Opel Karl Cosmo, piccola e concreta sa offrire molto a poco [PROVA SU STRADA]

L’erede della Agila ha pochi fronzoli, ma non impone rinunce

Dalla sua ha un prezzo di attacco sotto la soglia dei 10 mila euro, ma soprattutto un aspetto migliorato, un abitacolo senza troppi vezzi e con plastiche “robuste”, abbinato però ad una ottima dotazione, oltre che un piacere di guida che da una citycar non ti aspetteresti

Servizio fotografico: LINGEGNERE

Opel Karl CosmoL’abbiamo messa a confronto con un’avversaria di livello (e prezzo) superiore, senza che lei sfigurasse, anzi. Eccoci ora a raccontarvi la Opel Karl nel dettaglio, con la nostra più classica ed approfondita prova su strada. Si tratta della piccola di Casa Opel, erede della Agila, con cui però ha ben poco in comune, lo diciamo in senso positivo. Infatti ha un look più sportiveggiante e non più da monovolume in miniatura, una dotazione ottima, soprattutto scegliendo l’allestimento Cosmo (il più ricco dei tre disponibili) ed un propulsore mille a tre cilindri che si fa apprezzare da subito. Il pregio più inatteso arriva dalla guida, con uno sterzo che regala sensazioni davvero ottime per una vettura di questo segmento ed il tre cilindri che la rende brillante e scattante, grazie anche al peso contenuto. Dopo averla provata possiamo dire che ha tutte le carte in regola per confermare il successo della Agila (oltre 240 mila esemplari venduti in Italia in circa 15 anni di onorato servizio) ed andare oltre. Sul mercato ricordiamo che potrebbe trarre vantaggio dall’uscita di scena nei Paesi europei del marchio Chevrolet (tra l’altro accomunato dall’appartenenza al medesimo gruppo GM), sfruttando quindi il buco lasciato da Spark/Matiz.

Design e Interni:

 ★★★½☆ 

Un look pulito e semplice, ma più accattivante dell’Agila che va a rimpiazzare
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Il segmento A in Italia vale quasi la metà del totale delle vendite. Non stupisce quindi che Opel abbia ben due vetture in “competizione” sul mercato, con la Karl che raddoppia l’offerta affiancandosi alla Adam. Dimensioni a parte (la Karl è circa 2 centimetri più corta e più stretta), l’approccio è completamente diverso, modaiola e ricca di vezzi estetici la Adam, molto più concreta la Karl. Lo si vede anche da fuori, niente colorazioni a contrasto o linee il cui scopo principale è quello di piacere, perché lei insegue un unico importante obiettivo: offrire tutto a poco, senza imporre troppe rinunce. Così ai “fronzoli” è dedicato uno spazio molto limitato, con qualche tocco di cromatura sulla calandra e sotto ai fari di profondità, oppure con le nervature che corrono sul cofano anteriore e sulle fiancate. Anche per le ruote le dimensioni dei cerchi o tornano a diametri più umani, da 14 a 16”, con una piccola rinuncia estetica che viene premiata con la possibilità di prendere una buca o un marciapiede senza temere troppo di danneggiarli, oltre che una riduzione importante dei costi di gestione. La linea della Karl non è quindi di quelle da far girare la testa quando passa, ma è comunque piacevole e ben riuscita, molto più sportiva e proporzionata della sua antenata Agila, che abbracciava l’idea di “monovolume in miniatura” per garantire abitabilità e capacità di carico sopra la media di segmento. Frontalmente si fa notare per i fari di generose dimensioni e per il “sorriso” cromato, con un profilo cromato in cui si incastona il simbolo della Casa del fulmine. Perfetta per la città con dimensioni compatte, siamo appena sotto la soglia dei 3,7 metri per la lunghezza (368 cm), alta meno di 1,5 metri e larga 1,7. Le 5 porte sono un must per un’auto che fa della praticità uno dei suoi obiettivi principali.

Interni: Essenziali per scelta di materiali e finiture, ma non manca nulla
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Dentro la Opel Karl si contraddistingue per due caratteristiche in particolare. La prima colpisce in negativo inizialmente, ma finisce per non essere un difetto vero e proprio. Ci riferiamo all’aspetto molto essenziale, con colori, scelte di materiali e finiture che non sono certo quelle di una vettura premium, ma non sarebbe stato nemmeno lecito aspettarsi il contrario. Il secondo aspetto, questo invece molto positivo, riguarda lo spazio e la qualità della vita a bordo, decisamente sopra la media delle citycar. Il lavoro fatto in fase di progettazione ha concesso di avere una abitabilità ottima per 4 persone, anche se all’occorrenza la Karl è omologata anche per la quinta, con spazio discreto per le gambe di chi siede dietro. Davanti stanno comodi anche i più alti e si è poi coccolati da dotazioni tecnologiche di tutto rispetto. Il bagagliaio si ferma a quota 215 litri, però a sedili abbattuti la Karl passa la ragguardevole soglia dei 1.000 litri (sono 1.013 per la precisione). Nell’esemplare in prova non era installato, ma si può dotare la Karl di un sistema di infotainment basato su uno schermo da ben 7”, con IntelliLink, che si integra perfettamente con il proprio smartphone, Android o Apple che sia. Si può persino avere una connessione Wi-Fi che supporta fino a 7 device, cosa impensabile fino a pochi anni fa, non solo per una citycar. La tecnologia non finisce qui, perché sull’allestimento Cosmo troviamo di serie il cruise control, il climatizzatore e dispositivi come l’Hill Assist, che assiste nelle ripartenze in salita, ma anche 6 Airbag. La Karl bada evidentemente più alla sostanza che all’apparenza. Dopo l’impatto iniziale con le plastiche un po’ durette si rivaluta sia il suo aspetto, comunque piacevole, con il cruscotto con una bella palpebra sportiva in colore a contrasto a contenere i due strumenti circolari ed il display al loro centro, ma anche la comodità, con sedili che non sono affatto malvagi. Anche le finiture, che non sono certo quelle modaiole e colorate della sorella Adam, finiscono per essere difficilmente fonte di note negative, anzi. Il volante, ad esempio, è ben realizzato, con un taglio sportivo ed integra numerosi comandi.

Comportamento su Strada:

 ★★★★☆ 

Sorprendentemente piacevole da guidare, anche in modo più dinamico del previsto
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Non c’è che dire, da una citycar oramai ti puoi aspettare tutto, ma la Karl ha saputo sorprenderci in positivo dietro al volante. Proprio lo sterzo è uno degli elementi da lode, con una reattività ed un progressivo irrigidimento al crescere della velocità che ci ha regalato sensazioni davvero positive. Molto leggero in manovra, come si vuole per un’auto che nasce per un utilizzo prettamente cittadino, non disdegna però affatto le curve affrontate ad andature sostenute. La piattaforma della Karl è tutta nuova, sviluppata dal gruppo GM per le piccole, quindi anche per la cugina Chevrolet Spark (che come detto da noi non sarà commercializzata) e prodotta sulla linea in Sud Corea. Un po’ rigida di sospensioni, soprattutto dietro, la Karl ha però una reattività molto buona. Di positivo ha poi una posizione di guida molto buona, grazie alla possibilità di regolare il sedile sinistro anche in altezza, ma soprattutto un comfort acustico di tutto rispetto. Pochi fruscii aerodinamici anche in autostrada ed un motore che fino quasi a 3.000 giri non si fa proprio sentire. Abbiamo detto della dotazione tecnologica, molto ricca anche a livello di sicurezza attiva e passiva. Oltre ai classici ABS ed ESP troviamo infatti il monitoraggio della pressione degli pneumatici ed il Lane Departure Warning, che grazie ad una telecamera nella parte alta del parabrezza, segnala il cambio di corsia involontario. Niente male davvero per una segmento B! La manca solo una cosa, che abbiamo trovato degna di nota: se vengono bloccate, le porte non si riaprono automaticamente con la maniglia interna, ma solo utilizzando di nuovo il tasto della chiusura centralizzata.

Motore e Prestazioni:

 ★★★½☆ 

3 cilindri mille: quasi un classico ormai per le piccole, da lode in questo caso
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Non c’è l’imbarazzo della scelta: la Karl viene infatti commercializzata con un unico propulsore. Il downsizing ha avuto certamente effetti positivi, mai infatti avremmo pensato qualche anno fa di essere ripetitivi nel tessere le lodi di molti dei piccoli tre cilindri sul mercato. Dal pluripremiato Ford in poi, all’International Engine of the Year Awards siamo ormai al quinto successo di fila per propulsori di questo frazionamento (l’ultima edizione è stata vinta dall’1,5 litri BMW). Non siamo però di fronte ad un mero sfoggio di tecnologia ed efficienza, perché i principali vantaggi sono proprio in termini di piacere di guida. Quello della Karl è uno dei migliori e si conferma eccellente per almeno due caratteristiche: la superba silenziosità ai medio-bassi e l’elasticità, con quasi tutta la coppia disponibile praticamente da subito. L’obiettivo principale, il contenimento dei consumi, è raggiunto solo con una guida attenta, anche in questo il mille a tre cilindri di Casa GM conferma quanto avevamo constatato in passato su altre unità di questa tipologia, cioè che se sfruttati a fondo non sono motori dai consumo irrisori. Il beneficio però è davvero notevole grazie alla assenza quasi totale di vibrazioni, tanto che fino ad almeno 1.500-2.000 giri per capire se il propulsore sia acceso occorre buttare un occhio al quadro strumenti. Solo sopra i 3.000 e nella parte alta della curva di erogazione inizia a frullare facendo sentire il suo nemmeno malvagio sound. I dati in questo caso non rendono giustizia a quello che si apprezza invece alla guida. Grazie anche al peso, di poco superiore ai 900 Kg (939), la Karl è brillante ben oltre i 75 cavalli di potenza massima, erogata a 6.500 giri, mentre la coppia massima di 95 Nm arriva si a 4.400 giri, ma in grandissima parte è già disponibile ben prima della soglia dei 2.000. Riprende infatti in modo egregio già da 1.500 giri, per poi allungare fin quasi a 6.500, dove interviene il limitatore. Davvero molto buono il cambio, a cui manca solo la sesta, ma per contenere i costi è una rinuncia più che sopportabile. Gli innesti sono ben contrastati e molto più precisi di quanto non ci si aspetti da una citycar. Ci siamo anche divertiti ad utilizzarlo più dello stretto necessario, da quanto sia un piacere cambiar marcia.

Consumi e Costi:

 ★★★★½ 

Parte a meno di 9.900, 13.100 nell’allestimento Cosmo più ricco
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La versione Cosmo dell’esemplare da noi provato della Karl parte da 13.100 euro, che arrivano a 13.770 con gli optional presenti. Quella testata era infatti dotata di alzacristalli elettrici posteriori, vetri posteriori oscurati, tappetini in velluto e sensori di parcheggio posteriori. Ma la Karl standard scende addirittura sotto la soglia dei 10 mila euro, fermandosi 100 euro prima. Scendono addirittura ad 8.500 con la promozione Opel in corso, dedicata a chi abbia un mezzo da rottamare. In mezzo tra i due allestimenti troviamo l’intermedio N-Joy, a quota 11.600 euro. A fronte di quanto offre la Karl ha un prezzo decisamente accattivante. Come detto il suo tre cilindri conferma pregi e difetti della migliore concorrenza. Anche in questo caso i dati dichiarati in quanto a consumi, di 4,5 litri ogni 100 Km nel ciclo combinato, si ottengono forse solo con una condotta di guida davvero molto attenta. Più facilmente ci si attesta, come nella nostra prova su strada, appena sotto la soglia dei 6 litri ogni 100 Km, con una guida a tratti anche un po’ sportiva. Attenzione però a non esagerare, altrimenti si sale ancora abbastanza facilmente. In autostrada l’assenza della sesta fa poi salire il consumo in zona 7 l/100 Km.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Abitabilità interna molto buona, dotazione, piacere di guida e silenziositàPlastiche un po’ rigide e finiture essenziali, capacità di base del bagagliaio non tra le migliori.

Opel Karl MY2015: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★½☆ 
Accelerazione:★★★½☆ 
Ripresa:★★★★☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★★☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★★☆ 
Infotainment:★★★☆☆ 
Abitabilità:★★★½☆ 
Bagagliaio:★★★☆☆ 
Posizione di guida:★★★½☆ 
Dotazione:★★★½☆ 
Prezzo:★★★★½ 
Design:★★★½☆ 
Finitura★★★½☆ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★½ 

Le fotografie di questa prova sono state realizzate con una fotocamera Full-Frame Mirrorless Sony A7R II con obiettivo Sonnar® T* FE 55 mm F1,8 ZA

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