman Cooper S MY2015: la Pagella di Motorionline

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Mini Clubman Cooper S MY2015, 6 porte posson bastare? [PROVA SU STRADA]

Diventa la Mini più grande di sempre, perfetta per la famiglia

Guadagna una porta, sono ora 4 più le due del bagagliaio, ma soprattutto è forse la prima Mini davvero a prova di famiglia, con 360 litri di capacità per il bagagliaio ed una abitabilità finalmente buona per i passeggeri posteriori

Mini Clubman Cooper S MY2015 – la prima serie della Clubman è stata forse la più discussa tra le versioni “normali” della Mini, escludendo quindi le più particolari Roadster e Coupé biposto, sulla cui bellezza il giudizio resta soggettivo, ma sulla cui praticità (praticamente inesistente) c’è poco da argomentare. Della prima “giardinetta” su base Mini non era stata molto apprezzata nemmeno l’idea di una sola porta posteriore (peraltro ad apertura controvento), studiata per far accedere i bambini solo dal lato del marciapiede, come non aveva convinto al 100% la sua abitabilità e capacità di carico (solo 260 litri). La nuova Mini Clubman parte da un progetto tutto nuovo e si vede. Accantonata la stranezza e l’originalità estrema di certe soluzioni della sua antenata recente, diventa razionale e pratica, forse più di ogni altra Mini vista fino ad ora. Riesce a conciliare infatti dimensioni esterne piuttosto compatte, con una lunghezza di 425 centimetri, ad una abitabilità interna discreta, mentre il bagagliaio guadagna quasi il 40% rispetto alla vecchia Clubman, raggiungendo ora i 360 litri di capacità (quanto una BMW serie 1, tanto per fare un esempio interno al Gruppo). Abbiamo provato una Cooper S con allestimento JCW, che con i sui 192 cavalli è al momento la più potente a listino, anche se la Cooper SD non è molto lontana (190 cv per lei).

Design e Interni:  ★★★★½ 

Più grande, più convenzionale e più pratica
Mini_Clubman_PSS_2015_esterni

Mini con la Clubman fa un taglio netto con il passato, questo è certo. Lo fa per stile, con un look decisamente meno stravagante, lo fa soprattutto alla voce dimensioni, con un +27 cm di lunghezza e + 9 di larghezza dalla precedente Clubman. Sempre in tema misure, sono circa 40 i centimetri di carrozzeria in più della 3 porte, 25 rispetto alla 5 porte, con un passo che sale a quota 267 cm, per far spazio (è proprio il caso di dirlo) ai passeggeri posteriori, finalmente messi a proprio agio, anche con bocchette del sistema di condizionamento a loro dedicate. La lunghezza di 425 centimetri si avvicina così a quella di auto “normali”, e qualcuno potrebbe obiettare che si sia lasciato al solo nome il concetto di “Mini”, ma lo è anche nel look. Con una larghezza di 180 cm, siamo infatti davanti ad una vettura molto simile alla cugina BMW Serie 1 in quanto ad ingombri (433 cm x 176). Se il confronto lo facciamo con la Serie 2 Active Tourer con cui condivide il pianale non cambia molto, con larghezze identiche e 9 cm di lunghezza in meno per la Mini Clubman. La nuova, oltre che più grande, è più pratica, passando dalle 2 porte “e un pezzo” alle 4 (oltre alle 2 “splitdoor” del bagagliaio).

Mini_Clubman_PSS_2015_retro

Si conferma infatti la soluzione con le due ante per l’apertura sul retro dell’auto, ma sparisce la piccola terza porta sul lato destro, la “clubdoor” appunto, che era studiata per permettere ai bambini di scendere dall’auto verso il marciapiede (oltretutto nei Paesi con la guida a sinistra la cosa creava non pochi disagi). Ora invece due porte vere consentono di accedere più facilmente alla panca posteriore. Dicevamo del look esterno che, dimensioni a parte, resta tipicamente Mini. Il frontale è quello del nuovo modello, portato al debutto dalla 3 porte prima, riconfermato con la 5. A cambiare sono però la lunghezza di tetto e fiancate, che crescono in questa versione Shooting Brake, guai a definirla Station, termine troppo poco alla moda per essere utilizzato in abbinamento al marchio Mini. Il collegamento più evidente con il passato è la vista posteriore, grazie alle inconfondibili ante con cui si apre il bagagliaio, come sull’antenata originale anni ’60: la prima Traveller o Countryman.

Interni: La nuova Mini davanti, un mondo nuovo dietro
Mini_Clubman_PSS_2015_interni

Dopo aver provato la 3 e la 5 porte, salire sulla Clubman è una conferma, stesso aspetto per i due posti anteriori, con un cockpit che piace, sempre stiloso, come impone il Brand a cui appartiene, ma molto più curato e maturo di quello delle prime Mini dell’era BMW. Quindi design ricercato, materiali di qualità e livello di finiture da vettura premium, citiamo ad esempio la parte superiore della plancia in materiale molto piacevole al tatto o l’illuminazione di ambiente Led (porte incluse), con svariate possibilità di personalizzarla ed allestirla a proprio piacimento. L’esemplare da noi provato aveva addirittura una finitura scozzese sul fondo dei vani portaoggetti. Facendo un discorso di carattere generale, l’evoluzione che ha avuto il “mondo Mini”, dalla crescita delle dimensioni esterne ai cambiamenti che ci sono stati da una generazione all’altra, può essere piaciuto o meno, come sempre il gusto è soggettivo, ma quando parliamo di interni il salto di qualità che è stato fatto da quando BMW produce la Mini e di quelli epocali. L’auto attuale è un prodotto maturo, dal look comunque particolare e di carattere, ma priva di quei fronzoli e di alcune cadute di stile (qualche plastica troppo cheap, ad esempio) che trovavamo sulle prime serie, che a qualcuno potevano giustamente non piacere, come al sottoscritto, per quasi 10 anni proprietario di una Mini Cooper S R52. Stando seduti al volante della nuova Mini, in tutta sincerità, l’unica piccola pecca che riusciamo a trovarle è relativa ad una parte della strumentazione, che di per se ci è piaciuta, con quel grosso contachilometri affiancato sulla sinistra dal contagiri e completata da un piccolo display con i vari dati, mentre è l’indicatore della benzina a tacche luminose sulla destra a non convincerci troppo. Bella invece la navigazione con stabili 3D quando si guida in città, come abbiamo trovato buona l’ergonomia dei vari comandi. Il mondo nuovo è però alle spalle, a partire dalla panca posteriore, finalmente a misura di adulto, con buono spazio per due persone, all’occorrenza anche per tre, salvo che le gambe sono un po’ ostacolate dal tunnel centrale. Fanno la loro apparizione anche le bocchette del clima dedicate. Ancora più evidente il salto generazionale dalla precedente Clubman alla voce bagagliaio. Si passa, come detto, da 260 a 360 litri ed il baule ha ora ante elettriche, ma solo in apertura, ed è disponibile la funzione tipica di Casa BMW, che consente di aprirle passando un piede sotto al sensore posizionato nel paraurti. La capacità totale sale poi a 1250 litri abbattendo tutto lo schienale, comodamente ripartito in tre porzioni (20:40:20), che è anche regolabile in inclinazione per rendere il tutto più modulabile. Presente anche un doppio fondo, per avere il piano del baule allineato con l’accesso ed uno spazio sotto ad esso per riporre oggetti di piccole dimensioni, che però può essere rimosso per utilizzare tutto lo spazio a disposizione.

Comportamento su Strada:  ★★★★☆ 

Promossa, anche se il kart feeling sembra un vago ricordo
Mini_Clubman_PSS_2015_guida

Se dal punto di vista estetico i gusti sono soggettivi, quando parliamo di comportamento su strada tocchiamo un tema che si compone di alcuni aspetti più oggettivi, nonché in alcuni casi addirittura misurabili con strumenti di rilevazione e misurazione, altri che invece sono altrettanto soggettivi. Quando parliamo di Mini viene subito in mente il termine “go-kart feeling”, nato con l’antenata creatura di Alec Issigonis, vincitrice non a caso di prestigiose competizione tra cui il Rally di Montecarlo, che BMW aveva saputo mantenere nella sua erede post 2001. Purtroppo per i puristi, come tutte le Mini di nuova generazione, complice il passaggio alla piattaforma del gruppo BMW (la medesima della Serie 2 Active e Gran Tourer) questo feeling in parte si perde. Intendiamoci, la nuova Mini resta indubbiamente un’auto piacevole da guidare, soprattutto su strade tortuose e belle curve, guadagna in termini di comfort, è meno nervosa, più stabile sul veloce ed è più completa anche dal punto di vista della sicurezza attiva e passiva, oltre che della dotazione. In particolar modo questo diventa evidente alla guida di un esemplare come questo, praticamente full optional e dotato di tutto quello che il listino mette a disposizione. L’unica vera piccola pecca che le si può additare è qualche fruscio aerodinamico in autostrada, anche se il miglioramento dalla vecchia generazione è notevole. Il posto di guida resta basso (per fortuna) ed al volante la crescita delle dimensioni esterne non è nemmeno troppo evidente. In città si manovra bene, sia grazie agli ausili tecnologici, ma anche per la buona visibilità e l’immediata percezioni degli ingombri. Si paga la scelta estetica con un’area di ingombro notevole data dal montante delle due piccole porte del bagagliaio, ma più che in manovra è un fastidio psicologico, che scompare man mano che ci si fa l’abitudine.

Motore e Prestazioni:  ★★★★½ 

192 cavalli che le regalano prestazioni importanti, senza diventare impegnativa
Mini_Clubman_PSS_2015_motore

Partiamo dai dati e, per gli amanti dei confronti, da un parallelo con la “vecchia” Mini Clubman in allestimento Cooper S, che staccava uno 0-100 in circa 8,4 secondi con una velocità massima appena sopra quota 220 Km/h, mentre ora la nuova Clubman in analoga configurazione guadagna molto in accelerazione, con un ragguardevole 7,2 per raggiungere i 100 Km/h (7,1 con l’automatico ad 8 marce) nello scatto da ferma e con una velocità massima dichiarata di 228 Km/h. Come sempre la mera lettura dei dati non dice tutto. Sulla carta sembrerebbe una bomba, in realtà è un’auto molto brillante, ma per nulla cattiva. Per questo forse ci sarà spazio per una versione JCW in futuro, ma per ora, forse per le accresciute dimensione e per un peso che si avvicina alla soglia dei 15 quintali (1435 Kg per la versione con cambio manuale), la sensazione è che vada forte, ma che non sia il mostro che qualcuno potrebbe aspettarci. L’esemplare che abbiamo provato era anche dotato del cambio automatico opzionale, un otto marce della Aisin, che filtra un po’ la cattiveria in accelerazione, ma che di contro rende la guida nel traffico ed i viaggi lunghi di gran lunga più confortevole. Il 2 litri del Gruppo BMW è sempre un 4 cilindri sovralimentato, ma è meno reattivo da certi punti di vista rispetto al vecchio 1.6, di contro con una erogazione più corposa e consistente ai bassi ed ai medi regimi, merito soprattutto dei 280 nm di coppia che arrivano tutti subito, ad appena 1.250 giri, mentre la potenza massima arriva a 5.000. La coppia in overboost arriva a 300 Nm tondi, fruibili grazie all’elettronica, che “legge” le esigenze in base alla marcia, al regime ed alla pressione sull’acceleratore. La Clubman Cooper S è quindi in grado di prestazioni importanti senza mai mettere in crisi, sembra quasi che il “diventare matura” sia un concetto alla base della nuova Mini, in tutte le sue declinazioni, dal look di esterni ed interni, passando per la maggior praticità ed abilità, ma anche alla guida è meno irruenta e più fruibile, restando però sempre giovane e scattante, come non si può non volere da un’auto così.

Consumi e Costi:  ★★★★☆ 

La Clubman parte da 22.300 euro per la One, da 28.800 per la Cooper S
Mini_Clubman_PSS_2015_chiusura

La nuova Mini Clubman parte da 22.300 euro, per la One (102 cv) in configurazione standard. Ci sono poi altri due allestimenti, Boost e Hype, oltre che Business per le sole motorizzazioni diesel. Ci vogliono 2.500 euro in più per una Cooper, la cui potenza sale a 136 cavalli. Al top delle motorizzazioni a benzina la Cooper S da noi provata, che parte da 28.800 euro, fino ai 31.600 della Hype. L’esemplare del nostro test era poi carico di optional, alcuni interessanti, altri a cui si potrebbe tranquillamente rinunciare. Così allestita passa abbondantemente la soglia dei 40 mila euro. Facendo alcuni esempi di ciò che si può aggiungere alla dotazione di serie citiamo: i 1.000 euro tondi per il navigatore, 1.150 per il tetto panoramico in vetro, 500 per il clima automatico bizona, 700 per il metallizzato, 2.200 euro per il pacchetto JCW esterno, 1.900 per il cambio automatico ad 8 rapporti, 200 euro in più per l’opzione Sport. Sul fronte delle motorizzazioni diesel anche in questo caso sono 3 le opzioni che, come abbiamo detto, sono declinate in 4 allestimenti. Si parte dalla One D con 116 cavalli ed un listino di 24.800 euro, la Cooper D (forse il miglior compromesso e quella che potrebbe essere quindi la Clubman più gettonata) sale a quota 150 per la potenza al prezzo di 27.300 euro. I 190 cavalli della Cooper SD sono disponibili invece a partire da 31.300 euro. Per quanto riguarda i consumi la Mini Clubman Cooper S, rispetto ad un dato dichiarato di 6,2 litri per 100 Km nel ciclo combinato, ha fatto registrare un dato medio a fine prova di 7,7 litri 100 Km, con un utilizzo prevalentemente extraurbano, ma anche con qualche ora di guida cittadina. Mentre a 130 km/h in autostrada il dato è intorno ai 7,5. Un buon risultato, siamo ad oltre 13 Km con un litro di benzina per la motorizzazione in assoluto più “pepata” a listino.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
La prima Mini davvero a prova di famiglia, look e qualità di livello, prestazioni brillantiPerde una parte del go-kart feeling, le dimensioni esterne non sono più mini ed il prezzo, soprattutto se si esagera con gli optional, si fa impegnativo.

Mini Clubman Cooper S MY2015: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Accelerazione:★★★★½ 
Ripresa:★★★★½ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★★½ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★☆ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★★☆ 
Bagagliaio:★★★★☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★☆ 

Le fotografie di questa prova sono state realizzate con una fotocamera Full-Frame Mirrorless Sony A7 II con obiettivo Sonnar® T* FE 55 mm F1,8 ZA

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