Lexus IS 300h, punta tutto sull’ibrido di classe [PROVA SU STRADA]

L’alternativa ai classici marchi premium gioca il jolly ibrido

Lexus in Italia rinuncia ad altre motorizzazioni e si propone con una gamma tutta ibrida. La IS è una delle 6 pedine, una di quelle con il piglio più sportivo, con cui il brand di lusso di Casa Toyota punta a conquistare quote tra rivali prettamente made in Germany.

Servizio fotografico: LINGEGNERE

Lexus IS 300h Luxury – Il brand premium di Casa Toyota non poteva che far sua una delle principali bandiere del marchio giapponese: la tecnologia ibrida. La scelta di farlo in esclusiva, rinunciando ad altri tipi di motorizzazioni è però forte. Da un lato Lexus sarà sempre più specializzata ed associata a questa immagine, dall’altro si rinuncia ad una fetta di mercato importante, quella delle vetture a gasolio, che difficilmente si convertirà al benzina / elettrico. La linea della IS non lascia indifferenti, con un muso molto aggressivo e di personalità, non piace a tutti, ma noi la troviamo una valida alternativa al look molto serioso e standardizzato di gran parte della concorrenza, soprattutto per chi sceglie una berlina invece di una station wagon. A convincere è l’utilizzo quotidiano, dove i vantaggi della piattaforma ibrida si traducono in un comfort elevatissimo, abbinato a consumi eccellenti. L’unico vero neo della IS 300h è il cambio CVT, che se non è utilizzato in manuale, dove simula un 6 rapporti, nell’utilizzo sportivo non riesce a convincere. Possiamo dirvi con certezza dopo la nostra prova che la Lexus IS 300h è una scelta fuori dal coro dai molti pregi, con un prezzo di listino piuttosto accattivante, si parte da 38.200 euro.

Design e Interni:

Rating: ★★★★½ 

Muso cattivo e scelte stilistiche di carattere
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La IS non è un’auto banale, su questo non c’è alcun dubbio. Recentemente rivista in alcuni dettagli con un piccolo facelift, di quest’auto forse solo la vista posteriore è convenzionale, anche se sono presenti elementi che la rendono comunque ben riconoscibile, come le luci ad “L” dei gruppi ottici, la cui forma si allunga in avanti nella porzione laterale, andando a chiudersi nella linea di intersezione tra parafango e paraurti, oppure il cofano del baule che sale simulando sportivamente uno spoiler. Per il resto è un’auto dalle scelte forti, partendo da un frontale che definire unico è tutt’altro che esagerato. Una “bocca” enorme, con la clessidra costituita dalla somma stilistica di calandra e presa d’aria inferiore, oramai un marchio di fabbrica, sottolineata da una cornice cromata. Anche i gruppi ottici sono un elemento molto caratteristico, formato dal faro vero e proprio, sottile e contenuto nelle dimensioni, una sorta di piccolo involucro delle parabole dei proiettori e degli elementi interni, abbinato alla luce diurna separata che è un elemento stilistico che sembra uscire dritto dritto dal bozzetto di un designer di carattere. I led sono il disegno infatti di due linee: quella che inizia dal cofano e continua lungo il faro, che va a formare un angolo vivo con quella che prosegue da parafango e paraurti. Tra l’altro il tutto si traduce in una forma dei fari vista negli specchietti dei veicoli che precedono molto ben riconoscibile. Nel buio si vedono infatti due piccoli pallini, che sono il fascio di luce principale, che sovrastano due cunei sottili ed allungati che terminano con un piccolo baffo, sembra quasi il simbolo della Nike sotto due punti. Anche la fiancata della vettura lascia in segno, con proporzioni forti. La linea dei finestrini e delle portiere è abbastanza classica, ma mentre il frontale è basso e snello, la coda è decisamente più imponente. Forme particolari quindi, un bel mix di eleganza e di sportività spiccata, che come tutte le scelte di carattere non lasciano indifferenti e dividono il pubblico tra chi le apprezza e chi invece non le condivide, da un certo punto di vista sono però coerenti rispetto ad un pubblico che, scegliendo Lexus preferisce distinguersi, anziché allinearsi alla massa.

Interni: Qualità e personalità anche dentro la Lexus IS 300h
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Se fuori abbiamo detto che il carattere e l’originalità non le mancano, la IS riesce a distinguersi anche negli interni, di qualità, ma con una personalità che può o meno assecondare i gusti personali. Alcune scelte sono abbastanza forti, come le forme squadrate della plancia, definita su più livelli dalla palpebra sopra lo schermo e dal piano che troviamo nella sua parte inferiore. Complessità che continua anche nella zona inferiore, con una intersezione di linee verticali, oblique ed orizzontali che sarebbe difficile trovare in un’altra auto. Alcuni potrebbero trovare tutto questo un po’ freddo, altri ne apprezzeranno invece la razionalità. Tutto è infatti comodamente alla portata dello sguardo e delle mani. La regolazione della temperatura del climatizzatore a sfioro, ad esempio, è una chicca che rappresenta lo stile unico di quest’auto. Scorrendo con il dito sulla barra metallica, verso l’alto o verso il basso, si può comodamente impostare i gradi, ovviamente in modo separato tra i due lati. Non è l’unico comando ben studiato per assecondare le esigenze di chi guida, perché sono molte le soluzioni pratiche: Citiamo, ad esempio, il mouse della Remote Touch Interface (RTI), con cui navigare tra le funzioni di un infotainment ricco e dotato di un generoso schermo da 7”, oppure i comandi del Cruise Control che ruotano con il volante. Molto elevato il livello della qualità percepita, inclusa quelle dei sedili, a regolazione elettrica e con l’aggiunta di funzioni per riscaldarli, ma soprattutto ventilarli, a nostro avviso una delle cose più piacevoli ed utili che si possano chiedere. Non manca una classica nota che contraddistingue le auto Lexus, cioè il freno a mano a pedale, alla Mercedes vecchio stile. Potrebbe essere una delle sue ultime apparizioni, visto il graduale passaggio a quelli di tipo elettrico. Dal punto di vista dell’abitabilità è ottima per chi siede davanti, buona per i passeggeri posteriori, che non hanno uno spazio esagerato per le gambe, ma non si possono nemmeno lamentare. Il bagagliaio è più che discreto, con 450 litri di capacità ed un vano ben accessibile e dalla forma regolare.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★½ 

Si viaggia in business, ma all’occorrenza la tenuta di strada non manca
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Il restyling del MY2015 della Lexus IS non si “vede” tanto nell’estetica, ma si sente guidandola. A cambiare sono infatti sterzo, telaio e sospensioni posteriori, con novità ereditate dalla sorella maggiore GS. Se si conferma il comfort davvero eccellente, la grossa miglioria arriva dalla tenuta di strada, al punto da far desiderare un po’ di cattiveria in più da motore e cambio, che come vedremo sono piuttosto sornioni, a dispetto del ragguardevole dato sulla potenza massima della IS 300h. Il regno dove domina incontrastata è il traffico, cittadino o meno, dove la piattaforma ibrida consente di viaggiare davvero viziati da un silenzio quasi totale, in assenza di vibrazioni e fastidi, coccolati da un abitacolo raffinato e pieno di tecnologia, con un relax difficilmente eguagliabile. La particolare geometria delle sospensioni anteriori, di tipo pro lift, cioè inclinata all’indietro in modo da smorzare gli effetti delle sollecitazioni, trasmettendoli in modo ovattato in abitacolo, rende l’idea del livello di comfort a bordo. Ogni dettaglio e ben studiato e si vede quanto la cura e la qualità siano sempre al centro dell’attenzione. Ad esempio, l’alzacristalli è uno dei più veloci che si possano trovare, ma rallenta negli ultimi centimetri, per evitare spiacevoli conseguenze. Se però si cerca il limite con una guida più dinamica, la risposta del servosterzo elettrico diventa molto diretta, basta impostare la modalità su Sport per irrigidire il comando, oltre a modificare altri parametri della vettura. Anche le sospensioni sono ben frenate e con un rollio davvero ridotto ai minimi termini. La IS raggiunge quindi un mix tra comfort e dinamica eccellente, raramente abbiamo guidato vetture da una doppia anima così ben realizzata. Peccato, lo vedremo meglio nel paragrafo successivo, che tanta sportività non sia assecondata come dovrebbe dall’indole di cambio e motore.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★☆ 

Efficienza e comfort al top, ma la cattiveria latita
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Al motore 4 cilindri aspirato di 2.5 litri da 181 cavalli, che utilizza il ciclo Atkinson per ottimizzare il rendimento, si somma una unità elettrica da ben 143 cavalli. Nel complesso la Lexus IS 300h eroga 223 cavalli, numeri di tutto rispetto, che rendono lecito aspettarsi una piccola belva, ma in grado all’occorrenza di portare a spasso chi sale a bordo in totale comfort e sfruttando l’efficienza di una piattaforma ibrida tra le migliori al mondo. In realtà la sportività c’è, ma l’erogazione e le prestazioni non sono di quelle rabbiose che qualcuno potrebbe immaginarsi. Le prestazioni sono interessanti, parliamo di una velocità massima autolimitata a 200 Km/h e di uno 0-100 in 8,3 secondi, ma il cambio CVT ed un motore studiato soprattutto per essere silenzioso ed efficiente la rendono molto più sorniona di quanto i numeri non dicano. Utilizzando la modalità Sport la strumentazione cambia faccia, compare un classico contagiri anziché la quantità di energia richiesta in accelerazione e prodotta in rilascio che viene visualizzata nelle altre modalità. Oltre a questo il sound diventa molto più aggressivo, ma in modo artificioso, grazie all’ASC (Active Sound Control) regolabile con una rotellina sulla sinistra del piantone dello sterzo. A nostro avviso il risultato e fin troppo artificiale per far salire l’adrenalina. Purtroppo il doppio carattere che tanto bene riesce a mostrare a livello dinamico, non è altrettanto riuscito a livello di erogazione e sound. L’altra pecca viene dal cambio, che come di consueto sulle ibride del gruppo Toyota, è un variazione continua CVT. Se non viene utilizzato in modalità manuale, dove simula un 6 marce, l’effetto slittamento / sfrizionata dato dai giri che salgono alla pressione del gas e restano costanti, mentre la velocità aumenta, rende l’esperienza di guida non troppo appagante. Se la sportività non è quindi il miglior pregio della IS 300h, la guida più “normale” mette in luce pregi davvero notevoli. Fin dai primi metri riesce a regalare un piacere di guida unico. L’accensione avviene nel silenzio più assoluto, tanto che è segnalata solo da un cicalino sonoro, oltre che dal cruscotto che “prende vita”. Si guida molto spesso con il propulsore termico spento, sfruttando quello elettrico, ma anche quando il 2.5 litri si avvia non è semplice rendersene conto, grazie alla sua silenziosità da lode e dall’assenza di vibrazioni. Anche il cambio agisce in modo dolce e senza strappi, nemmeno nelle continue ripartenze da fermo del traffico. L’unica piccola nota che ci sentiamo di poter fare ad una piattaforma ibrida che è una delle migliori che ci sia capitato di provare, è l’assenza di un maggior freno motore. Probabilmente a gran parte dei guidatori potrà piacere più così, però a nostro avviso è un peccato rinunciare almeno alla possibilità di poter impostare un maggior freno motore, sfruttando l’elettrico per generare una maggior quantità di corrente in rilascio, ottenendo così il duplice vantaggio di un utilizzo inferiore dei freni e di una ricarica più importante.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★★☆ 

Parte da 38.200 euro e consuma come un’auto a gasolio, anche molto meno in città
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Partiamo dal tema forse più centrale, quello dei consumi. Si possono fare, con una condotta di guida corretta, circa 15 Km con un litro di benzina, in media. Non male per una vettura con queste caratteristiche, si colloca sullo stesso piano di una equivalente auto con un propulsore a gasolio. Fa addirittura meglio in città ed a velocità ridotte, mentre quando si sale verso le andature da autostrada i consumi di avvicinano a quelli di un normale benzina, vendendo meno gran parte dei vantaggi del sistema ibrido. Oltre a questo la IS 300h non paga l’accesso alla milanese Area C, ma nemmeno la tassa di proprietà in Umbria ed il parcheggio nelle strisce blu a Roma. Dal nostro punto di vista i vantaggi in termini di confort, di mancanza di vibrazioni, di rumore e la soddisfazione, anche solo psicologica, di riuscire a fare anche senza una guida attenta, abbondantemente più di 12-13 Km con un litro di benzina nel traffico cittadino, varrebbe il maggior esborso economico del costo di un’auto ibrida. In realtà la Lexus IS 300h non costa più di una concorrente di pari livello con il solo propulsore termico. Questo esemplare di IS 300h passa i 55 mila euro considerando il prezzo di partenza dell’allestimento Luxury, di 50.700 euro e la presenza di un buon numero di optional, ma si parte da una cifra ben inferiore, con i 38.200 euro della “standard”. In mezzo a questi due allestimenti, troviamo poi la Executive (41.600 euro) e la Sport (44.950). Siamo sostanzialmente allineati alla concorrenza tedesca, con il vantaggio però di un Brand che sa di scelta di carattere e non banale. Era il 1983 quando Toyota decise di sottolineare le differenze con gli altri modelli proprio con un marchio di lusso a se stante, ora con la svolta ibrida l’unicità di Lexus è ulteriormente rimarcata.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Silenziosità e comfort senza eguali, ottimo telaio e sospensioni anche nella guida sportiva, consumi contenutiPoca cattiveria malgrado i tanti cavalli, il cambio CVT ha i suoi pregi ed anche qualche difetto.

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Lexus IS 300h: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Accelerazione:★★★½☆ 
Ripresa:★★★½☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★★½ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★★ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★★½ 
Bagagliaio:★★★★☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★½ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★½ 

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